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giovedì 8 giugno 2017

Alaska: un viaggio in una terra selvaggia alla ricerca di se stessi e della propria umanità

Raffaella Milandri: ossia una donna che incarna, nelle sue azioni, nei suoi racconti, nelle sue battaglie, il motto che "Crederci è potere" e che si può scegliere, a costo di coraggio, sacrifici e rinunce, il proprio modo di essere nel mondo.

Raffaella racconta il "suo modo di esserci" e quello di altri uomini liberi, che hanno avuto il coraggio di scegliere come "patria adottiva" un territorio inospitale, una terra selvaggia e lontana, per inseguire un sogno attraverso modalità di vita più dure ed estreme ma parimenti più "umane".

Raffaella racconta nel libro In Alaska. Il Paese degli Uomini Liberi di Raffaella Milandri, Edizioni, edito da Ponte Sisto (2017) la sua esperienza di viaggio, che oltre ad essere un viaggio nelle latitudini geografiche rappresenta un percorso esistenziale, di confronto con  le sue paure, con i timori e le convinzioni autolimitanti. Un percorso, dunque dentro e fuori se stessa,


Un viaggio ai confini del mondo non per affrontare lupi o orsi, bensì i propri demoni, seguendo le orme di Jack London. Un viaggio alla riscoperta dei propri istinti atavici, affievoliti, finanche anestetizzati, dalla società moderna. Una riscoperta, progressiva ed avvincente, della forza dei propri cinque sensi, sole "bussole" se si vuole sopravvivere in un territorio dove la ragione non ha la meglio nè terreno fertile.

Diecimila chilometri di viaggio in solitaria in Alaska... un viaggio in cui Raffaella - fotografa, scrittrice e attivista per i diritti umani- percorre  i sentieri dei cercatori d’oro, dei pionieri, e dei cacciatori di balene. Ai confini del mondo, l'autrice si imbatte, a sorpresa, in una natura umana forte e gentile, ma tocca con mano i risultati catastrofici del riscaldamento globale e delle crudeltà dell’Uomo Bianco. Il suo io si perde e riscopre la sua vera essenza oltre i limiti del Circolo Polare, dove il silenzio, tra i ghiacci, e la solitudine forzata, che costringe ad ascoltarsi, raggiunge le vette più alte. Ed allora... o si sfiora la pazzia o si raggiunge una più profonda consapevolezza di sè... 

"Sarà il capitano Roy, del popolo Inupiaq - si legge nella sinossi del libro -  ad aprirle le porte alle tradizioni antiche della sua gente, ma anche a rivelarle la dura realtà di un mondo senza scrupoli in lotta per il petrolio e per il denaro; un mondo dove l’orso polare-il gigante gentile dell’Artico- è tra le prime vittime di cambiamenti irreversibili".

In Alaska, che assurge praticamente e metaforicamente a “ultima Frontiera” si gioca la partita tra una vita comoda, moderna e consumistica ed un'incertezza costante che sa scavare dentro ma anche restituire emozioni vere, vivide e profonde e che ha il sapore della libertà da conquistare ogni giorno.

Per conoscere meglio Raffaella ed il suo impegno umano, dispiegato anche attraverso lo strumento della sua associazione, un impegno che va ben oltre l'ambito editoriale, di seguito potete leggere la sua intervista completa.

D. Di cosa si occupa la tua associazione?

R. Innanzitutto creare una associazione mi ha dato modo di avere "potere" di agire a livello sociale ed umanitario.Tante volte, come attivista per i diritti umani, ho stentato ad avere spazio sui media tranne che per i miei viaggi avventurosi e pericolosi.Lo scopo principale con cui ho fondato la Omnibus Omnes Onlus è innalzare il livello di coscienza sociale, attraverso eventi e campagne, ma anche aiuti concreti come quello per Arquata del Tronto, dove abbiamo già consegnato 61 borse di studio e adessoil 30 giugno consegneremo il primo bonus bebè di 2000 euro. La collaborazione con la Onu Italia Unric è un punto fisso importante, con la celebrazione di varie Giornate a ONU tra cui non poteva mancare il 9 agosto, la Giornata Onu dei Popoli Indigeni. Tra i progetti all'estero, ho curato una campagna per il Nepal dopo il terremoto e c'è in progetto una campagna per la salvaguardia della cultura dei Boscimani del Kalahari che spero di supportare presto con un mio nuovo viaggio.
D.  Come si lega al tuo lavoro di documentare la vita nel resto del mondo e al tuo impegno di attivista per i diritti umani?

R. La associazione segue i miei movimenti all'estero, come è successo in Nepal, e le mie amicizie tra i popoli indigeni. E' un modo per implementarequello che già facevo, anche se da agosto 2016 in poi ho stoppato i viaggi per dedicarmi al terremoto del Centro Italia che ha ancora tante emergenzeLa situazione umana è ancora catastrofica e molte persone soffrono duramente per essere state "deportate" lontano dai propri Paesi, peraltro completamente distrutti


D. Quali sono le tappe precedenti, in termini di viaggi di scoperta, che ti hanno condotto al tuo viaggio in Alaska?

R. Il viaggio in Alaska , e quindi il mio libro,  hanno un filo comune coi precedenti: la narrazione di un mio avventuroso viaggio in solitaria, la storia di un popolo indigeno da salvare,  e il racconto dell’ incredibile abisso che separa ormai l’uomo “globalizzato” dalla natura e dalla essenza stessa dell’essere umano. Oltre alla mia incredibile e preziosissima esperienza con gli Inuit, lassù alla fine del mondo, la vera scoperta del viaggio (anzi sono due i viaggi che ho fatto in Alaska, uno d'estate e uno d'inverno) è che la natura può essere ancora signora e padrona, e che è fondamentale che il nostro io ritrovi la forza straordinaria dell'uomo: i cinque sensi, l'istinto, la lotta per la sopravvivenza. E' stato un viaggio dove la solitudine e la libertà sono andate, struggentemente, a braccetto.

D. Quali sono i momenti che ti hanno più emozionato e che ritieni più significativi di questo viaggio?
R. Sicuramente i tesori che ho trovato sono gli animi di persone -bianche- indomite, coraggiose, che hanno scelto la libertà nella natura e hanno deciso di pagare il caro prezzo di rinunciare al bagaglio delle comodità, del denaro, della vita "mondana".Ho conosciuto persone che mi porto sempre nel cuore e che mi hanno insegnato tanto, mi hanno emozionato tanto. Senza i fronzoli della "società civile". Senza "tacchi a spillo". Poi, sono stata accolta lassù dai ghiacci dagli Inuit con una fiducia che non ha prezzo. Li rispetto e li proteggo, per quello che posso, nelle loro tradizioni superstiti, sopravvissute all'Uomo Bianco.
D. I punti di maggiore vicinanza tra le due culture (la tua e la loro)? E di lontananza?
R. Chiunque sia rimasto fedele a sè stesso nel rispetto del proprio modo di essere, chiunque conduca una vita semplice e non si faccia travolgere dagli "obbrobri" del nostro stile di vita -traffico, consumismo, falsità etc etc- è vicino agli Inuit e a tutti i popoli indigeni.


D. Com'è nato e come si è sviluppato il libro dove è confluito questo tuo viaggio così particolare?
R. Ogni mio libro, e questo è il quarto, nasce da un mio viaggio, e ne ho ancora tanti da scrivere. In realtà è stato l'editore, Ponte Sisto, che ha deciso quale libro io andassi a scrivere. Ha scelto l'Alaska, credo perchè oggi, attraverso le pagine di un libro, si abbia bisogno di sognare e di aspirare a  libertà, grandi emozioni, panorami infiniti, e sentimenti positivi. Una volta che l'editore ha descritto il suo progetto editoriale per "Alaska", per me è stato come tirare fuori un fiume di emozioni dal cilindro, che erano lì pronte, e vive, ad essere raccontate per ispirare i lettori.

  

giovedì 16 luglio 2015

JoleMakeup: la forza della creatività mette le ali ai sogni. Questione di tenacia


E' da un bel po' che non racconto storie... le imprevedibili virate e  bordate della vita mi hanno portato lontano dalla mia vena originaria di cantastorie e raccontacoraggio quotidiano, ma avevo serbata da un po' questa bella avventura da dipingere.. 

Stava lì in un cassetto nell'attesa che lo aprissi e la lasciassi uscire.

E' una storia all'insegna della creatività condita dalle sfumature energiche del coraggio, della tenacia e della perseveranza.

Dal coraggio di inventarsi e reinventarsi ogni giorno, con obiettivo ben puntato, ma anche con quella flessibilità che è sinonimo di arguzia e capacità di sopravvivere, anzi di vivere con una marcia in più inserita.

La protagonista di questa storia è  Jolanda Varriale. Ma nell'universo del make up lei è Jolanda V. Mua, JoleMua e JoleMakeup, 
come ama anche farsi chiamare.
 Tutti nomi che rispecchiano la sua identità artistica.




Classe 1985, la chiave del suo successo è la capacità di reinventarsi, e incamminarsi nella direzione giusta, così come il vento, lasciando sempre un segno del suo passaggio. Niente, dopo la sua carezza, fresca o calda, può essere più del tutto come prima


    Lei stessa sottolinea:"Se dovessi paragonarmi ad un elemento naturale, direi il Vento. Perché sa essere lieve ,caldo e piacevole. Produce energia. Ed al contempo, essere forte, travolgente e trascinante. Soffia e, inesorabilmente, lascia un segno al suo passaggio e questo porta  a 'Cambiamenti'… Un po’ come ciò che la mia passione di vita mi porta a fare. Cambiare - Mutare- Reinventare, basandomi su ciò che la natura mia ha messo a disposizione".

Siamo fatti della stessa materia dell'universo e forse dovremmo imparare ad immergerci amorevolmente nel suo flusso, attirandoci energie positive e valorizzanti, senza remare contro a noi stessi ed ai nostri desideri profondi, generando attrito

Il percorso

L'istinto di bellezza la chiama a sè sin da bimba. A sei anni Iolanda improvvisa nei suoi giochi sfilate e questa passione accompagna la sua crescita, fino a quando non si sente pronta a fare il gran passo e ad industriarsi per trasformare la sua passione atavica in una vera e propria professione, seguendo la scia tracciata dal suo amore per la cura del corpo ed il make up.


Di sè racconta " Sono sempre stata un’esteta …e prima ancora di avvicinarmi a questo settore ho frequentato un istituto d’arte , diplomandomi nel 2003 in Architettura e arredamento. Un po' delusa dalle aspettative e dalle difficoltà nell’inserimento universitario, ho aspettato 2 anni prima di decidere cosa fare o verso cosa orientarmi.
Stimolata dall’influenza e dalla passione di mia madre, ex-operatrice nel settore estetico-benessere, decido di iscrivermi ad un corso di estetica… e da lì mi si è aperto un mondo!"

Due anni intensi in cui segue in contemporanea corsi di massaggiatrice professionista e un'Accademia di Makeup . Una passione che Iolanda sa di dover assecondare, perchè risuona con il suo spirito vitale e  la sua essenza e le permette (lei lo sente) di esprimersi fino in fondo.




Ma la creatività che arde in lei e cerca sempre nuove  vie di espressione  e vie per estrinsecarsi la porta ad iscriversi ad un Master professionale in Consulenza d’Immagine.

E' proprio durante una lezione  che viene a conoscenza della trasmissione Lookmaker Academy e ad inviare un curriculum per cercare di intraprendere questa nuova avventura.

Dopo circa 4 mesi arriva la notizia del superamento della prima fase.

Un'emozione così forte che le fa credere in un primo momento in uno scherzo ma poi, ve la ricordate la storia dell'energia positiva da mettere in circolo?, Be' quella lì: Iolanda si chiede... "E se fosse vero?" Bisogna crederci sempre... ed arrendersi mai... Ed eccola catapultata tra le luci della ribalta, dove il suo aspetto ed il suo charme vengono dichiarati "idonei".

Ora è la fase delle semifinali: una crociera di 7 giorni in cui, come lei stessa sottolinea con entusiasmo "ci saranno la competizione, ma anche il gioco di squadra e la possibilità di confrontarsi, ed arricchirsi reciprocamente, con persone che come me inseguono un sogno ed una possibilità".

   Duecentocinquanta partecipanti da tutta Italia, impegnati in lunghe giornate formative teorico-pratiche sulla consulenza d’immagine, guidati da professionisti come Mariagrazia Longhi, ideatrice del format, tra le migliori consulenti in Italia. Ed ancora tanti makeup artist e hair stylist provenienti dal gruppo l’Oreal.

La palma della vittoria porterà 16 di loro ad accedere alla seconda edizione di Lookmaker Academy

"Sono molto determinata - evidenzia -  ma soprattutto sono una persona che si dedica tantissimo alle cose. Questa sarà la mia opportunità e farò in modo di dimostrare tutto ciò che conosco e che riuscirò a fare, non voglio avere rimpianti di questa esperienza, quindi non demordere. Se non dovessi riuscirci, andrà bene comunque, tutto questo mi stimola molto  ed ho già anche altri progetti.. spostarmi al nord o anche all’estero per provare ad esercitare la mia professione ad un livello o in un contesto differente e all’altezza delle mie aspettative, contrariamente da quello che  purtroppo, mi offre la mia città. 




La tenacia e lo spirito di sacrificio non le mancano. Uno spirito tenace e costante che può tradursi in un consiglio anche per tutti i giovani che si trovano ad affrontare il loro percorso ad ostacoli.

"Io sono dell’idea che le difficoltà nella vita ci possono solo insegnare e stimolare ad affrontarle e farci sentirci vivi. 
Anche io, come chiunque, ho incontrato diversi ostacoli…Uno di questi era l’aspetto economico. Infatti, la voglia e la determinazione a seguire molti corsi, per formarmi e crescere professionalmente mi ha portato ad affrontare spese importanti. Avendo alle mie spalle una famiglia modesta, ho dovuto conciliare il mio investimento di formazione con intense giornate e settimane composte da lavoro e studio notturno.

Attualmente ho scelto di dedicarmi totalmente allo studio, pretendo molto da me stessa e non mi sentivo soddisfatta dedicando poco tempo ai nuovi corsi. Giocoforza, però, alterno allo studio giornate lavorative da freelance, che mi consentono una maggiore flessibilità d'orario, ed insegno makeup.

Crearsi degli obiettivi molto alti ti mantiene in uno stato tensionale  con un equilibrio molto delicato. Quando si porta a casa un obiettivo con successo il sollievo e le emozioni  ti fanno sentire al massimo. Nel caso opposto la delusione ha la capacità di metterti al tappeto. Io mi sono ritrovata in entrambe le situazioni. Oggi …sono in una fase Positiva!!".

Tra presente e futuro

Tenacia, costanza, determinazione, ma anche tanti sacrifici... che mantengono alto il livello di stress. A volte è stress positivo e pompa adrenalina, altre volte è talmente spiazzante da far dichiarare il ko tecnico.

La parola d'ordine però, sembra essere disciplina, unita a tanta creatività. Mai arrendersi.

Obiettivi in fieri e sogni che puntano alto pronti a tradursi in nuovi traguardi realizzabili, ambiziosi e faticosi ma sempre carichi di determinazione e voglia di esprimere la propria essenza.




Sogni che è la stessa JoleMua a raccontarci.

"Mi piacerebbe - ribadisce -  poter curare l’immagine di una star di Hollywood o truccare e studiare il look per una sfilata di Armani, Elie Saab, Chanel…Ma ho anche progetti di vita più fattibili, sia professionali che personali. Sono una persona molto legata alla famiglia ed ho un rapporto ormai da molti anni. Sogno e progetto una famiglia tutta mia… ma per quello ho ancora un ‘po di tempo!".

Un mix tra carriera e vita privata, all'insegna della fedeltà a se stessi ed alle proprie emozioni. Perchè nessun albero può svettare alto e forte, poderoso, se non ha radici salde e profonde.

Ed , a proposito di mix, di giusti dosaggi, in grado di creare un equilibrio sapiente, fortiero di crescita, JoleMakeUp ci saluta con la sua ricetta per raggiungere il successo nella vita professionale e personale. Una ricetta anticrisi, che potremmo estendere anche al più ampio panorama socio-economico.

" 250 g di determinazione, 250 g di positività, 150 g di disponibilità, 2 cucchiai di Sorriso. Q.b. di sacrificio, un pizzico di buon umore e cospargi il tutto con tanta voglia di fare . 
Nessuno dice che la vita è semplice, anzi...Ma bisogna sempre rimboccarsi le maniche se abbiamo degli obiettivi che vogliamo profondamente realizzare. Nulla ci piove dal cielo... Volere è potere ed io ne sono la prova altrimenti oggi non sarei qui a raccontami."







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