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martedì 15 maggio 2018

9_9 di Kristin Man: scatti per rappresentare la relazione

Si chiama 9_9 l'ultimo progetto fotografico di Kristin Man, in mostra al Pan, il palazzo delle Arti di Napoli (via dei Mille 60) fino a lunedì 21 maggio.

Un progetto che racconta di una relazione, quella in cui due individui da estranei diventano "intranei", per usare un'espressione cara al filosofo Aldo Masullo.

Quel momento in cui si entra reciprocamente l'uno nello spazio vitale dell'altro, in cui si costruisce un agone simbolico-relazionale condiviso e ci si sente a proprio agio, un po' come se si fosse trovata "casa".

Il progetto fotografico prende le mosse nel settembre 2014 e come evidenzia Kristin "non esisterebbe senza l'esperienza della Scuola internazionale, l'UWC Atlantic College, in Galles, dove sono arrivata grazie d una borsa di studio".

E' quello un momento di confronto e scambio di visioni, di usi, costumi, abitudini esistenziali, tra persone provenienti da ben 60 Paesi diversi.

"La selezione - racconta Kristin - avveniva non solo in base alle competenze accademiche, ma anche in base alla potenzialità di condividere esperienze e spazi, di essere aperti al confronto. Una caratteristica molto importante era quella della socialità. La scuola mi ha permesso di implementare tante capacità importanti".

Kristin, poi, vive undici anni a Londra ed in seguito approda a Roma per alcune settimane per capire meglio la lingua e la cultura italiane, con cui è venuta in contatto attraverso alcuni compagni alla Columbia University.

Tra il 2011 e il 2012 abita per circa due anni a Singapore e si dedica ad un progetto in cui, attraverso scatti in cui non sono presenti persone, avvia la sua personale ricerca della bellezza.

La sua idea di bellezza confluisce così in un progetto fotografico molto astratto e concettuale, in cui l'artista, nata a Hong Kong, cerca di trovare e restituire bellezza anche ove essa apparentemente non c'è.

"In realtà - evidenzia infatti - Singapore non mi è piaciuta: è troppo artificiale. Ma in fondo la città è come un elefante: tutto dipende dalla prospettiva con cui la si guarda. La coda, le zampe, le orecchie, gli occhi troppo piccoli rispetto al resto del corpo. Spesso è opportuno trovare il giusto canale, proprio attraverso lo strumento della fotografia, per cambiare l'immagine anche del medesimo oggetto".

Un canale, come sottolinea lei stessa, fondamentale per provare a cambiare anche una sensazione negativa e riuscire così a sopravvivere emotivamente.

Arrivano una mostra a New York ed una in Spagna ed una fase di transizione nella tecnica e nel linguaggio espressivo, all'insegna della sperimentazione.

L'ATTUALE PROGETTO FOTOGRAFICO ED ESPOSITIVO


La mostra è a cura di Chiara Reale. E' promossa dall'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, gode del patrocinio morale dell'Istituto Confucio di Napoli, dell'Ambasciata Canadese in Italia e è realizzata in collaborazione con AICA Andrea Ingenito Contemporary Art Gallery. Una collaborazione creata proprio in seguito alla presentazione del libro “9_9” presso la sede di Capri lo scorso anno.

Per il progetto editoriale, edito da Skira, sono stati selezionati 123 doppi auto ritratti. In ogni doppio auto ritratto Kristin Man entra in una “mise-en-scene” che immortala se stessa in relazione con “l’altro artista” per esprimere l’essenza “condivisa” al momento del ritratto e l'idea di “una se stessa” come straniera e come artista nell'ambiente di “un altro”. 

Una galleria di doppi ritratti dell'artista in compagnia di personaggi celebri del mondo dell’arte e di giovani artisti, fra i quali Mimmo Paladino, Ferdinando Scianna, Mimmo Jodice, Piero Gilardi, Emilio Isgrò, Enzo Cucchi, Gianni Berengo Gardin, Michelangelo Pistoletto, Arturo Schwarz, Arnaldo Pomodoro, Luigi Mainolfi, Riccardo Dalisi, Lello Esposito e Sergio Fermariello.

Nell'esposizione trovano spazio anche foto e pannelli inediti, non presenti nel libro, cui l'autrice ha voluto dare evidenza, data l'intensità dell'incontro stesso.

"Per trovare il linguaggio che mi rispecchiasse - evidenzia Kristin - ho sperimentato circa 2-3 mesi. Non volevo si trattasse solo di autoritratti, nè di ritratti altrui, bensì che si ricostruisse il senso più profondo di un'identità, quella di me stessa in relazione agli altri. Volevo inventare qualcosa di nuovo, un nuovo modo di esprimersi, non volevo ricalcare le orme di qualcosa di già fatto".

In queste pose spira forte il senso del rispetto, quello che per Masullo non è legame di subalternità formale, bensì capacità di entrare in relazione con l'altro da sé, con il suo universo cognitivo ed emotivo. Capacità di entrare in punta di piedi nella sua esistenza.

Secondo quanto racconta Kristin, il suo desiderio è creare ed esplorare un senso di comune appartenenza  tra artisti ed anche rispetto ad una città che si è scelta quale patria adottiva, perchè "ci piace".

Il fil rouge tra vite ed ambienti è creato dall'arte, nelle sue multiformi espressioni, attraverso le quali sia lei che i suoi interlocutori esprimono la propria anima e riescono ad interagire, a entrare in contatto, con il mondo circostante.

Nella foto con Marco Fasano, l'artista entra piano nel suo spazio creativo, attraverso una finestra (entra nella sua casa, nella sua vita e nel suo universo artistico). Insieme, le due figure formano un arco ideale. La chitarra che Kristin sfiora lieve è sia punto di contatto tra i due sia momento di necessaria distanza, di riconoscimento dell'irriducibile alterità dell'altro, del suo mistero che va rispettato. La finestra, parimenti, è il luogo da cui entra la luce e da cui lo stesso Fasano trae ispirazione (per sua stessa ammissione, in base al racconto di Kristin, ha provato a comporre in parti diverse della casa, ma solo lì l'ispirazione arriva puntuale e non delude).



"Creare un'interazione - spiega Kristin - è fondamentale. Se non abbiamo un ricorso, un bel ricordo, un'amicizia, credo sia inutile fare una fotografia".

Nella foto con Mimmo Jodice viene rappresentata una perfetta complementarietà e similitudine tra universi espressivi e sensibilità.

Due fotografi sono immersi in un ambiente in cui la fotografia è protagonista. Tutt'intorno libri che parlano di questa arte, con alcuni titoli in evidenza. A fare da contraltare un tavolo nero dalla superficie lucida, in cui i due  è come si osservassero, al pari di come avviene per uno specchio, vedendo riflessa la propria immagine e, al contempo, la propria anima.

"Noi fotografi - spiega Kristin - utilizziamo gli occhi per gettare il nostro sguardo sul mondo. Il nostro scatto è un riflesso di noi stessi. Anche quando non appaio nelle foto, infatti, non sono mai del tutto assente. Una presenza di me stessa è sempre palpabile, anche perché quello scatto è frutto del mio sguardo. Non occorre che io appaia per esservi".

Nella foto con Jodice, Kristin muove un gesto protettivo nei confronti di colui che potrebbe essere concepito sia idealmente come padre che come maestro.



Con Sebastiano Grasso, critico d'arte e scrittore di racconti erotici, Kristin disegna un'interazione diversa dalle precedenti, dove trova spazio una sorta di paura, di ansia che si allarga sul viso e che le fa assumere un'espressione spaventata.

Grasso, infatti, impugna un tagliacarte, una sorta di stiletto, in grado di andare in profondità, di squarciare il velo del perbenismo, ma anche la corazza emotiva. lo schermo, che ognuno indossa quotidianamente, e lo punta alla gola della fotografa. Nella foto ad una sensazione ansiogena si accompagna un'atmosfera sensuale.



Il luogo di Grasso è in realtà, come sottolinea la stessa Man, un non luogo, perchè lui potrebbe "scrivere ovunque". Quindi lo strumento che deve accompagnarlo sempre, che ne rappresenta l'essenza, è la penna.

"E' fondamentale - ribadisce Kristin - che non solo loro si trovino a loro agio con me, ma anch'io con loro, all'interno del loro ambiente. E' necessario trovare la giusta distanza, che permetta di entrare in un contatto autentico, senza 'invadere' lo spazio vitale. Con Enzo Cucchi, ad esempio, ho studiato l'ambiente per ore. Poi quando l'ho visto ed ho notato il suo abbigliamento caratteristico ho deciso di tornare il giorno dopo, indossando a mia volta un cappello, simbolo di rispetto e di riconoscimento di importanza".

Ora Kristin sta lavorando ad un nuovo progetto fotografico, dove il mezzo di con-tatto sono i cellulari, emblemi di una nuova tecnologia e di una frontiera "altra" della comunicazione.





mercoledì 14 febbraio 2018

Storie di Francesca Di Martino: nella sua personale dimensione pubblica e privata di persone illustri


Da venerdì 23 febbraio all’11 marzo l’appuntamento sarà all’AMStudio Art Gallery in via Massimo Stanzione, 10 (Napoli) con la mostra Storie, personale di Francesca Di Martino.
 Quali storie racconta Francesca Di Martino, attraverso i tratti tracciati sapientemente sulla tela?
Quelle dell’esistenza di personaggi noti, addirittura illustri, che hanno popolato e popolano l’immaginario delle persone comuni. Ma lo fa lasciando intravedere, oltre lo spazio del volto “pubblico”, mostrato sul palcoscenico, anche la dimensione più privata, celata dietro le quinte. Un trait-d’union, che sembrerebbe riuscire a creare un legame saldo tra le storie degli uomini illustri e quelle degli uomini non illustri di pontiggiana memoria,In questo modo la tela diviene spazio fisico dove si condensa il racconto, attraverso il ritratto. Lo spazio che ospiterà l’esposizione è diretto da Antonio Minervini, mentre la mostra è a cura di Francesca Panico.


“Quando scelgo di rappresentare – spiega l’artista -  attraverso la mediazione della pittura, il volto di un personaggio pubblico, devo necessariamente confrontarmi con quello che è il bagaglio delle relative immagini esistenti accessibili e per propria natura “pubbliche”. Il privato, in quanto tale e per fortuna, resta nella sfera del supposto, del pesunto tale, dell’idefinito che serba in se il suo fascino , il suo eterno mistero”.Un anelito a comprendere, a disvelare i moti più lievi dell’anima, a “sentire” le emozioni di chi, troppo spesso, per il suo ruolo pubblico, deve recitare un compione.Ma l’anelito rimane una supposizione, mai un’aletheia, un velo sollevato del tutto. La luce gettata su tali moti dell’anima è soffusa. La porta rimane socchiusa ed il tentativo di “sbirciare” rimane tale.Lo sguardo è discreto, quasi affettuoso, nel rispetto di ciò che appartiene all’intimità di ogni individuo e che lui stesso, e solo lui, può scegliere con chi condividere, in piena consapevolezza.Sono dieci le opere in esposizione, oli su tela, tra ritratti iconici e autoritratti realizzati nel corso di un decennio. In quei volti raffigurati vi è un palpabile scambio emotivo, capace di catapultare lo spettatore nella dimensione psicologica del personaggio dipinto.
“L’umanizzazione di una icona – continua Francesca - decostruita e riproposta in veste privata, è un ambizioso divertissement, ma non è il fine in sé quella riproposizione; non anela uno squarcio di verità. Quello che ricerco nell’irripetibilità di un volto è una aspirazione a quella verità. La carica emozionale primordiale, quella istintuale che si avverte quando ci presentano una persona per la prima volta… Quella specie di scossa elettrica che sentiamo nella mano e che ci percuote le braccia fin su la colonna vertebrale.. E’ quello che cerco di riportare in pittura”.


Una pittura fortemente espressionista, i cui segni vengono fuori da una pennellata grintosa e impulsiva, affiancata da corposi impasti di materia distesi a colpi di spatola. Il ritratto è una costante nella produzione di Francesca, è la sua ispirazione e il suo banco di prova. Nel ritrarre personaggi famosi come Diego Armando Maradona, Marilyn, Sofia Loren, Obama, la pittrice ci restituisce un’immagine che sigilla l’unione tra il mito e l’uomo in una veste privata.Così facendo, inoltre, Francesca Di Martino getta un ponte tra due universi, i cui attori, principali e comprimari, possono diventare entrambi protagonisti del ritratto ed in questa possibilità sembrerebbero poter riscoprire sentimenti, emozioni e, alla fine, una natura umana profondamente condivisa, al di là delle condizioni socio-economiche ed esistenziali apparentemente e fattualmente diverse.“Quando ritraggo persone a me accessibili – evidenzia ancora l’artista -  è piu semplice poichè posso studiarle, fotografarle, affidarmi a differenti informazioni, uditive, financhè tattili ed epidermiche. Con persone difficilmente raggiungibili posso soltanto scandagliare, nell’oceano iconografico, un sorriso, una smorfia, una ruga, il più possibilmente aderente all’idea che ho di lei/lui”.

La Galleria

Dopo l’esperienza positiva maturata in seno all’Art Point BP Med, la galleria della Banca popolare del Mediterraneo, i collettivi con l’associazione culturale La Fenice e la direzione artistica del progetto ODCEC - Cultura Energia Economia, Antonio Minervini, artista e gallerista, decide di aprire un suo spazio espositivo per dare visibilità alle risorse del territorio, in un quartiere, Il Vomero, che nel secolo scorso fu teatro di una grande rinascita culturale a Napoli. AM Studio si propone come luogo di confronto tra le arti. Dunque, non solo visual art ma anche letteratura, performance, dibattiti e uno studio di comunicazione per la promozione di eventi e realtà creative.



L’artista

Francesca Di Martino, classe 1977, si laurea in Scenografia all'Accademia di Belle Arti di Napoli. Ha al suo attivo la partecipazione a differenti esposizioni collettive, concorsi e performance. Diverse anche le mostre personali: “Uccidi il tuo maestro” (2011), nello spazio letterario Caffè dell’Epoca di Napoli; “Dentro e fuori di me” (2015), all’interno della rassegna “Facciamo i conti con l’arte”, nella sede della Banca Popolare del Mediterraneo; “Manga p’a capa” (2015) per la rassegna “Human portraits”, alla Fonoteca di Napoli; Dècade al museo civico di Agerola (2017). È presente alla “Biennale del Fumetto nell’Arte” alla Passpartout Gallery di Milano. Partecipa al NAF Napoli Arte Fiera, alla mostra D’Oltremare. E ancora, al collettivo “Un Eco per tutti”, a cura di Linda Irace e Tony Stefanucci, al Museo Archeologico Nazionale di Napoli; alla 19h Generative Art Conference GA2016 “Empathize with my Gaze” di Firenze. Le sue opere sono presenti nel Museo a cielo aperto di Diamante e in differenti collezioni d’arte private.
AMStudio Art Gallery

Via Massimo Stanzione 10 - NapoliDal 23 febbraio al 11 marzoOrari e giorni: dal lunedì al venerdì, ore 16-20; il sabato ore 10-13Info e contatti: Antonio Minervini minervini@studioaml.it - 392 0860931Alessandro Minervinia.minervini.work@gmail.com – 393 4714198
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martedì 18 febbraio 2014

Endemica mancanza di asili nido al Sud. Arriva un bando per potenziare i servizi

 Ottomila euro all'anno. Questa è la cifra che un bimbo in carico ad un asilo nido costa agli Enti Pubblici.

Di questi il 18 per cento delle spese, secondo un'inchiesta di Repubblica del maggio 2013, ricade sulle famiglie.

I dati dell'inchiesta sono tratti da quelli messi a disposizione dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia della Presidenza del Consiglio, 

L'Italia è ferma al palo  a meno del 20% dei bimbi in età pre-scolare accolti, contro la soglia del 33% fissata dall'Ue e raggiunta da altri Paesi. Anche in questo aspetto, è confermata l'esistenza di un Italia a 2 velocità, anzi di più spaccata.

Infatti, l'Emila Romagna ha quasi raggiunto la soglia, sfiorando il 30% e la Calabria quasi non si è ancora messa in marcia e si attesta ad un 3%.

Una cifra che non si può contrarre oltre una certa soglia ma che anzi è auspicabile poter aumentare dato che il 70-80% dei fondi vengono investiti sul personale educativo onde migliorare la qualità dei servizi e le modalità di erogazione, come ribadiscono gli addetti ai lavori.

Secondo Cittadinanzattiva, facendo sempre riferimento all'inchiesta di Repubblica, circa il 23% delle famiglie con pargolo al seguito che fa richiesta di ingresso nell'asilo nido pubblico rimane esclusa.

Così una larga fetta di genitori, anche per riuscire a conciliare meglio i tempi divisi tra famiglia e lavoro, compensano rivolgendosi ai servizi privati, che però richiedono costi più elevati.

Ecco perchè arriva un bando“Un asilo nido per ogni bambino – Area del Mezzogiorno”, giunto alla quarta edizione, promosso e finanziato da un connubio: la Fondazione “aiutare i bambini” (www.aiutareibambini.it) e la Fondazione CON IL SUD (www.fondazioneconilsud.it).

L'obiettivo è selezionare nuovi asili nido o spazi gioco da sostenere nel 2014 in Basilicata, Calabria, Campania, Puglia, Sardegna, Sicilia, regioni che soffrono di un'endemica insufficienza.

Oltre ad aumentare il numero di strutture e servizi disponibili il bando mira ad agevolare l'accesso per le famiglie che versano in situazioni socio-economiche disagiate ed a rischio emarginazione.

Le domande vanno presentate entro il 31 marzo.


 CHI PUO' PARTECIPARE

Possono partecipare al Bando le organizzazioni non profit costituite da almeno tre anni, che abbiano esperienza nella gestione di servizi per la prima infanzia, che abbiano sviluppato partnership con gli enti del territorio e che intendano potenziare o avviare un nuovo servizio nelle Regioni oggetto dell’intervento. 

Saranno privilegiati asili nido o spazi gioco che prevedano di riservare almeno il 25% dei posti disponibili a bambini appartenenti a famiglie in situazione di fragilità: famiglie in difficoltà economica, monoreddito, con problemi di integrazione, famiglie di immigrati o con molti figli. 

I servizi sostenuti dovranno inoltre prevedere un ruolo significativo e attivo del volontariato e dimostrare di avere una reale sostenibilità economica.

Dal 2011 attraverso il bando sono stati finanziati 28 asili e spazi gioco per uno stanziamento complessivo di 840.000 euro.

PER IL 2014

Il contributo totale messo a disposizione congiuntamente dalle due Fondazioni per l’edizione 2014 del Bando è di  400.000 euro. 

Ogni progetto prevede l'assegnazione di un contributo pari ad un massimo di  70.000 euro da erogare in due anni in caso di start-up di un nuovo servizio e di un massimo di 30.000 euro in un anno in caso di potenziamento di servizio esistente. 

Lo stanziamento non potrà comunque essere superiore al 50% del costo complessivo del progetto. 

Per consultare il Bando e presentare domanda: www.aiutareibambini.it/bando-italia-2014. 


Per informazioni:

Fondazione “aiutare i bambini”
Ufficio Progetti Italia
E-mail: bandi.italia@aiutareibambini.it


Uffici stampa

Fondazione “aiutare i bambini” Onlus
Alex Gusella                                                           
Tel. 02 21.00.24.210
alex.gusella@aiutareibambini.it

Fondazione CON IL SUD
Fabrizio Minnella
Tel. 334 6786807
f.minnella@fondazioneconilsud.it