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lunedì 13 aprile 2020

In viaggio con Internettuale tra tour virtuali e film da vedere e rivedere


1   Internettuale, un nome, che designa un percorso di ideazione, scrittura e condivisione, nato dalla crasi tra la parola internet, uno strumento che, nel suo uso positivo, ha ampliato gli spazi ed i modi di espressione del pensiero e della creatività indivividuale e collettiva (questo periodo di quarantena ce ne sta dando un'ulteriore prova), contraendo al contempo tempi e distanze fisiche, e il vocabolo intellettuale, da intendersi come la capacità di divulgare in maniera affascinante, coinvolgente e mai banale, scontata o noiosa.

     L'idea è venuta a Mariano Cervone, che oggi cura il coordinamento generale di un polo museale partenopeo. 
    
     

      Figlio delle periferie, di quella Scampia troppo spesso balzata agli onori (o disonori) della cronaca per fatti che si tingono di nero, quest'ultimo rivendica, invece,  la forza propulsiva delle periferie, che non significano solo marginalità, emarginazione e degrado, ma che possono assurgere, attraverso un'adeguata operazione di valorizzazione ed emancipazione dai retaggi più deteriori, a incubatore di idee, talenti e iniziative di riscatto territoriale, grazie alla loro ricchezza sociale ed antropologica, che le rende custodi di usi e tradizioni e di una memoria storica importante. 

       



     Internettuale rappresenta un microsmo, in continua espansione grazie a passione, cura dedizione e profusione di competenze, che si dipana attraverso i mille volti, le strade ed i vicoli della cultura, quella vissuta in prima persona e raccontata, con emozione ed all'insegna della condivisione, da Mariano, ma anche e soprattutto quella meno nota, conosciuta e acclamata. 
     
    Quella che vive e respira piano e che dev'essere assolutamente riscoperta, vissuta e valorizzata. 

     Un'anima palpitante che si è fatta conoscere attraverso la forza amplificatrice delle piattaforme social.

     



    Questa Pasquetta, dunque, ben lungi dall'essere oziosa e statica, può tradursi, tra un'aperitivo in videochiamata con gli amici e una rilassante ora di sole goduta sul balcone o passata affacciati alla finestra, in una preziosa occasione per conoscere più da vicino, ed in anteprima, Gli Scavi di Pompei, l'Hermitage di San Pietroburgo, la mostra dedicata al genio pittorico di Raffaello e tante altre bellezze del Belpaese e del mondo.

    Ad  una certa ora, poi, sedetevi comodi: si alzi il sipario dei piccoli e grandi teatri o inizino le proiezioni cinematografiche, a delineare un percorso che si snoda attraverso varie tappe geografiche e dell'anima.

    Adesso passiamo la parola a Mariano per descriverci il suo viaggio nella genesi e nell'evoluzione della sua idea progettuale.


     D. In quale momento storico della tua vita nasce Internettuale?

R. Mi ha sempre accompagnato l’idea di un blog in cui parlare di arte e cultura, ma l’ho realizzato solo qualche anno fa, quando il desiderio di scrivere e farmi leggere era tale, che avere un posticino mio nel web è diventata una vera e propria esigenza. Così, qualche anno fa, iniziai a scrivere di getto, senza una vera e propria linea editoriale, ma guidato solo dalla mia passione.

      D.    Quali passi hanno condotto a idearlo?

R. Tutto parte dalla registrazione del dominio. All’inizio è solo un gioco, “internettuale”, un nome come tanti. Poi, a mano a mano che scrivi post, cominci ad avere piccoli riscontri: un like, un commento, una mail, l’affetto di chi ti legge. E così inizi a pensare che potrebbe diventare qualcosa di più, quel sogno nel cassetto che per anni hai tenuto nascosto. 

D. Com’è struttura?
 
R. È suddiviso in sezioni: i lettori possono sfogliarlo scegliendo gli argomenti di loro interesse, come arte, eventi e mostre, letteratura oppure fare una comune ricerca per keywords. Immagino il sito, www.bloginternettuale.it come un pianeta intorno al quale faccio ruotare i satelliti dei social come twitter e instagram dove i lettori, o follower come si definiscono, trovano contenuti come foto e video.

 

D. Come decidi quali temi trattare?

Seguo molto l’istinto. Parto dal presupposto che se un argomento mi incuriosisce può interessare anche i potenziali lettori. Generalmente preferisco parlare di ciò che vedo e visito personalmente, come mostre e musei. Prediligo anche luoghi poco noti, aneddoti, curiosità e amo molto parlare di Napoli, la mia città. Non c’è una vera e propria linea editoriale, piuttosto una linea della passione a guidarmi. 

D. Con quali altri progetti di vita e di lavoro lo condividi?

R. Mi occupo del coordinamento generale di un polo museale napoletano. Quindi il lavoro e le mie passioni confluiscono nel mondo dell’arte, e ciò mi aiuta a scovare argomenti di cui trattare. Lavorare in un ambiente culturale, in cui si realizzano grandi mostre d’arte e si ha la possibilità di incontrare tanti professionisti del settore, ti consente di guardare al mondo della cultura, e dell’arte naturalmente, anche con uno sguardo critico.



D. Ai tempi del Covid 19, Internettuale è diventato ancora di più un punto di riferimento tra tour virtuali e proposte di film che aiutino a viaggiare con la fantasia. Quali altri temi hai intenzione di affrontare in questo periodo specifico?

R. Proprio ieri ho parlato dell’origine della Pastiera. In un momento come questo i lettori hanno bisogno di evasione e di un modo di “fare cultura” che coniughi informazione e intrattenimento, una sorta di infotainment all’americana. È per questo motivo che mi propongo di trattare ancora argomenti che aiutino a sognare, visitare luoghi con la fantasia, a pensare ad un “dopo”, quando la quarantena finirà e potremo via via scoprire di nuovo il mondo che ci circonda. 

D. Internet ed intellettuale: che impatto hanno le nuove tecnologie sulla genesi dell’arte, sulla sua fruizione ed in generale sulla nostra identità, sulle relazioni e sul tempo libero?

R. Già quando facebook è entrato a far parte delle nostre vite quindici anni fa, le relazioni personali sono profondamente cambiate: prima gestivamo i nostri rapporti attraverso “squilli”, SMS e telefonate, poi da condivisioni, like e commenti. Oggi on-line ci sono infinite possibilità di comunicare: fotografie, messaggi, video che hanno giocoforza influenzato anche il mondo dell’arte. Le opere, le mostre, i musei sono usciti dalle sale espositive per arrivare direttamente sui nostri smartphone, tablet e PC e ciò contribuisce alla creazione di un modo più immediato di fare cultura, che può e deve affascinare anche, e forse soprattutto, i più giovani e giovanissimi.





D. Chi è per te un intellettuale, come potrebbe essere caratterizzato oggi?

R. Un intellettuale per me è un uomo come Alberto Angela, che ammiro da sempre, e a cui mi ispiro. È a lui che credo somigli, o dovrebbe somigliare, un intellettuale, a chi fa divulgazione scientifica spiegando cose diverse tra loro e anche molto complesse in modo facile, affascinando gli altri e suscitando in loro la voglia di scoprire ancora.

D. Qualche consiglio per passare la Pasquetta all'insegna della cultura, tra tour virtuali e cinema?

Ce n'è davvero per tutti i gusti, per chi voglia perdersi, per ritrovarsi davvero, tra le strade ed i vicoli della cultura nostrana ed internazionale. Qui, se vi va, qualche spunto:











martedì 15 maggio 2018

9_9 di Kristin Man: scatti per rappresentare la relazione

Si chiama 9_9 l'ultimo progetto fotografico di Kristin Man, in mostra al Pan, il palazzo delle Arti di Napoli (via dei Mille 60) fino a lunedì 21 maggio.

Un progetto che racconta di una relazione, quella in cui due individui da estranei diventano "intranei", per usare un'espressione cara al filosofo Aldo Masullo.

Quel momento in cui si entra reciprocamente l'uno nello spazio vitale dell'altro, in cui si costruisce un agone simbolico-relazionale condiviso e ci si sente a proprio agio, un po' come se si fosse trovata "casa".

Il progetto fotografico prende le mosse nel settembre 2014 e come evidenzia Kristin "non esisterebbe senza l'esperienza della Scuola internazionale, l'UWC Atlantic College, in Galles, dove sono arrivata grazie d una borsa di studio".

E' quello un momento di confronto e scambio di visioni, di usi, costumi, abitudini esistenziali, tra persone provenienti da ben 60 Paesi diversi.

"La selezione - racconta Kristin - avveniva non solo in base alle competenze accademiche, ma anche in base alla potenzialità di condividere esperienze e spazi, di essere aperti al confronto. Una caratteristica molto importante era quella della socialità. La scuola mi ha permesso di implementare tante capacità importanti".

Kristin, poi, vive undici anni a Londra ed in seguito approda a Roma per alcune settimane per capire meglio la lingua e la cultura italiane, con cui è venuta in contatto attraverso alcuni compagni alla Columbia University.

Tra il 2011 e il 2012 abita per circa due anni a Singapore e si dedica ad un progetto in cui, attraverso scatti in cui non sono presenti persone, avvia la sua personale ricerca della bellezza.

La sua idea di bellezza confluisce così in un progetto fotografico molto astratto e concettuale, in cui l'artista, nata a Hong Kong, cerca di trovare e restituire bellezza anche ove essa apparentemente non c'è.

"In realtà - evidenzia infatti - Singapore non mi è piaciuta: è troppo artificiale. Ma in fondo la città è come un elefante: tutto dipende dalla prospettiva con cui la si guarda. La coda, le zampe, le orecchie, gli occhi troppo piccoli rispetto al resto del corpo. Spesso è opportuno trovare il giusto canale, proprio attraverso lo strumento della fotografia, per cambiare l'immagine anche del medesimo oggetto".

Un canale, come sottolinea lei stessa, fondamentale per provare a cambiare anche una sensazione negativa e riuscire così a sopravvivere emotivamente.

Arrivano una mostra a New York ed una in Spagna ed una fase di transizione nella tecnica e nel linguaggio espressivo, all'insegna della sperimentazione.

L'ATTUALE PROGETTO FOTOGRAFICO ED ESPOSITIVO


La mostra è a cura di Chiara Reale. E' promossa dall'Assessorato alla Cultura e al Turismo del Comune di Napoli, gode del patrocinio morale dell'Istituto Confucio di Napoli, dell'Ambasciata Canadese in Italia e è realizzata in collaborazione con AICA Andrea Ingenito Contemporary Art Gallery. Una collaborazione creata proprio in seguito alla presentazione del libro “9_9” presso la sede di Capri lo scorso anno.

Per il progetto editoriale, edito da Skira, sono stati selezionati 123 doppi auto ritratti. In ogni doppio auto ritratto Kristin Man entra in una “mise-en-scene” che immortala se stessa in relazione con “l’altro artista” per esprimere l’essenza “condivisa” al momento del ritratto e l'idea di “una se stessa” come straniera e come artista nell'ambiente di “un altro”. 

Una galleria di doppi ritratti dell'artista in compagnia di personaggi celebri del mondo dell’arte e di giovani artisti, fra i quali Mimmo Paladino, Ferdinando Scianna, Mimmo Jodice, Piero Gilardi, Emilio Isgrò, Enzo Cucchi, Gianni Berengo Gardin, Michelangelo Pistoletto, Arturo Schwarz, Arnaldo Pomodoro, Luigi Mainolfi, Riccardo Dalisi, Lello Esposito e Sergio Fermariello.

Nell'esposizione trovano spazio anche foto e pannelli inediti, non presenti nel libro, cui l'autrice ha voluto dare evidenza, data l'intensità dell'incontro stesso.

"Per trovare il linguaggio che mi rispecchiasse - evidenzia Kristin - ho sperimentato circa 2-3 mesi. Non volevo si trattasse solo di autoritratti, nè di ritratti altrui, bensì che si ricostruisse il senso più profondo di un'identità, quella di me stessa in relazione agli altri. Volevo inventare qualcosa di nuovo, un nuovo modo di esprimersi, non volevo ricalcare le orme di qualcosa di già fatto".

In queste pose spira forte il senso del rispetto, quello che per Masullo non è legame di subalternità formale, bensì capacità di entrare in relazione con l'altro da sé, con il suo universo cognitivo ed emotivo. Capacità di entrare in punta di piedi nella sua esistenza.

Secondo quanto racconta Kristin, il suo desiderio è creare ed esplorare un senso di comune appartenenza  tra artisti ed anche rispetto ad una città che si è scelta quale patria adottiva, perchè "ci piace".

Il fil rouge tra vite ed ambienti è creato dall'arte, nelle sue multiformi espressioni, attraverso le quali sia lei che i suoi interlocutori esprimono la propria anima e riescono ad interagire, a entrare in contatto, con il mondo circostante.

Nella foto con Marco Fasano, l'artista entra piano nel suo spazio creativo, attraverso una finestra (entra nella sua casa, nella sua vita e nel suo universo artistico). Insieme, le due figure formano un arco ideale. La chitarra che Kristin sfiora lieve è sia punto di contatto tra i due sia momento di necessaria distanza, di riconoscimento dell'irriducibile alterità dell'altro, del suo mistero che va rispettato. La finestra, parimenti, è il luogo da cui entra la luce e da cui lo stesso Fasano trae ispirazione (per sua stessa ammissione, in base al racconto di Kristin, ha provato a comporre in parti diverse della casa, ma solo lì l'ispirazione arriva puntuale e non delude).



"Creare un'interazione - spiega Kristin - è fondamentale. Se non abbiamo un ricorso, un bel ricordo, un'amicizia, credo sia inutile fare una fotografia".

Nella foto con Mimmo Jodice viene rappresentata una perfetta complementarietà e similitudine tra universi espressivi e sensibilità.

Due fotografi sono immersi in un ambiente in cui la fotografia è protagonista. Tutt'intorno libri che parlano di questa arte, con alcuni titoli in evidenza. A fare da contraltare un tavolo nero dalla superficie lucida, in cui i due  è come si osservassero, al pari di come avviene per uno specchio, vedendo riflessa la propria immagine e, al contempo, la propria anima.

"Noi fotografi - spiega Kristin - utilizziamo gli occhi per gettare il nostro sguardo sul mondo. Il nostro scatto è un riflesso di noi stessi. Anche quando non appaio nelle foto, infatti, non sono mai del tutto assente. Una presenza di me stessa è sempre palpabile, anche perché quello scatto è frutto del mio sguardo. Non occorre che io appaia per esservi".

Nella foto con Jodice, Kristin muove un gesto protettivo nei confronti di colui che potrebbe essere concepito sia idealmente come padre che come maestro.



Con Sebastiano Grasso, critico d'arte e scrittore di racconti erotici, Kristin disegna un'interazione diversa dalle precedenti, dove trova spazio una sorta di paura, di ansia che si allarga sul viso e che le fa assumere un'espressione spaventata.

Grasso, infatti, impugna un tagliacarte, una sorta di stiletto, in grado di andare in profondità, di squarciare il velo del perbenismo, ma anche la corazza emotiva. lo schermo, che ognuno indossa quotidianamente, e lo punta alla gola della fotografa. Nella foto ad una sensazione ansiogena si accompagna un'atmosfera sensuale.



Il luogo di Grasso è in realtà, come sottolinea la stessa Man, un non luogo, perchè lui potrebbe "scrivere ovunque". Quindi lo strumento che deve accompagnarlo sempre, che ne rappresenta l'essenza, è la penna.

"E' fondamentale - ribadisce Kristin - che non solo loro si trovino a loro agio con me, ma anch'io con loro, all'interno del loro ambiente. E' necessario trovare la giusta distanza, che permetta di entrare in un contatto autentico, senza 'invadere' lo spazio vitale. Con Enzo Cucchi, ad esempio, ho studiato l'ambiente per ore. Poi quando l'ho visto ed ho notato il suo abbigliamento caratteristico ho deciso di tornare il giorno dopo, indossando a mia volta un cappello, simbolo di rispetto e di riconoscimento di importanza".

Ora Kristin sta lavorando ad un nuovo progetto fotografico, dove il mezzo di con-tatto sono i cellulari, emblemi di una nuova tecnologia e di una frontiera "altra" della comunicazione.





mercoledì 15 novembre 2017

Multitudo: l'arte parla il linguaggio della singolarità che sa farsi pluralità di bellezza ed azione

Inizia nel 2013 la gestazione della mostra MULTITUDO - 6SCULTURE-6 PITTURE, che affonda le radici e trae linfa vitale dall'ideazione della linea “Gioielli di Scultura” dell’orafo scultore Nino Borrelli.

L'esposizione artistica  allestita all’ ECO BISTROT di Salerno, si inaugura oggi, mercoledì 15 novembre alle ore 20:00 e le opere saranno esposte fino al 19 novembre.

Trait d'union tra la linea di gioielli ed il progetto espositivo l'idea che l'arte non sia solo esaltazione della bellezza e dell'armonia ma che possa portare all'attenzione della collettività anche una serie di temi sociali, facendosi foriera di cambiamenti di visioni e di rappresentazioni possibili.

Nella sua veste concettuale e sociale l'arte, dunque, si fa portatrice di nuove visioni, che coniughino razionalità ed emozione. Creatività e idea, gemellate all'insegna di nuove geometrie.

Così come, in sociologia, si contrappongono la teoria funzionalista, che tende a vedere come le parti "collaborino" al buon funzionamento del tutto, e quella del conflitto, che sottolinea come il contrasto tra parti che combattono su barricate opposte sia il vero motore della storia, allo stesso modo l'arte può assumere funzioni apparentemente opposte e altresì complementari. 

Quella che esalta la bellezza e l'armonia delle forme, un fondamentale inno allo status quo, e quella che, invece, fa entrare, anche "di prepotenza" nel campo visivo e della coscienza dello spettatore problemi mai visti o affrontati prima, disarmonie apparenti, colori e forme "diverse" prospettando cambiamenti e nuovi orizzonti possibili e, spesso, auspicabili, perchè parlano il linguaggio del dialogo e del confronto.



L’ispirazione dell'esposizione Multitudo, maturata all’interno di una riflessione sul senso e la funzione dell’arte condotta prima in M.A.P. , Movimento Artistico Psicostasia, e poi naturalmente condivisa dall’Associazione AbilmenteInsieme, secondo quanto ribadiscono gli organizzatori, assegna all'opera d’arte una funzione sociale nevralgica.

I presupposti latenti di tale movimento artistico risiedono in un'opposizione al processo di medicalizzazione e "spersonalizzazione" e nel tentativo di diffondere e valorizzare il principio espressamente socio-educativo, comunicativo e pubblico dell'arte.

La tematica portante risiede nel concetto di Moltitudine, sviluppato ed interpretato come l’abilità ad essere insieme, a formare comunità nel rispetto di ciascuna diversità.

L'arte, in tal senso,  non rappresenta più solo un semplice segno di maestria artistica ma diviene strumento imprescindibile e snodo di una narrazione, capace  di costruire, attraverso le immagini, un contesto culturale. 

Le 6 sculture,  La transumanza; la colonia, La simbiosi;  La riproduzione vegetativa; Ogni riccio è un capriccio; La fonte di vita, alludono alla possibilità di creare uno spazio fisico e simbolico-relazionale in cui soggetti differenti, ma ugualmente legittimati ad esistere e valorizzati, in un'operazione di reciproco rispecchiamento e riconoscimento, possano interagire in maniera "virtuosa" e costruttiva.

Spazi in cui ognuno sia vissuto nella sua duplice natura di singolare e plurale insieme. Plurale perchè appartenente alla medesima genia e differente perchè dotato di proprie caratteristiche identitarie specifiche e distintive.

Una differenza recuperata nel suo valore autentico ed originario di segno distintivo e non come origine di una diminutio di valore e di una posizione sociale di subalternità

"Le sculture e le pitture di MULTITUDO - sottolinea Simonetta Nunziata, presidente dell'associazione AbilmenteInsieme -  raccontano di ambienti surreali ed accoglienti, adatti al divenire comunità di una pluralità di singolarità. I singoli rivelano similitudine nella forma apparente,  ma diversità nel loro agire e narrano della possibilità di convivere, di stare al mondo con l’altro".

L'arte ha una funzione educativa, per sua natura intrinseca, secondo quanto sottolineano gli organizzatori. 

E’ in base a questo principio che l’associazione AbilmenteInsieme, con il progetto OFFICINA GHETTO, promuove I Laboratori di Saperi: percorsi relazionali di apprendimento, ove sviluppare le rispettive capacità espressive e creative e liberare, scoprendolo e riscoprendolo, il proprio potenziale inespresso. Luoghi d’incontro profondo fra sensazioni, emozioni, bisogni e desideri.

Secondo quanto evidenzia la presidente dell'associazione sono le singolarità a formare le comunità, percependo ognuna la realtà in un singolare ma non isolato processo evolutivo, facendone poi idealmente bene comune solo dopo averne assimilato e creativamente reinterpretato i saperi a noi già tramandati. 

Gli ambienti realizzati in carta pesta delle sei sculture e delle rispettive tavole pittoriche d'ispirazione reciproca, vedono interagire, nei rispettivi ambienti fisici e sociali, nei contesti di vita dove si svolge la loro quotidianità, popolazioni prodotte in bronzo fuso, gruppi composti da esseri appartenenti evidentemente ad una medesima specie, ma che nei caratteri individuali presentano la loro singolarità e specificità identitaria.

Come accade nel naturale ed ineluttabile manifestarsi della vita, caratterizzata da vari eventi imprevisti ed imprevedibili e da tante forme diverse e diversificate di esistenza, anche in un'officina artigiana  le fasi della lavorazione pur creando"prodotti multipli", più copie ispirate ad un medesimo soggetto figurativo, non producono oggetti in serie,

Questo sembrerebbe consentire di svincolarsi  dallo standard seriale trasformando, secondo le parole di Simonetta, le casualità dei passaggi e le piccole differenze tra i diversi soggetti non in "difetti di produzione", bensì in elementi di pregio, che raccontano di un percorso di creazione artistica e di vita peculiare, caratterizzato da sfide, difficoltà incontrate e vittorie conseguite. 

Nello Statuto dell'associazione AbilmenteInsieme si legge "AbilmenteInsieme riconosce il senso della Bellezza nell'espressione della potenzialità ed attività umana nella vita con le sue diversità, compiuta in stretta ed armonica relazione e coscienza con l’unità del Mondo nel fondamentale principio d’inclusione; [… ]; nella costruzione di una cultura della solidarietà e dell’inclusione".

E questa mostra sa farsi strumento "vivo e vivido" di integrazione fattuale e concreta. 


L’uso dei materiali per le sculture (carta pesta- bronzo) valorizza la preziosità intrinseca degli “esseri” che simbolicamente sono rappresentati da Gioielli di Scultura (la linea); gli ambienti, plasmati con sapiente genialità in carta pesta e metallo, dipinti nelle suggestioni cromatiche a tecnica mista, evocano la composizione di una diversità  che forma la possibilità di stare insieme, figlia di un'abilità educata al dialogo ed allo scambio di opinioni e modi di essere.

Le singolarità nel loro "divenire" comunità, con abilità, saggezza e sapienza sanno co-costruire bellezza.

"Una bellezza .- evidenzia Nunziata - che non è associata a qualità propriamente fisiche di proporzione, attribuibili ad un corpo invece che ad un altro. Essa è uno stato dell’essere, la cui armonia è data dall'azione espressa in proporzione con la natura, innanzi tutto la propria".

Simonetta Nunziata, a questo proposito, cita una frase "la bellezza non si specchia". Non è quindi frutto di canoni univoci e standardizzati cui uniformarsi. Essa è immanente alla vita stessa. Alla possibilità di esistere essendo riconosciuti come soggetti dotati di senso e legittimati ad agire.

A farle eco lo scultore Nino Borrelli, in arte NiBo, le cui opere sono protagoniste di questa esposizione dalle profonde risonanze emotive e sociali.


"Oggi l'arte ritorna a essere astratta nella misura in cui, se la creatività ha ancora un suo spazio potenzialmente interpretativo, lo è in quanto svincolata da quei riferimenti prefigurati garanti dell'agire e del comunicare. Il valore che ne può derivare è nella capacità di promuovere altri linguaggi e altri nessi […].  L'arte è diversità perché non è statica".

La mostra affiancherà la raccolta fondi SEGNI DIVERSI, volta a finanziare i Laboratori di Saperi dell’Associazione e tutte le altre attività . Incontri per informare ed esortare all'applicazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ed il relativo protocollo opzionale) ed il Movimento per la Vita Indipendente.



Visite in luoghi d’arte, pensate appuntando espressamente l’attenzione sulle possibilità di partecipazione di quanti possano trovare difficoltà legate a barriere architettoniche e mentali, nonchè emotive. Organizzazione d’incontri aggregativi e di confronto.






giovedì 16 luglio 2015

JoleMakeup: la forza della creatività mette le ali ai sogni. Questione di tenacia


E' da un bel po' che non racconto storie... le imprevedibili virate e  bordate della vita mi hanno portato lontano dalla mia vena originaria di cantastorie e raccontacoraggio quotidiano, ma avevo serbata da un po' questa bella avventura da dipingere.. 

Stava lì in un cassetto nell'attesa che lo aprissi e la lasciassi uscire.

E' una storia all'insegna della creatività condita dalle sfumature energiche del coraggio, della tenacia e della perseveranza.

Dal coraggio di inventarsi e reinventarsi ogni giorno, con obiettivo ben puntato, ma anche con quella flessibilità che è sinonimo di arguzia e capacità di sopravvivere, anzi di vivere con una marcia in più inserita.

La protagonista di questa storia è  Jolanda Varriale. Ma nell'universo del make up lei è Jolanda V. Mua, JoleMua e JoleMakeup, 
come ama anche farsi chiamare.
 Tutti nomi che rispecchiano la sua identità artistica.




Classe 1985, la chiave del suo successo è la capacità di reinventarsi, e incamminarsi nella direzione giusta, così come il vento, lasciando sempre un segno del suo passaggio. Niente, dopo la sua carezza, fresca o calda, può essere più del tutto come prima


    Lei stessa sottolinea:"Se dovessi paragonarmi ad un elemento naturale, direi il Vento. Perché sa essere lieve ,caldo e piacevole. Produce energia. Ed al contempo, essere forte, travolgente e trascinante. Soffia e, inesorabilmente, lascia un segno al suo passaggio e questo porta  a 'Cambiamenti'… Un po’ come ciò che la mia passione di vita mi porta a fare. Cambiare - Mutare- Reinventare, basandomi su ciò che la natura mia ha messo a disposizione".

Siamo fatti della stessa materia dell'universo e forse dovremmo imparare ad immergerci amorevolmente nel suo flusso, attirandoci energie positive e valorizzanti, senza remare contro a noi stessi ed ai nostri desideri profondi, generando attrito

Il percorso

L'istinto di bellezza la chiama a sè sin da bimba. A sei anni Iolanda improvvisa nei suoi giochi sfilate e questa passione accompagna la sua crescita, fino a quando non si sente pronta a fare il gran passo e ad industriarsi per trasformare la sua passione atavica in una vera e propria professione, seguendo la scia tracciata dal suo amore per la cura del corpo ed il make up.


Di sè racconta " Sono sempre stata un’esteta …e prima ancora di avvicinarmi a questo settore ho frequentato un istituto d’arte , diplomandomi nel 2003 in Architettura e arredamento. Un po' delusa dalle aspettative e dalle difficoltà nell’inserimento universitario, ho aspettato 2 anni prima di decidere cosa fare o verso cosa orientarmi.
Stimolata dall’influenza e dalla passione di mia madre, ex-operatrice nel settore estetico-benessere, decido di iscrivermi ad un corso di estetica… e da lì mi si è aperto un mondo!"

Due anni intensi in cui segue in contemporanea corsi di massaggiatrice professionista e un'Accademia di Makeup . Una passione che Iolanda sa di dover assecondare, perchè risuona con il suo spirito vitale e  la sua essenza e le permette (lei lo sente) di esprimersi fino in fondo.




Ma la creatività che arde in lei e cerca sempre nuove  vie di espressione  e vie per estrinsecarsi la porta ad iscriversi ad un Master professionale in Consulenza d’Immagine.

E' proprio durante una lezione  che viene a conoscenza della trasmissione Lookmaker Academy e ad inviare un curriculum per cercare di intraprendere questa nuova avventura.

Dopo circa 4 mesi arriva la notizia del superamento della prima fase.

Un'emozione così forte che le fa credere in un primo momento in uno scherzo ma poi, ve la ricordate la storia dell'energia positiva da mettere in circolo?, Be' quella lì: Iolanda si chiede... "E se fosse vero?" Bisogna crederci sempre... ed arrendersi mai... Ed eccola catapultata tra le luci della ribalta, dove il suo aspetto ed il suo charme vengono dichiarati "idonei".

Ora è la fase delle semifinali: una crociera di 7 giorni in cui, come lei stessa sottolinea con entusiasmo "ci saranno la competizione, ma anche il gioco di squadra e la possibilità di confrontarsi, ed arricchirsi reciprocamente, con persone che come me inseguono un sogno ed una possibilità".

   Duecentocinquanta partecipanti da tutta Italia, impegnati in lunghe giornate formative teorico-pratiche sulla consulenza d’immagine, guidati da professionisti come Mariagrazia Longhi, ideatrice del format, tra le migliori consulenti in Italia. Ed ancora tanti makeup artist e hair stylist provenienti dal gruppo l’Oreal.

La palma della vittoria porterà 16 di loro ad accedere alla seconda edizione di Lookmaker Academy

"Sono molto determinata - evidenzia -  ma soprattutto sono una persona che si dedica tantissimo alle cose. Questa sarà la mia opportunità e farò in modo di dimostrare tutto ciò che conosco e che riuscirò a fare, non voglio avere rimpianti di questa esperienza, quindi non demordere. Se non dovessi riuscirci, andrà bene comunque, tutto questo mi stimola molto  ed ho già anche altri progetti.. spostarmi al nord o anche all’estero per provare ad esercitare la mia professione ad un livello o in un contesto differente e all’altezza delle mie aspettative, contrariamente da quello che  purtroppo, mi offre la mia città. 




La tenacia e lo spirito di sacrificio non le mancano. Uno spirito tenace e costante che può tradursi in un consiglio anche per tutti i giovani che si trovano ad affrontare il loro percorso ad ostacoli.

"Io sono dell’idea che le difficoltà nella vita ci possono solo insegnare e stimolare ad affrontarle e farci sentirci vivi. 
Anche io, come chiunque, ho incontrato diversi ostacoli…Uno di questi era l’aspetto economico. Infatti, la voglia e la determinazione a seguire molti corsi, per formarmi e crescere professionalmente mi ha portato ad affrontare spese importanti. Avendo alle mie spalle una famiglia modesta, ho dovuto conciliare il mio investimento di formazione con intense giornate e settimane composte da lavoro e studio notturno.

Attualmente ho scelto di dedicarmi totalmente allo studio, pretendo molto da me stessa e non mi sentivo soddisfatta dedicando poco tempo ai nuovi corsi. Giocoforza, però, alterno allo studio giornate lavorative da freelance, che mi consentono una maggiore flessibilità d'orario, ed insegno makeup.

Crearsi degli obiettivi molto alti ti mantiene in uno stato tensionale  con un equilibrio molto delicato. Quando si porta a casa un obiettivo con successo il sollievo e le emozioni  ti fanno sentire al massimo. Nel caso opposto la delusione ha la capacità di metterti al tappeto. Io mi sono ritrovata in entrambe le situazioni. Oggi …sono in una fase Positiva!!".

Tra presente e futuro

Tenacia, costanza, determinazione, ma anche tanti sacrifici... che mantengono alto il livello di stress. A volte è stress positivo e pompa adrenalina, altre volte è talmente spiazzante da far dichiarare il ko tecnico.

La parola d'ordine però, sembra essere disciplina, unita a tanta creatività. Mai arrendersi.

Obiettivi in fieri e sogni che puntano alto pronti a tradursi in nuovi traguardi realizzabili, ambiziosi e faticosi ma sempre carichi di determinazione e voglia di esprimere la propria essenza.




Sogni che è la stessa JoleMua a raccontarci.

"Mi piacerebbe - ribadisce -  poter curare l’immagine di una star di Hollywood o truccare e studiare il look per una sfilata di Armani, Elie Saab, Chanel…Ma ho anche progetti di vita più fattibili, sia professionali che personali. Sono una persona molto legata alla famiglia ed ho un rapporto ormai da molti anni. Sogno e progetto una famiglia tutta mia… ma per quello ho ancora un ‘po di tempo!".

Un mix tra carriera e vita privata, all'insegna della fedeltà a se stessi ed alle proprie emozioni. Perchè nessun albero può svettare alto e forte, poderoso, se non ha radici salde e profonde.

Ed , a proposito di mix, di giusti dosaggi, in grado di creare un equilibrio sapiente, fortiero di crescita, JoleMakeUp ci saluta con la sua ricetta per raggiungere il successo nella vita professionale e personale. Una ricetta anticrisi, che potremmo estendere anche al più ampio panorama socio-economico.

" 250 g di determinazione, 250 g di positività, 150 g di disponibilità, 2 cucchiai di Sorriso. Q.b. di sacrificio, un pizzico di buon umore e cospargi il tutto con tanta voglia di fare . 
Nessuno dice che la vita è semplice, anzi...Ma bisogna sempre rimboccarsi le maniche se abbiamo degli obiettivi che vogliamo profondamente realizzare. Nulla ci piove dal cielo... Volere è potere ed io ne sono la prova altrimenti oggi non sarei qui a raccontami."







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lunedì 3 marzo 2014

Moda con stile e rispetto per l'ambiente targata Lisa Tres Chic

Lei è Elisa Tortora in arte Lisa Tres Chic.

E' lei che propone qui a Napoli lo swap, cioè il baratto di abiti nella sua boutique, accogliente ed elegante, ubicata a via Duomo 319.

Ma per carità non parlatele di baratto come di un'usanza povera legata all'arte di arrangiarsi.

Per lei lo swap di abiti è messa in circolo di fantasia, creatività, amore per il bello e voglia di reinventarsi, abbinati ad una forte coscienza ecologica, al rispetto per l'ambiente, quale casa di tutti, ed alla consapevolezza che le risorse, naturali e non, non sono un bacino senza fondo che ci si può permettere di sprecare.



Provare per credere.

Nella sua boutique si entra e si apre un mondo di colori e stili, che permette di far emergere la propria peculiare bellezza e di esprimere le proprie potenzialità.

Per essere modelle e vedere esaltate le forme nel modo giusto non occorre essere una taglia 40 nè silfidi dall'incedere maestoso e algido.

Basta lasciarsi andare e riscoprire la cura per se stessi ed il piacere di fare due chiacchiere tra amiche, regalandosi tempo e coccole, tra specchi, tè e pasticcini.

A dare consigli è Lisa Tres Chic, personal shopper, curatrice d'immagine e swap manager, che reinventa abbinamenti e stili, esaltando la femminilità insista in ogni donna.

Niente improvvisazioni però ma talento coltivato attraverso corsi mirati. Di esempi a cui attingere ce ne sono tanti. Dall’Atelier del Riciclo di Milano, a Barattiamo a Roma, senza dimenticare casi internazionali come il Give and Take londinese.

A questo Lisa aggiunge quel  pizzico di pepe e di originalità proprio del capoluogo partenopeo che dona a questo mix una marcia in più.



Nella sua  boutique (ed anche nel contiguo Club del Baratto) di via Duomo domina su ogni cosa l'amore per l'ecomoda.

"L'ecomoda - spiega Lisa -  è 'l'altra moda', quella che promuove l'edonismo sostenibile, che strizza l'occhio al fashion system, alla bellezza ed alla cura dei particolari. Per essere una donna al passo con i tempi ed in qualche modo precorrerli, senza dimenticare, però, i parametri di responsabilità etica, sociale e ambientale. Sicuramente l'ecomoda risponde, in primis, alle esigenze della salvaguardia ambientale poichè si avvale di pratiche come il riciclo ma anche  l'uso di filati biologici e naturali, di materie organiche e tinture vegetali".

Il risultato è rappresentato da  capi e accessori per un consumatore "critical e fashion" (sensibile alle tendenze della moda ma anche consapevole e dotato di coscienza critica nelle scelte di consumo), attento alla storia del prodotto ma che non rinuncia ad un tocco glamour. 

"Quindi . continua Lisa -  l'ecomoda è uno stile consapevole e salvambiente ma è anche una tendenza chic".

Un po' boutique d'alta moda, ma con un'ottica "democratica" di un prezzo a portata di tasca, un po' mercatino multicolore, dove è possibile paasseggiare, ammirare, toccare e trovare l'affare.



Perchè la "grande bellezza" (passatemi il termine ora in voga) che va a braccetto con la consapevolezza di sè sia davvero a portata di tutte.

 Lisa non consiglia questa scelta solo agli altri. Il suo non è solo un lavoro. E' un'ottica di vita "partecipata" che sperimenta ogni giorno.

"Io stessa ho deciso di percorrere questa strada - sottolinea - poichè credo nella second life come principio".

Solo credendoci veramente fino in fondo, solo sposando dal profondo un'idea e compenetrandosi con essa, insomma, le "ciambelle riescono con il buco".

La seconda vita, secondo quanto ribadisce la personal shopper, la seconda opportunità, il riciclo, è l'anima della sua attività lavorativa ma anche della sua quotidianità esistenziale.

PAROLA D'ORDINE: SWAPPARE CON STILE E ALLEGRIA

 Lo swapping non è solo il baratto in versione glam ma è una filosofia di vita soprattutto in un momento sociale così difficile come quello che stiamo attraversando. 

"Lo swapping è prima di tutto la rappresentazione della mia creatività e della mia voglia di vivere, è il mio modo di reinventarmi ma anche di allontanare lo spettro della crisi economica. Riproponendo l'antica pratica del baratto in una chiave più moderna, allegra e giocosa, cerco di realizzare un'esperienza alternativa alla corsa all'acquisto, nella logica sia del riuso intelligente di capi e oggetti sia in quella del risparmio ma senza il dictact della rinuncia o del sacrificio"

 Poiché come diceva C. Chanel "l'eleganza non è indossare un abito nuovo".

Bisogna sentirsi bene in un abito, bisogna che rappresenti il nostro modo di essere, di sentire, di vivere. ma al contempo che promuova un rinnovamento cotsante. Perchè nella vita vi è una sola certezza. E' impossibile non cambiare ed evolversi.

Senza dimenticare una cosa fondamentale: il cambiamento interiore produce il cambiamento esteriore e vicerversa, in un circolo virtuoso di scambi di energia vitale positiva.

Non è un caso che quando si decide di cambiare in maniera radicale, di dare un rinnovamento al vecchio sè e ad uno stile di vita stantio, di lasciare andare le zavorre dell'anima, si cominci da un bel taglio di capelli e dall'acquisto di un abito apripista di una nuova fase dell'esistenza.




APRIRSI AL NUOVO

Un'ottica bella ed alla moda ma che riece a conciliare vari aspetti, perchè non è vero che alcune scelte di vita siano in contrasto o ne escludano sistematicamente e necessariamente altre.

Per ogni rosa, come spesso accade, c'è sempre qualche spina ed affrancarsi dalle idee un po' "vecchie" legate al alla visione del baratto come qualcosa che è tipica di chi si deve arrangiare, non sempre è facile.

Come sostiene il sociologo Zygmunt Bauman viviamo in una società capitalistica  in cui si promuove ed alimenta l'idea che non si debba conservare ed "accumulare" ma che si debba buttare sempre più oggetti per fare spazio all'acquisto frenetico di altre cose.

Bisogna essere consumatori voraci e veloci, a costo di accumulare debiti.

Il consumo per decenni, ed ancora di più oggi, viene promosso come status symbol di agio e di condizionde vincente a livello sociale.

"Le difficoltà che incontro - rincara la dose Lisa -  sono le stesse che si devono affrontare quando si è precursori di qualcosa di nuovo, sono pur sempre una pioniera nella mia città. La diffidenza è sicuramente il muro più alto ma anche l'omologazione imperante è un'altro ostacolo. Io rappresento la diversità. Ciò che propongo è un'alternativa allo stereotipo del lusso soprattutto".

IDENTIKIT DELLO SWAPPER

Lisa ci aiuta a delineare una sorta di identikit dello swapper che si rivolge alla sua boutique partenopea.

E' sicuramente una persona curiosa, alternativa, attenta ed anche molto altruista. 

Ama l''idea di scambiare con altre persone sconosciute le proprie cose. 

Nello specifico sono soprattutto donne propense alla socializzazione, alla novità e alla originalità.

Nel campo della consulenza d'immagine, si rivolgono a me soprattutto persone che vogliono rinnovarsi, che vivono un momento di insicurezza ma anche di rinascita. 

Donne che desiderano, attraverso il cambio di look, rilanciare la propria immagine, avere una maggiore consapevolezza del proprio corpo e della propria bellezza.

E' l'energia vitale di una donna in rinascita, di chi cambia pelle e risorge, ancora più forte, dalle ceneri di un forte dolore o di una forte delusione sfociata in frustrazione ed infine ripudio dello stile di vita precedente. 



Anche qui Lisa parla per esperienza diretta. 

Infatti questo progetto, amato, cullato e coltivato a costo di grandi sacrifici, ha segnato la realizzazione di una nuova tappa dell'esistenza, di un cambio radicale di rotta dopo la perdita del lavoro avvenuta nel 2010.

PROSSIME TAPPE NEL VIAGGIO DELL'ESISTENZA

"Di progetti nel cassetto ce ne sono tanti". 

Lei non ha dubbi e soprattutto nel le mancano forza e determinazione, testardaggine e tenacia, coraggio ed un tocco di follia, che è il vero carburante dei veri saggi, a volte profeti in terra straniera e stranieri nella propria, almeno inizialmente.

"Alcuni li sto già realizzando anche grazie a preziose collaborazioni che mi portano comunque a tramettere la filosofia dello swapping attraverso diversi canali, dalla sfilata allo shooting fotografico, fino ad arrivare alla trasmissione televisiva o radiofonica, senza dimenticare eventi realizzati per le donne, come Glamour market, swap party, concertati per coccolarle e metterle a conoscenza di nuove realtà imprenditoriali e creative".


Sua compagna d'avventura e di viaggio è Lady Bug’s Beauty

Insieme hanno creato anche il progetto associativo Green&Glam Angels, cui si sono unite, contagiate dall'entusiasmo e dalla forza dell'idea, altre donne executive, che sposano l'ottica di una moda che cammina a braccetto con il rispetto della natura.



Un lavoro che vive e respira, espandendosi, attraverso la capacità e la voglia di creare sinergie tra chi possiede diverse competenze.  

La linfa vitale del progetto sta proprio nella forza del gruppo. 

"Da soli - ribadisce Lisa con un sorriso e tanta grinta - -non si va da nessuna parte".

Per contattare Lisa Tres Chic è possibile utilizzare l'indirizzo e-mail aspassoconlisa@gmail.com