domenica 12 ottobre 2008

Un week-end tra torte e cioccolato

E' domenica... accidenti domani già si ricomincia!

Si fa tanto per arrivare al week-end in una settimana dove ogni giorno se ne va via lento come miele che cola da un cucchiaio ed invece il week-end viene risucchiato via in un botto.

Imperdibile la Festa del cioccolato, il "Cioccolateano". Pop corn al cioccolato, frutta disidratata intinta nel cacao, il cioccolatè, una gustosa miscela di cioccolata fredda e densa, e croccanti torroncini ricoperti di fondente. E, per non farsi mancare nulla e conservare anche la memoria storica, la moneta dell'incontro e quella che riproduce lo stemma del comune.

E' sempre un piacere vagare tra i banchetti dei vari pasticcieri, ognuno dei quali mette in mostra le proprie golosità, frutto della fantasia e di un'arte tanto antica quanto "squisita" ed assaporare la cremosità del cioccolato che si scioglie in bocca.

Insomma un profluvio di endorfine, che non fanno mai male anzi fanno decisamente "bene".

Buona domenica!!

venerdì 10 ottobre 2008

Piccole citazioni

Nelle mie peregrinazioni sul web ho trovato un post di una blogger "tormentata".

Mi ha colpito la tensione che scorre nelle parole sfociando in emozioni liquide che non possono non avvincere il cybernauta che in esse si imbatte, facendo provare una sorta di simpatia-empatia.

Da http://schiavadamore.blogspot.com:

Il tempo della scrittura non ha corrisposto più alla mia vita. Ho riversato fiumi di parole altrove, per colmare tra le righe, per altri, quel tempo che mi percorreva all’apparenza senza rendermene conto. Ho sparso pensieri e desideri e vanità senza preoccuparmi di nulla, oltre le mie necessità. Non ne provavo vergogna, questa la provo ora, che la “normalità” mi è vicina. A rileggermi, fatico a confermare mie le false dediche.

Poi, alla Tua voce sul ritorno, ho pianto con la disperazione che mi divorava il corpo, d’una gioia impronunciabile e svuotante. Pareva irreale, eppure dava ad ogni cosa il suo senso. Dava un nome al mio dolore. Il mio dolore non inconsapevole, ma voluto al punto da risultare folle.

Ogni cosa ora mi sembra lontana, di un’altra donna. Ora so quanto sono stata vicina al limite, quello che separa l’uno dall’altro, ma al punto di sentire di superarlo. Tutto il mio corpo ha misurato il tempo e più che mai ora so, che si può essere capaci di tutto, anche di ciò che si trova insensato negli altri, perché io stessa vi ho fatto ricorso. E questo, mi ha unito di più alla vita, e a Te, con la convinzione che viversi così sia un lusso.

(...) Ora sono scomparse. Le trafitture sono scomparse.

Non so se sono più tranquilla o se invece sono solo più stanca, forse un po’ tutte e due le cose, credo, ora che riesco a stare seduta su una sedia, a scrivere, senza la solita, fitta acuta, l’unica conseguenza oggettiva dei giorni passati a parlare e a parlare.


Essere se stessi

Nella vita quanto si è liberi di essere quel che si è o si vorrebbe essere?


La risposta è: molto poco.


Ricordo che il professore di psicologia all'Università insisteva molto sull'illusione che l'essere umano coltiva. Quella di essere libero ed autonomo nel determinare se stesso e la propria vita.


Illusione, appunto questo. Perchè poi si è vincolati da tante cose: la famiglia dove si è nati, la condizione socio-economica di partenza, il contesto in cui si vive.


Insomma, tutte le forze di "contorno" remano contro la nostra presunta e "pretesa" libertà.


Certo, però, meglio essere consapevoli delle cose che sentirsi vittime di forze superiori. Quelle che i latini chiamavano fato o destino ma che altro non sono se non le forze sociali che tessono relazioni ed aspettative.


Ma poi quanto le aspettative altrui condizionano le nostre scelte?


Altro vincolo, in fondo. Il "diktat" è non voglio deluderti, voglio soddisfare le tue aspettative.


D'altronde Milgram dimostrò, nei suoi esperimenti sull'autorità, fin dove le persone possano spingersi per conformarsi alle altrui aspettative.


Se poi le aspettative sono di tutto un universo di riferimento (vedi la voce genitori, parenti amici e se stessi per quello che si vuole essere) va da sè che la "pressione" è enorme.


La pena è una: l'abbandono.


La domanda, quindi, resta in sospeso. Quanto siamo davvero noi stessi?

venerdì 29 agosto 2008

La magia di Barcellona: una città incantata

E così siamo tornati nel pieno del lavoro... ed è stata una buona ripresa.

Mi restano tante immagini di Barcellona.

La Casa Battlò è quella che mi è rimasta più nel cuore. Le forme che sembrano uscite da un libro di favole, i colori vivi, dolci e suggestivi, a seconda dell'ambiente... Le linee ondulate che sembrano seguire i declini del terreno, in perfetta armonia con esso.

Il museo di Picasso (bellissimo per me il Picasso prima maniera). Le stranezze di Mirò, piene, a loro modo, di genialità, di capacità di coniugare diversi materiali ed oggetti per dar vita a qualcosa di veramente nuovo e diverso.

Le ore passate a camminare, l'attenzione ai particolari, chiusi nei musei fino tarda sera.

I piedi distrutti ma il diktat che imponevo anche a me stessa: "Ancora un po', manca l'ultimo pezzetto e poi si va".

Il mare di Barcellona, la sabbia calda, i cani che scorrazzavano festosi...

Come dimenticare, poi, il Mare Magnum?

Insomma la prima vacanza all'estero... ed io che non volevo parlare spagnolo perchè "Si vede che non so parlare bene nè castigliano nè catalano".

Ed io, da perfetta turista che segue le regole, sempre con il vocabolario alla mano e la guida della città.

Il mio scarsissimo senso dell'orientamento (lo confesso mi sono persa anche lì... ho preso le scale dalla parte sbagliata) e le due ore per tornare a casa. Ed io orgogliosa che penso "Ma io ce la faccio a tornare a casa da sola... Costi quel che costi"

Un'unica domanda: quando si ricomincia?

lunedì 16 giugno 2008

Dai sobborghi arriva un grido di rabbia per cambiare le cose

“Suburb” del gruppo A67, nato e cresciuto a Scampia, è un cd napoletano (tale è la lingua utilizzata con la sua intensità e le sue vibrazioni che arrivano diritte al cuore), ma che utilizza questo idioma per lanciare un messaggio che unisce tutte le periferie del mondo attraverso la musica. Da Napoli (però mai citata esplicitamente) a Marsiglia, passando per l’India. Senza dimenticare il Brasile e la Turchia, con i loro ghetti. Fino alla periferia come luogo dell’anima, dove si “raggrumano” i pensieri e le richieste rimaste inascoltate.

Un cd, presentato giovedì 12 giugno alla Feltrinelli di piazza dei Martiri, che, rispetto al primo che era un vero e proprio inno contro la camorra e la connivenza di ogni giorno, assume toni intimistici, con uno sforzo di introspezione che permea ogni cosa.

E’ l’anima delle persone portata dentro la musica.

E’ lo specchio di una coscienza altalenante perennemente in conflitto, continuamente “frustata” da onde esterne che finiscono per far passare dalle parte del torto anche quando si ha ragione.

“La coscienza – sottolinea Daniele Sansone, cantante del gruppo – è una parola che ti giochi ogni giorno, a seconda dell’occasione”.

Un sound orecchiabile ed intenso sostiene la trasmissione di contenuti di graffiante denuncia.

Un cd dedicato a tutti quelli che hanno deciso di rimanere, di non arrendersi allo stato di perenne emergenza e violazione dei diritti, di andare avanti di “non rassegnarsi”, nonostante tutto e tutti.

Contenuti gridati, perché il dolore, la frustrazione, la voglia di esserci per cercare di cambiare le cose, non può non assumere la forma di un urlo.

E’ questo il nucleo della canzone “Chi m’ sap’ o’ sai” che continua dicendo “Non mi arrendo mai!”

Altra canzone “fuori del coro” è "La Passione" in cui questo gruppo di ragazzi cerca di spiegarsi e spiegare le origini dell'omofobia della Chiesa e così si è inventato una storia agli albori della storia. Una storia di “rottura” con il pensiero corrente, ma intensa.

In questa storia si ipotizza una relazione omosessuale tra Gesù e il suo apostolo prediletto Giovanni, un amore puro e carico di emozioni ma che per il mondo non doveva nè poteva esistere, perchè la gente poteva sopportare un figlio di Dio, ma non un figlio di Dio omosessuale. Così è arrivata la crocifissione per eliminare qualsiasi possibilità, anche solo di ricordo, e subito dopo c'è stata la riscrittura della vicenda nei vangeli in una versione riveduta e corretta. Quindi accettabile.

Pezzo forte, subito tacciato di blasfemia, il cui ritornello è stato scritto dalla scrittrice Valeria Parrella, in cui viene più volte ribadito come la ragione a volte debba arrendersi a "ragioni" più alte e più radicate e radicali.

Bel gruppo di ragazzi puliti ed impegnati, e che soprattutto invece di arroccarsi nel loro piccolo orticello, tra gelosie e meschinità, cercano di coinvolgere quanto più possibile altri artisti. Ragazzi semplici e veri.

Illustri le collaborazioni, tra cui quella del cantante di musica popolare Marcello Colasurdo.

venerdì 11 gennaio 2008

Il grido di dolore di una terra sconfitta...

Mi spiace dirlo ma questo è il colpo di grazia ad una città che già stava languendo.... Di responsabilità ce ne sono tante su tutti i fronti, anche del Nord che è stato connivente per decenni nel mandare a smaltire i propri rifiuti tossici in Campania, che è diventata una vera e propria fogna dove occultare. Ma la situazione com'è ora è ingestibile sda ogni angolazione.Il problema non sta solo nella spazzatura di adesso, ma nel colpo ferale inferto al turismo anche a lungo termine (ci stavamo appena un po' riprendendo dalle guerre di camorra le cui immagini hanno fatto il giro del mondo) e all'esportazione e consumo dei nostri prodotti tipici (chi vorrà latte e mozzarella di bufala alla diossina e verdure cresciute all'ombra delle discariche?). Già ora i ristoranti stanno registrando il vuoto (anche le poche prenotazioni sono state disdette) e preferiscono star chiusi anche per l'ammorbamento dell'aria. I cittadini poi hanno già dichiarato che non compreranno più verdure nostrane ma acquisteranno quelle preconfezionate provenienti da tutt'altri lidi.E nel frattempo i fumi della diossina, le scarse condizioni igieniche, l'avvelenamento delle acque e dei terreni portano malattie e stanno facendo crescere l'incidenza dei tumori, soprattutto di quelli a polmoni, stomaco e vescica.C'è tanta la vergogna, certo, ma c'è soprattutto il dolore di vedere una terra martoriata e senza più speranza.Comunque vada, nessuno potrà mai risarcire danni cosi incalcolabili...

giovedì 30 agosto 2007

Vacanze in Sicilia... Sole e mare sulla pelle

Le vacanze estive, anche se siamo ancora in questi ultimi momenti di agosto, pian piano si allontanano.... Come un treno che lentamente riprende la sua corsa mentre, noi spettatori malinconici, agitiamo il fazzoletto e, dalla banchina della stazione, lo osserviamo andar via verso mete ignote... Il treno del tempo... Risento ancora gli spruzzi di acqua salatissima sul viso ed il calore del caldo sole della Trinacria sulla pelle. A dire il vero, ho ancora il "ricordo", sul polso destro, della visita di cortesia di una medusa! Bellissimo il versante della Sicilia contiguo a Trapani. Monreale, Trapani stessa, Segesta, l'isola di Pantaleo con l'antica città fenicia di Mozia, le saline ed i mulini, San Vito Lo Capo e la sua movida, Castellammare del Golfo ed il museo degli antichi mestieri, Palermo e la cappella palatina, per non parlare della maestosa cattedrale. E che dire della montagna incantata di Erice con le sue "faticose" stradine in pietra? Ma a ripagarci della fatica ci pensava la bontà dei dolci (mi commuovo solo al pensiero della pasta di mandorle che si scioglieva lentamente in bocca): i genevosi alla ricotta, con gocce di cioccolato, ed i sospiri...Un sogno, da far "sospirare", le terme di Segesta, alimentate da una sorgente di acqua sulfurea, pesantissima ma bollente e benefica, a cielo aperto, sotto le stelle. Peccato per qualche bambino un po' troppo invadente e rumoroso ma pazienza! Mi resta il desiderio di andare a sbirciare quelle naturali, "infrattate" giù per un piccolo sentiero erboso, tra gli alberi d'ulivo. Però ci sarebbero le biscette!!! ;-))) Per ora è saltata probabilmentee Barcellona a Natale... ed io che già mi pregustavo le ramblas... ma recupereremo con gli interessi! Nel frattempo aspetto sabato per goderni l'inizio della festa di Piedigrotta, con i concerti, i carri allegorici, i concerti (non vedo l'ora per quello di Massimo Ranieri), gli spettacoli teatrali e le visite guidate alla Crypta neapolitana, dove un tempo passavano gli antichi romani con i loro carri carichi di vettovaglie diretti a Pozzuoli o alla base navale di Miseno. A proposito, da non dimenticare, il 2 ed il 3, anche i concerti jazz a San Giovanni a Carbonara. Il 10, poi, mi aspetta il concerto di Sergio Cammariere, per me un vero poeta, e martedì 11 si ricomincia con la kermesse Tano Tango nei castelli e bastioni, di scena fino al 16. Sensuale e romantico lo scenario, in particolare Castel sant'Elmo che apre le porte al pubblico, per una visita guidata tra i suoi anfratti, a solo un euro, e tra l'altro la prima giornata di eventi, che si inaugurano alle 21.00 sullo sfondo maestoso della Galleria Umberto, è ad ingresso gratuito.