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sabato 14 maggio 2022

Memorie di una regina: nel chiostro di Santa Chiara è di scena la storia di Partenope

 

Una fusione armonica di musica, arte, storia, fantasia e incanto architettonico. Oggi, sabato 14 e domani, domenica 15 maggio, alle ore 20.30, il Monastero di Santa Chiara e il Chiostro Maiolicato saranno il palcoscenico di uno spettacolo dedicato alla Beata Maria Cristina di Savoia. Memorie di Regina: Maria Cristina nello specchio del tempo è il titolo dell’evento, ideato e scritto da Fulvia Serpico, a cura della Biblioteca Francescana San Ludovico da Casoria e Progetto Sonora e promosso dalla Provincia del SS cuore di Gesù dell’Ordine dei Frati Minori di Napoli. Parliamo di un percorso inedito di storia e bellezza, con recitazione, musica per orchestra e danza, preceduto da visite guidate, il tutto a sostegno della creatività e dei giovani talenti della musica, del teatro e dell’arte. 

 


La Regina Maria Cristina definita dal popolo la “reginella santa”, era una donna di grande carisma e bontà d’animo, molto amata dai napoletani. Fu moglie di Ferdinando II di Borbone, al quale fu data in sposa per ragioni di Stato, e morì nel 1836, a causa dei postumi del parto con il quale diede alla luce Francesco II, l’ultimo re di Napoli.  

È sepolta presso il Pantheon dei Borboni nella Basilica di Santa Chiara; nel complesso monumentale francescano sono custoditi anche i documenti della sua beatificazione, avvenuta nel 2014. In Memorie di Regina, si ripercorre la vita di Maria Cristina immaginando di poterla avere oggi come donna di governo, attiva nella difesa delle donne deboli e diseredate dalla società, con le sue considerazioni sull’attenzione all’educazione dei bambini, all’economia solidale, sulla lotta allo spreco, unendo così la ricerca storica delle fonti a temi di grande attualità, ponendo grande accento sul ruolo della donna nelle politiche sociali. 


 

Per l’occasione sarà eseguito un raro manoscritto musicale, trovato recentemente nella storica Biblioteca del Conservatorio San Pietro a Majella di Napoli. Si tratta di un elogio funebre musicale di anonimo, scritto ed eseguito nel 1836 in occasione della morte di Maria Cristina di Savoia. A questi si aggiungono altri brani musicali di Gabriel Faurè e Richard Wagner, tutti eseguiti dalla Sonora Chamber Orchestra, ensemble composto da giovani musicisti del San Pietro a Majella, diretti dal M° Giuseppe Galiano; produzione musicale a cura di Progetto Sonora, con la direzione artistica del M° Eugenio Ottieri.


 

Lo spettacolo sarà preceduto, alle ore 18.00, da visite guidate della durata di un’ora, in collaborazione con l’Associazione Betimeutl. Il percorso attraversa ambienti solitamente non aperti al pubblico, ed è il seguente:

- passeggiata nel Chiostro Maiolicato
- visita all’antico refettorio delle clarisse
- passaggio al Museo dell’Opera di Santa Chiara per arrivare al Complesso termale di epoca romana


 

“MEMORIE DI REGINA”

Testi e mise en espace: Fulvia Serpico

Francesca Morgante nei panni della Reginella

Danzatrici: Lucia Viglietti e Alessia Russo

Costumi e scenografie: Flavia Gemma Fusco con il supporto di Lavinio Sceral

Aiuto costumista: Gennaro Orientale Caputo

Narratrice: Luana Martucci

Progetto grafico: Rosa Barone

Musiche: Sonora Chamber Orchestra

 

Per una piccola anticipazione ecco il trailer:


Per info e prenotazioni: betimeutl@gmail.com – cellulare/whatsapp 370 3564165 oppure 327 3967141  

Contributo per la partecipazione: 12 euro solo spettacolo - 15 euro spettacolo più visita guidata.

Bambini gratis fino a 10 anni .

lunedì 21 giugno 2021

Un Pokè(r) di sapori con un occhio di riguardo alla salute: è Just Pokè

 

Un piatto unico realizzato con alcuni tipi di riso, variamente profumato, tra i quali il sushi e il basmati, e una grande eterogeneità di frutta e verdura: mela verde, avocado, zucchine, mandorle lievemente salate, ravanelli e molto altro.
 
E' il Pokè, piatto tipico della cucina hawaiana, che rivendica con orgoglio le sue origini nipponiche grazie all'utilizzo del pesce crudo.
 
Un Poke(r) di sei assi diversamente assortiti e combinabili ulteriormente  all'uopo in base ai gusti dei clienti. Alla base di riso si possono associare, tra gli altri: lo sgombro, i gamberi bianchi, il tonno, il salmone.
 

 
 
Le ricette sono una filiazione del tipico piatto hawaiano, rivisitate in chiave nostrana grazie agli ingredienti a km e a miglia marine 0.
 
Anche il personale, come evidenzia Giorgio Parisi in rappresentanza del gruppo di soci, é rigorosamente locale, per un rilancio territoriale a 360 gradi.
 

 
 
"I confini ormai sono aperti - commenta Parisi - e le persone hanno voglia di sperimentare nuove esperienze gastronomiche. Lavoriamo i prodotti locali e puntiamo sulla valorizzazione delle professionalità del posto".
 
Anzi dei due posti aperti in poco più di 20 giorni: prima Torre del Greco, poi, a strettissimo giro, Portici. 
 
 

 
E' Just Pokè ossia la scelta giusta, salutare e gustosa.
 
Infatti, gli ingredienti sono accomunati proprio dall'essere salutari. Dal pesce alla frutta, passando per la verdura, si tratta di elementi dal valore nutrizionale bilanciato, che apportano all'organismo vitamine e sali minerali nonché omega 3. Al bando ritenzione idrica, ipertensione e collesterolo cattivo. Benvenute azione antiossidante, antitumorale e controllo dei picchi glicemici.
 
Un piatto, quindi, adatto anche a chi abbia malattie metaboliche o intolleranze alimentari.
Un mix dei nutrienti giusti, ma a portata di tasca. E poi... come direbbero i protagonisti della pellicola Pomodori verdi fritti, "il segreto è nella salsa".
 
E lo sgarro? C'è, ma con moderazione e a tutto gusto . Gamberi panati e fritti; polpettine hawaiane mare e monti vale a dire realizzate con pesce e patate. Il tipico panino bao, dolcemente morbido, farcito con carne di maiale speziata e verdure. In chiusura i "buccacielli" dolci: una crema, di frutta, cioccolato all'arancia o pistacchio, arricchita da chicchi e spicchi di frutta o con saporiti pezzettoni di pan di spagna.
 

 
 
Parafrasando De Andrè "Solo a Napoli, o per meglio dire in Campania, o' sann fa?".
No: l'obiettivo è quello di aprire una serie di Just Pokè in tutta Italia, caratterizzati dalla capacità di viziare le papille gustative, senza terrorizzare bilancia e analisi del sangue con l'ipercolesterolemia, e di rispettare l'ambiente attraverso l'utilizzo di materiali naturali, atossici e a elevata efficienza energetica.
 

 
 
Attualmente gli store presenti in Campania sono:
Just Pokè Torre del Greco - Corso Avezzana, 13;
Just Pokè Portici - Viale Tiziano Vecellio, 41.

domenica 3 maggio 2020

Prendersi cura della voce: un patrimonio identitario e comunicativo da preservare

La dott. ssa Marina Tripodi fa parte del team, composito e variegato,afferente a diverse branche specialistiche, di professionisti della salute che lo scorso novembre ha offerto visite di screening gratuite, nell'ambito dell'edizione 2019 della manifestazione Prevenzione e Professione. Insieme per la salute, promosso, tra gli altri, dalla EP Congressi capitanata da Emanuela di Napoli Pignatelli.

Lo scopo dell'iniziativa è fare prevenzione in modo inusuale fuori dalle  mura degli ospedali in un ambiente che povochi, tendenzialmente, meno timore, e riesca ad avvicinare anche i più refrattari, grazie a  tanti specialisti, pronti a rispondere, per un'intera giornata, alle domande e alle curiosità degli utenti.
L'istituzione ospedaliera, dunque, sceglie di uscire furi dagli ambienti deputati e di andare verso la cittadinanza, per contribuire a creare una cultura del benessere, in un momento in cui, dati alla mano, fare prevenzione, prendendosi cura di sè, ed agendo d'anticipo, per tanti risulta sempre più difficile a causa delle ristrettezze economiche. 
"In realtà, la prevenzione - spiegano i promotori -  è sicuramente un risparmio in termini economici: godere di buona salute, infatti, vuol dire spendere meno in cure, sia in termini di moneta che di tempo, ed anche se fare una visita quando si gode di buona salute potrebbe apparire un dispendio inutile, è invece estremamente importante, perché la diagnosi precoce in tantissime patologie è fondamentale"

Tanti i promotori dell'iniziativa: l'Ordine dei commercialisti; il comitato Pari opportunità dell'Odcec, attraverso la presidente Maria Luigia Vitagliano e le consigliere dell'Ordine delegate al Cpo, Liliana Speranza e Carmen Padula; Maria Pia Principe, componente il Cpo; la Fiddoc, la cui presidente è Antonella La Porta, e la consigliera Fabiana di Lauro; l'Ordine di Malta Corpo italiano di soccorso rappresentato da Enzo Esposito capo raggruppamento Campania, la EP Congressi di Emanuela Di Napoli Pignatelli. A patrocinare l'evento il Comune di Napoli, l'Ordine dei giornalisti della Campania, l'Ordine degli avvocati e l'Università della Campania Luigi Vanvitelli.
 In quest'edizione sono state effettuate 450 complessive. Molta l'affluenza costante registrata, con un picco nella fase pomeridiana. Un riscontro positivo, poi, da tutti quelli che hanno usufruito del servizio. 
"Il comitato organizzativo - evidenzia Emanuela Di Napoli Pignatelli - è molto soddisfatto.  Prima dell'emergenza Covid-19 avevamo già in cantiere la quarta edizione del progetto ed altre iniziative ambiziose. Molti altri ordini professione hanno chiesto di replicare presso le loro sedi". 

La dott.ssa Marina Tripodi, logopedista e neuropsicomotricista , esperta in vocologia artistica, si prende cura della voce.
La voce, infatti, rappresenta un elemento importante in ambito lavorativo e personale: appare nevralgico, perchè costituisce un vero è proprio caposaldo della struttura identitaria, garantendoci una riconoscibilità. 
Segna i confini dei nostri stati d'animo, rivelando il nostro umore specifico. E' elemento di contatto e relazione che, spesso, in epoca di social e contatti "mediati" e "mediatici" precede persino, ed anticipa, quello visivo, innescando con forza la carica immaginativa e avendo il ruolo di prima ballerina nella danza della seduzione.

Ora passiamo la parola alla dott.ssa Tripodi.
D. Come possiamo prenderci cura quotidianamente della nostra voce e della nostra gola, per mantenerle in buona salute (e fare prevenzione)?R. La voce trasforma in suono il pensiero , raccontando di noi.... : rispondere a questa domanda non è facile, poiché quando si parla di voce si descrive un universo che non può prescindere   dalla multifattorialità  degli eventi a cui  va incontro . Dobbiamo tener conto molte variabili: a) affaticamento vocale , se si è un professionista della voce (cantanti , attori, giornalisti, speaker, professori....) in questi casi dobbiamo idratare bene il piano cordale, riscaldare la voce  e raffreddarla dopo il surmenage fonatorio.

D. Quali sono i potenziali pericoli, sia esterni sia che noi stessi possiamo creare?R. In ambienti lavorativi, i pericoli possono essere caratterizzati da scarsa areazione (difficile umidificazione ). Rumori di fondo da dover sovrastare con la voce, in caso di open space ( classi, aule ,) o nessuna possibilità di utilizzare il microfono in ambienti grandi. L'improvviso urlare per rabbia...può provocare emorragia cordale (mamme urlatrici). Alimentazione sbagliata e presenza di reflusso gastroesofageo possono provocare edema cordale e disfonia progressiva.

D. Quali sono i campanelli d'allarme che indicano che stiamo stressando la nostra voce (e gola) e/o che qualcosa non va in generale?R. Raucedine , difficoltà a deglutire, sensazione di corpo estraneo in laringe, necessita di "raschiare" (il termine corretto è raclage), fiato corto.

D. A chi possiamo rivolgerci come struttura pubblica di riferimento sul territorio?  
R. Ci sono centri specializzati privati come il mio CENTRO DELLA VOCE che ormai è presente sul territorio da oltre 20 anni. Inoltre, il policlinico universitario Luigi Vanvitelli  di Napoli, nel reparto di Foniatria e Audiologia, è in ogni caso un'eccellenza in Campania per il trattamento e la diagnosi della disfonia.





** La dott.ssa Tripodi è Direttrice del Centro della Voce di Napoli. Docente al corso di alta formazione in Vocologia Artistica Uni Bologna ( Alta Mater Studiorom) e docente al master in Vocologia Clinica Uni Bologna polo didattico Ravenna, con la direzione del prof. Franco Fussi . Docente a contratto presso l'università Luigi Vanvitelli Foniatria IV, facoltà di Medicina e Chirurgia, corso di laurea in Logopedia.

giovedì 28 novembre 2019

EduCare: formazione e cura per contrastare la poverà educativa e guarire l'anima ferita di Napoli Est

EduCare: fari puntati sul processo educativo e di socializzazione primaria e secondaria e su tutti quei gesti che, messi insieme, incarnano la concretezza del prendersi cura.

Perchè solo attraverso il prendersi cura, l'avere a cuore il futuro di un individuo, la tenace volontà di far emergere e valozzarne il potenziale, si può dar vita ad attività formative ed educative mirate, e quindi efficaci, capaci di riscattare, un passo dopo l'altro, l'intera comunità di riferimento.

Si tratta di un progetto della durata di 3 anni dai numeri estremamente significativi: 213 laboratori attivati, per un totale di circa 5.000 ore; 30 nuclei familiari destinatari di tutoraggio educativo domiciliare in famiglia; e 30 borse di studio per il sostegno di giovani talenti del territorio in attività sportive agonistiche presso strutture di eccellenza presenti nell’area orientale della città di Napoli.

Un progetto che, progressivamente allarga il suo raggio d'azione per cerchi concentrici: prima i minori, poi le famiglie ed infine la comunità educante in maniera trasversale.

"Si tratta di un progetto di innovazione sociale - spiega Roberto D'Avascio, presidente dell'associazione capofila Arci Movie, attiva da oltre 30 anni sul territorio orientale di Napoli - che insiste sulla periferia di Napoli Est, un territorio difficile ma molto giovane a livello di popolazione composta da bambini ed adolescenti, caratterizzata da povertà socio-economica, educativa, culturale e sociale, con un elevato tasso di dispersione scolastica".



Si tratta di un progetto "in salita", dato il territorio ed il target di riferimento, selezionato da “Con i Bambini” nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile che, attraverso un contributo a lungo termine, mira a contrastare la povertà educativa e sociale attraverso la realizzazione di una strategia integrata di interventi che coinvolgano la comunità educante del territorio di Ponticelli, Barra e San Giovanni a Teduccio (Municipalità VI del Comune di Napoli), mettendo in sinergia istituti scolastici, docenti, famiglie, istituzioni pubbliche e tessuto associativo.

Il progetto EduCare - dichiara d’Avascio,  - la cui azione sta per essere messa in campo sul vasto e popoloso territorio di Napoli Est, mette davvero in rete un tessuto sociale vivace e consolidato nel corso del tempo, fatto di associazioni, istituti scolastici ed enti istituzionali, provando a 'prendersi cura' di un nutrito gruppo di famiglie svantaggiate, spesso composte da studenti che si allontanano dalla scuola o da genitori senza lavoro. Non si tratta solo di assistenza, di lotta alla dispersione scolastica o di facile volontà di riscatto sociale, ma di una strategia integrata articolatasi su tre anni che, partendo dal basso, dalla condivisione, dalla conoscenza di un panorama sociale disagiato, e spesso abbandonato a sè stesso, faccia nuovamente “società” tra le persone, mettendo al centro dell’attenzione di tutti la cura che si deve dare a chi sta peggio”.

Un progetto che, dunque, parla il linguaggio dell'integrazione, attraverso il ricorso ad attività  laboratoriali, l'assistenza ai diversi stakeholder ed una struttura, impegnata in un fattuale lavoro di rete, che opera parallelamente su una grande quantità di studenti, le loro famiglie, cui è rivolto uno specifico tutoraggio, ed i genitori. Un processo del prendersi cura globale, che va dalla scuola al tempo ricreativo.

"In Italia, i più colpiti dalla povertà sono i minori -  dice Marco Imperiale Direttore Con i Bambini -   Nel 2005 viveva in povertà assoluta il 3,9% dei minori di 18 anni. Un decennio dopo la percentuale è triplicata, e attualmente supera il 12%. Nell'Italia di oggi più una persona è giovane, più è probabile che si trovi in povertà assoluta. Contrastare la povertà educativa significa permettere al Paese di crescere. Il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile rappresenta una importante opportunità per un cambio di direzione. In soli tre anni il Fondo ha sostenuto 339 progetti, con contributi per oltre 275 milioni di euro, coinvolgendo ad oggi 480 mila minori e le rispettive famiglie”.



Molto ampia l’offerta prevista per gli studenti coinvolti con laboratori di empowerment linguistico italiano e inglese, di teatro, di cittadinanza attiva e inclusione, di riuso e rifunzionalizzazione degli spazi ed ancora laboratori per la realizzazione di orti urbani, di educazione all’immagine attraverso il cinema, di animazione, e di fotografia. Sono previsti, inoltre, attività laboratoriali di STEM (Science, Technology, Engineering and Mathematics), di passeggiate matematiche, attività di formazione sulle STEM per insegnanti ed educatori, gruppi di confronto e riflessione per genitori, che saranno impegnati anche in laboratori di prevenzione dei pericoli della rete, di sostegno genitoriale ai fornelli, in laboratori di falegnameria, cucina e lezioni di STEM. 

"Sono previste oltre 200 attività laboratoriali - continua il presidente di Arci Movie - da non intendersi come momenti isolati, bensì come attività integrate. Abbiamo la responsabilità positiva di aver contribuito a creare una rete associativa vasta, che comprende ben cinque scuole e dodici enti. Questo progetto non solo si vale di una rete di realtà già collaudata, abituata a fare squadra da anni, ma si pone anche in continuità con alcuni importanti progetti precedenti".

Le attività proposte, secondo quanto ribadito da d'Avascio, sono state elaborate a partire dall'analisi dei bisogni territoriali, per migliorare le competenze di base da cui è emersa l'importanza di valorizzare lo sport, quale base per lo studio. Spazio, poi, alle materie scientifiche, come ad esempio le passeggiate matematiche, insegnate con modalità più vicine ai linguaggi adottati dai giovani e, proprio per questo, percepite come potenzialmente divertenti.



L'area d'intervento principale sarà quella di Ponticelli-Barra - San Giovanni, dove sono presenti, tra gli altri, tre istituti comprensivi.

"Il primo filtro per selezionare ed entrare in contatto con il target di riferimento - spiega il presidente dell'associazione capofila - saranno proprio gli istituti scolastici, che ci consentiranno di arrivare dentro le famiglie".

Molti i partner del progetto: il Comune di Napoli, gli istituti comprensivi 46 Scialoja Cortese, 83 Porchiano Bordiga, 48 Madre Claudia Russo - Solimena, il circolo didattico 69 Stefano Barbato e l’Istituto d'Istruzione Superiore Sannino-De Cillis, le associazioni Figli in Famiglia o.n.l.u.s., S.V.T. (Servizio Volontario Tossicodipendenti), Matematici per la città, Terradiconfine, AIPD (associazione italiana persone down sezione di Napoli), N:EA Napoli: EuropAfrica, Atelier Remida Campania, la cooperativa Parallelo 41 Produzioni e l’Università degli Studi di Napoli Federico II - Dipartimento di Fisica "Ettore Pancini". Soggetto valutatore esterno sarà il Dipartimento di Scienze Sociali dell’Università di Napoli Federico II, che seguirà l'andamento del progetto anche oltre i tre anni di attività, fino a cinqie anni, per valutarne l'impatto sul territorio in uscita.

Il progetto prevede tre livelli di intervento, sulla base del target dei destinatari: minori, famiglie, comunità educante

TARGET MINORI: 

AZIONI PREVISTE:

1) Tutoraggio Educativo per il potenziamento delle risorse individuali e relazionali;
2) Laboratori artistici e creativi;
4) Attività di supporto scolastico e potenziamento nelle discipline curriculari di base (asse linguistico, logico-matematico e di lingua straniera);
5) Laboratori ed esperienze di gruppo innovative nell’ambito della didattica della matematica, della fisica e della robotica;
6) Attribuzione di borse di studio per il sostegno di giovani talenti del territorio in attività sportive agonistiche presso strutture di eccellenza presenti nell’area orientale della città di Napoli. 



TARGET FAMIGLIE: 

AZIONI PREVISTE:

1) Sostegno alla genitorialità sia nell’ambito delle attività di tutoraggio (già citate), sia in forme di accompagnamento per gli adulti. 

TARGET COMUNITA' EDUCANTE: 

AZIONI PREVISTE

1) attività formative per gli insegnanti sulla didattica innovativa, del non formal learning, in particolar modo riguardo le discipline scientifiche;
2) attivazione di momenti e prassi di confronto tra comunità educante, famiglie e rappresentanti delle istituzioni, favorendo lo scambio e la mediazione su problematiche e i diritti disattesi;
3) realizzazione di momenti aggregativi e di confronto tra i destinatari, gli educatori e tutti coloro che sono coinvolti nelle attività.




 I PRESUPPOSTI 
 
 “Il progetto è stato selezionato da Con i Bambini nell’ambito del Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile. Il Fondo nasce da un’intesa tra le Fondazioni di origine bancaria rappresentate da Acri, il Forum Nazionale del Terzo Settore e il Governo. Sostiene interventi finalizzati a rimuovere gli ostacoli di natura economica, sociale e culturale che impediscono la piena fruizione dei processi educativi da parte dei minori. Per attuare i programmi del Fondo, a giugno 2016 è nata l’impresa sociale Con i Bambini, organizzazione senza scopo di lucro interamente partecipata dalla Fondazione CON IL SUD. www.conibambini.org”.

mercoledì 15 novembre 2017

Multitudo: l'arte parla il linguaggio della singolarità che sa farsi pluralità di bellezza ed azione

Inizia nel 2013 la gestazione della mostra MULTITUDO - 6SCULTURE-6 PITTURE, che affonda le radici e trae linfa vitale dall'ideazione della linea “Gioielli di Scultura” dell’orafo scultore Nino Borrelli.

L'esposizione artistica  allestita all’ ECO BISTROT di Salerno, si inaugura oggi, mercoledì 15 novembre alle ore 20:00 e le opere saranno esposte fino al 19 novembre.

Trait d'union tra la linea di gioielli ed il progetto espositivo l'idea che l'arte non sia solo esaltazione della bellezza e dell'armonia ma che possa portare all'attenzione della collettività anche una serie di temi sociali, facendosi foriera di cambiamenti di visioni e di rappresentazioni possibili.

Nella sua veste concettuale e sociale l'arte, dunque, si fa portatrice di nuove visioni, che coniughino razionalità ed emozione. Creatività e idea, gemellate all'insegna di nuove geometrie.

Così come, in sociologia, si contrappongono la teoria funzionalista, che tende a vedere come le parti "collaborino" al buon funzionamento del tutto, e quella del conflitto, che sottolinea come il contrasto tra parti che combattono su barricate opposte sia il vero motore della storia, allo stesso modo l'arte può assumere funzioni apparentemente opposte e altresì complementari. 

Quella che esalta la bellezza e l'armonia delle forme, un fondamentale inno allo status quo, e quella che, invece, fa entrare, anche "di prepotenza" nel campo visivo e della coscienza dello spettatore problemi mai visti o affrontati prima, disarmonie apparenti, colori e forme "diverse" prospettando cambiamenti e nuovi orizzonti possibili e, spesso, auspicabili, perchè parlano il linguaggio del dialogo e del confronto.



L’ispirazione dell'esposizione Multitudo, maturata all’interno di una riflessione sul senso e la funzione dell’arte condotta prima in M.A.P. , Movimento Artistico Psicostasia, e poi naturalmente condivisa dall’Associazione AbilmenteInsieme, secondo quanto ribadiscono gli organizzatori, assegna all'opera d’arte una funzione sociale nevralgica.

I presupposti latenti di tale movimento artistico risiedono in un'opposizione al processo di medicalizzazione e "spersonalizzazione" e nel tentativo di diffondere e valorizzare il principio espressamente socio-educativo, comunicativo e pubblico dell'arte.

La tematica portante risiede nel concetto di Moltitudine, sviluppato ed interpretato come l’abilità ad essere insieme, a formare comunità nel rispetto di ciascuna diversità.

L'arte, in tal senso,  non rappresenta più solo un semplice segno di maestria artistica ma diviene strumento imprescindibile e snodo di una narrazione, capace  di costruire, attraverso le immagini, un contesto culturale. 

Le 6 sculture,  La transumanza; la colonia, La simbiosi;  La riproduzione vegetativa; Ogni riccio è un capriccio; La fonte di vita, alludono alla possibilità di creare uno spazio fisico e simbolico-relazionale in cui soggetti differenti, ma ugualmente legittimati ad esistere e valorizzati, in un'operazione di reciproco rispecchiamento e riconoscimento, possano interagire in maniera "virtuosa" e costruttiva.

Spazi in cui ognuno sia vissuto nella sua duplice natura di singolare e plurale insieme. Plurale perchè appartenente alla medesima genia e differente perchè dotato di proprie caratteristiche identitarie specifiche e distintive.

Una differenza recuperata nel suo valore autentico ed originario di segno distintivo e non come origine di una diminutio di valore e di una posizione sociale di subalternità

"Le sculture e le pitture di MULTITUDO - sottolinea Simonetta Nunziata, presidente dell'associazione AbilmenteInsieme -  raccontano di ambienti surreali ed accoglienti, adatti al divenire comunità di una pluralità di singolarità. I singoli rivelano similitudine nella forma apparente,  ma diversità nel loro agire e narrano della possibilità di convivere, di stare al mondo con l’altro".

L'arte ha una funzione educativa, per sua natura intrinseca, secondo quanto sottolineano gli organizzatori. 

E’ in base a questo principio che l’associazione AbilmenteInsieme, con il progetto OFFICINA GHETTO, promuove I Laboratori di Saperi: percorsi relazionali di apprendimento, ove sviluppare le rispettive capacità espressive e creative e liberare, scoprendolo e riscoprendolo, il proprio potenziale inespresso. Luoghi d’incontro profondo fra sensazioni, emozioni, bisogni e desideri.

Secondo quanto evidenzia la presidente dell'associazione sono le singolarità a formare le comunità, percependo ognuna la realtà in un singolare ma non isolato processo evolutivo, facendone poi idealmente bene comune solo dopo averne assimilato e creativamente reinterpretato i saperi a noi già tramandati. 

Gli ambienti realizzati in carta pesta delle sei sculture e delle rispettive tavole pittoriche d'ispirazione reciproca, vedono interagire, nei rispettivi ambienti fisici e sociali, nei contesti di vita dove si svolge la loro quotidianità, popolazioni prodotte in bronzo fuso, gruppi composti da esseri appartenenti evidentemente ad una medesima specie, ma che nei caratteri individuali presentano la loro singolarità e specificità identitaria.

Come accade nel naturale ed ineluttabile manifestarsi della vita, caratterizzata da vari eventi imprevisti ed imprevedibili e da tante forme diverse e diversificate di esistenza, anche in un'officina artigiana  le fasi della lavorazione pur creando"prodotti multipli", più copie ispirate ad un medesimo soggetto figurativo, non producono oggetti in serie,

Questo sembrerebbe consentire di svincolarsi  dallo standard seriale trasformando, secondo le parole di Simonetta, le casualità dei passaggi e le piccole differenze tra i diversi soggetti non in "difetti di produzione", bensì in elementi di pregio, che raccontano di un percorso di creazione artistica e di vita peculiare, caratterizzato da sfide, difficoltà incontrate e vittorie conseguite. 

Nello Statuto dell'associazione AbilmenteInsieme si legge "AbilmenteInsieme riconosce il senso della Bellezza nell'espressione della potenzialità ed attività umana nella vita con le sue diversità, compiuta in stretta ed armonica relazione e coscienza con l’unità del Mondo nel fondamentale principio d’inclusione; [… ]; nella costruzione di una cultura della solidarietà e dell’inclusione".

E questa mostra sa farsi strumento "vivo e vivido" di integrazione fattuale e concreta. 


L’uso dei materiali per le sculture (carta pesta- bronzo) valorizza la preziosità intrinseca degli “esseri” che simbolicamente sono rappresentati da Gioielli di Scultura (la linea); gli ambienti, plasmati con sapiente genialità in carta pesta e metallo, dipinti nelle suggestioni cromatiche a tecnica mista, evocano la composizione di una diversità  che forma la possibilità di stare insieme, figlia di un'abilità educata al dialogo ed allo scambio di opinioni e modi di essere.

Le singolarità nel loro "divenire" comunità, con abilità, saggezza e sapienza sanno co-costruire bellezza.

"Una bellezza .- evidenzia Nunziata - che non è associata a qualità propriamente fisiche di proporzione, attribuibili ad un corpo invece che ad un altro. Essa è uno stato dell’essere, la cui armonia è data dall'azione espressa in proporzione con la natura, innanzi tutto la propria".

Simonetta Nunziata, a questo proposito, cita una frase "la bellezza non si specchia". Non è quindi frutto di canoni univoci e standardizzati cui uniformarsi. Essa è immanente alla vita stessa. Alla possibilità di esistere essendo riconosciuti come soggetti dotati di senso e legittimati ad agire.

A farle eco lo scultore Nino Borrelli, in arte NiBo, le cui opere sono protagoniste di questa esposizione dalle profonde risonanze emotive e sociali.


"Oggi l'arte ritorna a essere astratta nella misura in cui, se la creatività ha ancora un suo spazio potenzialmente interpretativo, lo è in quanto svincolata da quei riferimenti prefigurati garanti dell'agire e del comunicare. Il valore che ne può derivare è nella capacità di promuovere altri linguaggi e altri nessi […].  L'arte è diversità perché non è statica".

La mostra affiancherà la raccolta fondi SEGNI DIVERSI, volta a finanziare i Laboratori di Saperi dell’Associazione e tutte le altre attività . Incontri per informare ed esortare all'applicazione della Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità (ed il relativo protocollo opzionale) ed il Movimento per la Vita Indipendente.



Visite in luoghi d’arte, pensate appuntando espressamente l’attenzione sulle possibilità di partecipazione di quanti possano trovare difficoltà legate a barriere architettoniche e mentali, nonchè emotive. Organizzazione d’incontri aggregativi e di confronto.






mercoledì 17 maggio 2017

Shara e Napoli Underground: un vento del Sud che parla della speranza di riscatto di una terra

Giovedì 18 maggio è atteso il gran finale della seconda edizione della rassegna “Napoli Underground”. Location, come di consueto, il teatro Il Primo, in via Del Capricorno, 4 a Napoli.


Ed è già tempo di tirare le somme e di tentare un primo bilancio.

La rassegna, infatti, sembra aver bissato il successo riportato nell'edizione precedente,  in termini di consensi e presenze di pubblico. 

Anche quest’anno molti giovani emergenti del panorama musicale partenopeo hanno avuto la possibilità di esibirsi e presentare i loro lavori, in molti casi delle opere prime, suscitando l’interesse e l’approvazione del pubblico accorso numeroso ad ogni evento. 

La conferma del successo ottenuto - sottolineano i direttori artistici Andrea Bonetti e Reika Hinch - ha aumentato ancora di più l’entusiasmo al punto che già si lavora alla terza edizione".



E, come tutte le manifestazioni che si sono dimostrate vincenti, si preannuncia un gran finale.

Infatti, giovedì 18 maggio, a partire dalle 21.00, il palco dell'accogliente teatro, dalle cui tavole spira aria di talento, speranza e grinta, salirà la cantautrice Shara con i suoi talenti, figli delle terre del Sud.

E' lei infatti, la promotrice, con l'animo da pigmalione, in grado di portare alla luce talenti in boccio o virtù sonore in ombra, ad aver dato vita, da fine 2011, al TERRONIAN PROJECT, teso a valorizzare e a promuovere le eccellenze del Sud del Paese. Un gemellaggio virtuoso e gustoso tra musica, immagini e arte, all'insegna di culture autoctone, usi e tradizioni.

Gli arrangiamenti sono stati realizzati dal musicista ed arrangiatore Pasquale Faggiano. Tra i musicisti che hanno suonato nelle canzoni ci sono alcuni nomi noti del panorama musicale italiano come il chitarrista Carlo Fimiani, il bassista ed arrangiatore Gigi De Rienzo, il bassista Aldo Vigorito, il batterista Vittorio Riva, il violinista Gennaro Desideri, il compositore ed arrangiatore Flavio Gargano, il polistrumentista Antonio De Luise ed altri ancora. Per mantenere una linea di coerenza con l’intero progetto tutti i musicisti che hanno suonato nell’EP sono di origine meridionale. Eccezione fatta per "Infinito sei" in cui la sessione orchestrale è stata interamente registrata alla Magyar Radio di Budapest con la Budapest Scoring Symphonic Orchestra


Un gemellaggio all'insegna dell'arte e della cultura, quella mira ad abbattere ogni confine, inteso come cesura, e divisione, tra passato, presente e futuro.

Un Vento del Sud, questo il nome dell'EP, che spira forte, coinvolge, ammalia e rivela cuore e professionalità, dalla personalità forte e determinata. Un vento che sa accarezzare, lambire, sedurre, ma anche sollevare il velo e farsi denuncia, dichiarando, senza mezzi termini, la voglia e il legittimo diritto al riscatto di una terra e delle sue tante anime.

 L'ultimo brano che verrà lanciato sarà quello ispirato a "Il bacio del risveglio", quello in grado di riscuotere dal torpore delle coscienze e di promuovere la valorizzazione di un esistenza, artistica, culturale e sociale, dei singoli e della collettività di cui fanno parte.

Il singolo, infatti, è ispirato e dedicato alla città partenopea, quella città delle Sirene da sempre pervasa da unna musica e da un canto capaci di incantare. Lo dice la storia, lo dice il mito e lo dicono i figli di queste terre, abitate da conflitti, da contraddizioni, ma anche da tanta creatività che ha voglia di mettersi e rimettersi in circolo. 

Musica ed immagini viaggeranno alla stessa velocità con l'uscita, in contemporanea, anche del videoclip, che ha ricevuto il patrocinio del Comune di Napoli per mano del Sindaco Luigi De Magistris in persona. Dato che lo scopo di questo progetto made in sud e per il Sud è quello di valorizzarne e farne scoprire le bellezze e la storia, così affascinante ed a volte imprevedibile da mozzare il fiato, il videoclip stato inoltre inserito nel programma del Maggio dei Monumenti e verrà presentato in tre importanti strutture storiche della città. La prima tappa è stata toccato lo scorso 6 maggio.



Ad accompagnare Shara in questo viaggio tra musicva, parole e luoghi incantati, che meritano di essere visitati e riscioperti, la sua band composta da: Pasquale Faggiano alle tastiere, Carlo Fimiani alle chitarre, Enzo Autuori al basso, Davide Cantarella alla batteria ed alle percussioni e le due violiniste Roberta Amirante e Federica Chello.

Ed ora lasciamo spazio alle parole di Shara che ci parla del suo progetto tra musica, immagini e luoghi d'arte.

D. Ci spieghi meglio la ratio di questo progetto che ha le sue radici nel Sud, nei suoi talenti e nelle sue sonorità?

R. La mission, quindi l’intento, di questo progetto è quella di mettere in luce gli aspetti positivi, tutto il buono e, ovviamente, i talenti e le varie espressioni artistiche presenti nei territori del sud. Tutto questo, secondo me, avrebbe potuto raggiungere la sua massima espressione soltanto attraverso un lavoro che avesse messo insieme sia il mondo dei suoni che quello delle immagini col proposito di far vedere e sentire a chi non conosce ancora queste terre meravigliose cosa esse custodiscono.



    D. In che modo la musica potrebbe contribuire a promuovere il riscatto di una terra?

R. La Musica è una forma d’arte i cui differenti generi sono strettamente legati agli abitanti di un determinato territorio. Essa diviene, così, un’espressione culturale che porta in sé tutti i moti e le trasformazioni del tessuto sociale di un popolo. Proprio perché la musica è parte intrinseca del popolo stesso ha la facoltà di divenire voce portatrice di messaggi che incoraggiano chi li ascolta stimolando, così, il cambiamento di uno stato di cose che non vanno.


   D. Il riscatto non può prescindere dal momento della denuncia. In che modo la si potrebbe amplificare, anche attraverso la musica?

R. Sicuramente col coraggio di superare il limite dell’ “omertoso silenzio”… affidando alle parole di un brano ed all'intensità di un’armonia sonora tutto ciò che si vorrebbe tramutare in un cambiamento positivo.


D. Un riscatto che parte dal basso. Come definiresti l'iniziativa di Napoli Underground finalizzata a dare spazio ai giovani talenti in un panorama che spazio, troppo spesso, al già noto e consolidato?

R. Un modo coraggioso di rompere gli schemi, la volontà di credere ed affermare che ci sono tanta arte e musicalità ancora da scoprire nascoste all'ombra del nostro Vesuvio.