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mercoledì 27 novembre 2019

Cenando sotto un cielo diverso on the road: valorizzare il territorio ed includere ogni differenza


L’appuntamento con Cenando sotto un cielo diverso versione winter (on the road)  si avvicina.
Infatti, è previsto per domenica 1 dicembre lo street food stellato ospitato nelle stanze di una delle più belle ville napoletane: Villa Domi.

Ottantacinque professionisti della cultura del buon cibo, tra chef stellati, cuochi la cui bravura si è ampiamente espressa sul campo, dal valore acclarato e riconosciuto, maestri panificatori, pizzaioli, pasticceri e produttori locali, a configurare le strade e le geometrie del gusto che connotano un evento di beneficenza che parla il linguaggio della valorizzazione territoriale e dell’inclusione concreta. 

Spazio, poi, ad aziende alimentari d’eccellenza, cantine vitivinicole, bar tender.

Hanno già dato conferma della loro presenza Ciro Sicignano, Domenico Stile, Gianluca D’Agostino.
Come di consuetudine, l’edizione invernale di Cenando sotto un Cielo Diverso prevede anche lo svolgimento di un galà di beneficenza che si terrà il 12 dicembre presso un’altra bellissima location, ubicata nel casertano, ovvero Tenuta San Domenico.

“Vogliamo valorizzare e promuovere – racconta Alfonsina Longobardi, ideatrice del progetto, psicologa, sommelier ed esperta di food & beverage, che ha voluto coniugare il suo impegno nel sociale alla sue competenze nel mondo del food – la Campania, i territori di provenienza, la stagionalità, il lavoro dei piccoli produttori. C’è un clima familiare: la filosofia è quella di non sostituire gli chef, ma di andare ad ampliare progressivamente la squadra. Molti chef, infatti, sono presenti fin dalla prima edizione e chi, per vari motivi, non può essere presente a quella in programma, già è pronto a dare la propria adesione ad un’edizione successiva”.

In questa occasione, oltre a un parterre artistico d’eccezione, che animerà la serata, saranno protagonisti ai fornelli: gli chef stellati Danilo Di Vuolo, Giuseppe Aversa, Michele de Blasio, Michele De Leo e Raffaele Vitale; i maestri panificatori Domenico Fioretti e Filippo Cascone; e il pastry chef Marco Aliberti.

                                         (grafica a cura di Alfasistem Creative Agency)

Cenando sotto un Cielo diverso è un evento con una triplice finalità: beneficenza, valorizzazione del territorio, e corretta comunicazione delle caratteristiche d’eccellenza dei suoi prodotti (e, dunque, della buona cucina ad essi direttamente legata).

Valorizzazione delle differenze dunque, sia umane sia territorial, e inclusione, da intendersi sia come possibilità di partecipazione, fattuale e legittima, di ogni essere umano alla vita sociale sia come recupero di territori troppo spesso abbandonati all’incuria e poco conosciuti o misconosciuti, che meritano di essere inclusi, a pieno titolo, nel circuito storico-archeologico, turistico ed in quello produttivo.

La possente macchina organizzativa, che coinvolge anche personaggi del mondo dello spettacolo e professionisti del mondo della comunicazione, è stata creata dall’Associazione “Tra cielo e mare” fondata da Alfonsina  Longobardi nel marzo 2013.

La finalità è offrire sostegno alle persone con disagi psichici e di altra natura avvicinando, al contempo, le persone cosiddette “normali” a coloro  che purtroppo vivono situazioni di disagio, abbattendo la barriera della “paura” che è causa dell’incomunicabilità. Obiettivi gemellati, in maniera virtuosa, con la valorizzazione del territorio campano, sia delle sue bellezze sia del suo potenziale umano (perciò l’evento si tiene in luoghi di interesse storico – culturale e perciò coinvolge chef e produttori, in primis campani) sia dei suoi prodotti.

“Si tratta – racconta l’organizzatrice – di ragazzi schizofrenici. In loro c’è tanto impegno, tenacia, voglia di fare, forza di volontà. Fondamentale è anche la proattività dei genitori che lottano strenuamente per tutelare la dignità dei figli”.

La parola d’ordine è dunque dignità che cammina a braccetto con un altro concetto, quello di valore. Il valore di ogni essere umano, di ogni territorio e del tempo da condividere.

“Bisognerebbe -  ribadisce Longobardi – fermarsi e dedicare tempo a se stessi ed agli altri”.
Come sottolinea l’organizzatrice si tratta di un evento in cui si fondono i valori dell’inclusione sociale sul campo, della valorizzazione dei prodotti locali e del recupero di antiche tradizioni che si stanno perdendo.

“Penso ad esempio – continua l’esperta di food & beverage -  al recupero di un piatto tipico come la braciola di capra, solo per fare un esempio”.

UN CRESCENDO

La prima edizione di Cenando sotto un Cielo diverso si è svolta nel 2014 nel Castello Medioevale di Lettere, incastonato nell’incantevole cornice dei Monti Lattari.
L’evento ogni anno ha registrato un consenso sempre maggiore: oggi è divenuto uno degli appuntamenti legati al mondo della beneficenza e a quello dell’enogastronomia più grandi del centro – sud Italia.

“Siamo partiti in 13 – ricorda Longobardi -. A Lettere, nell’ultima edizione estiva, eravamo in 130, all’insegna di un grande lavoro di squadra. La nostra forza è rappresentata proprio dall’unione, dalla fidelizzazione, dall’essere una famiglia, il cui nucleo primario è costituito dalle stesse persone, cui si sono aggiunti progressivamente sempre nuovi professionisti e dal clima di collaborazione che regna. Si va avanti e si cresce tutti insieme. Nessuno è lasciato indietro: da soli non si va da nessuna parte ed infatti ogni partecipante sente quest’evento un po’ suo”.

Coinvolti, per dare una mano, anche i ragazzi de La locanda degli amori e… Sapori. 
“Questa realtà, a conduzione familiare – spiegano gli organizzatori – nasce dalla volontà di alcuni genitori di ragazzi affetti dalla sindrome di down, pieni di voglia e di capacità di fare, di dare un futuro sereno ai loro figli”.

Due le mission della prossima edizione dell’evento: raccogliere il denaro necessario all’acquisto di giochi da donare durante il periodo natalizio ai bambini ospedalizzati presso il Santobono Pausilipon (obiettivo ormai storico dell’edizione invernale di Cenando sotto un Cielo Diverso) e presso l’ospedale Monaldi, in particolare per il reparto di cardiochirurgia pediatrica, diretto da Guido Oppido, e per quello di nefrologia pediatrica. I regali verranno rigorosamente consegnati da Babbo Natale ed i reparti allietati dai sorrisi della clownterapia. Senza dimenticare il sostegno ad alcune case famiglia ed il prosieguo della raccolta fondi per la costituzione di un laboratorio ludico-didattico per persone affette da sindromi schizofreniche.

Le mission perseguite sono accomunate dalla riscoperta di valori profondi, quelli della cura delle relazioni che, come ribadisce la psicologa, nell’epoca contemporanea è spesso offuscata dall’abuso della tecnologia, che anziché contrarre tempi e distanze fisiche finisce per allontanare, facendo dimenticare l’importanza di un incontro autentico e di un tocco lieve, che sa farsi carezza leggera e mano salda che sostiene.

Antesignana del concept di Cenando sotto un Cielo diverso è stata la Serata Magie D’Autunno con Slow Food del 2013.

A partire da questa edizione l’associazione “Tra Cielo e Mare” si avvale anche dell’affiancamento del dott. Ciro Langella, ricercatore in ambito medico nel campo della Nutraceutica – ossia del food quale principale arma di prevenzione e salute -, e ideatore e fondatore del progetto SANA FOOD (realizzato nel 2017), la prima rete di aziende alimentari di eccellenza italiane, di operatori del food (chef, mense, nutrizionisti, etc.), e di istituzioni pubbliche e private (università, strutture sanitarie, scuole, realtà legate al benessere e allo sport, etc.) che hanno come obiettivo comune la costituzione di un paniere di “alimenti per la salute”.

Perché la cucina italiana è anche uno strumento di health prevention , ovvero di prevenzione della salute.

Altra novità di quest’anno sarà un momento dedicato all’arte, che si svolgerà l’1 dicembre, grazie alla perizia di  Davide Montuori, noto writer napoletano, che realizza quadri utilizzando le mille sfumature del vino. L’artista realizzerà un quadro in estemporanea e metterà all’asta le sue prime opere realizzate in wine art

Il ricavato sarà devoluto per gli scopi sociali dell’evento di beneficenza. Banditore d’eccezione sarà l’attrice Annalisa Insardà, nota per il suo impegno nel settore antimafia.

Testimonial della kermesse sono Floriana Messina – ex concorrente del Grande Fratello, ed oggi presentatrice, influencer, e nominata dai tifosi napoletani madrina della loro squadra del cuore – e l’attore Francesco Albanese. Durante le due serate interverranno numerosi personaggi legati mondo della musica e dello spettacolo, come il cantautore Michele Selillo ed il modello e attore Nicola Coletta.

“E’ la società che crea la disabilità – evidenzia Alfonsina Longobardi -. Ritengo che il gesto del donare sia davvero bello. Io ho voglia di realizzare cose belle senza retropensieri, con gioia ed emozione piena, ponendomi obiettivi importanti: infatti, chi tiene le cose per sé non va da nessuna parte”.

Evento Facebook: qui
Lista chef aderenti: qui

martedì 2 luglio 2019

Cenando sotto un cielo diverso: dieci candeline tra gusto d'autore e solidarietà

Prima dell'esordio ufficiale delle Universiadi, c'è stata una vera e propria "Olimpiade", con un intento profondamento educativo. Una staffetta del gusto, dei sapori e della solidarietà. Un passaggio di mano tra conoscenze, competenze ed abilità, ai fornelli ma non solo.

Si tratta dell'evento enogastronomico benefico Cenando sotto un cielo diverso, ideato dalla psicologa e sommelier Alfonsina Longobardi, che quest'anno ha spento le sue dieci candeline.


A duettare i sapori, la bellezza e  l'originalità delle composizioni e degli impiattamenti, che fanno assomigliare le pietanze ed opere d'arte. Il diktat è quello relativo alla valorizzazione territoriale, in un sapiente e gustoso melting pot di sensazioni ed emozioni, in un viaggio sensoriale che ha saputo dare risalto a realtà locali diversificate, che, all'insegna di sacrificio ed artigianalità, ogni giorno esistono e resistono, gemellati con il territorio d'appartenenza.


Obiettivo comune: gettare le basi per un laboratorio ludico per pazienti schizofrenici.
 
Non a caso “Il rispetto della diversità passa attraverso il buon gusto” è stato il claim di questa decima edizione che si è svolta domenica 30 giugno presso il Castello di Lettere, che ancora una volta si è confermato suggestiva location. 

Centotrenta professionisti dell’enogastronomia (chef, pizzaioli, pasticcieri, maestri panificatori, produttori) hanno allestito altrettante postazioni trasformando la roccaforte medievale in un borgo del gusto. 
Tra le proposte culinarie c’erano: piatti classici della tradizione napoletana come il “ciurillo imbuttunat e fritto” cucinato da “I dottori del fritto” (fiore di zucca fritto in olio extra vergine di oliva, imbottito con ricotta, basilico, provola di Agerola e ciccioli di maialino nero casertano); piatti tradizionali della regione Campania leggermente rivisti come gli spaghetti di riso alla Nerano (con fonduta di provolone del Monaco, cipolla rossa di Tropea caramellata e tartare di tonno, una ricetta dello chef Marco Nitride); la pizza nella sua versione più golosa, ovvero la montanara, che Aniello e Nicola Falanga hanno farcito con ricotta arricchita con gelsi e lavorata con menta, pepe e zeste di limoni del Vesuvio e spolverata con briciole di tarallo napoletano; pietanze dal profumo e dal sapore di mare come il salmone marinato allo zenzero con yogurt di bufala, aneto e lime, scarola riccia, ravanello e lampone, una ricetta dello chef Nunzio Spagnuolo al timone delle cucine del Rada di Positano; prodotti antichi come il “Panis Pompeii” di Carmelo Esposito, un pane dolce che veniva preparato dagli antichi romani per le occasioni importanti oppure mangiato a colazione; il cioccolato sottoforma di sofisticata pralina con ganache al nocino e ganache al cioccolato bianco racchiuse in un guscio fatto di cioccolato fondente e al caramello (la “Noce delle Streghe”, una creazione di Gianna Micco che si è classificata terza al concorso “Miglior pralina 2019”); la golosa torta del pasticciere Raffaele Caldarelli, una dolce miniatura del Castello di Lettere. 


Tante le special guest intervenute all’evento, tra le quali: Luigi Libra, cantautore napoletano il cui primo disco “Terra Viva” è un inno alla “Campania Felix”; Luca Volpe, l’unico mentalista italiano ad essere riconosciuto a livello internazionale nonché volto televisivo di molti programmi in onda sulle reti Rai; Michele Selillo, promessa della musica napoletana reduce dalle partecipazioni come protagonista a spettacoli teatrali e musicali diretti e organizzati da Gianfranco Gallo (come ” Quartieri Spagnoli”) e a spettacoli e varietà dove si è esibito con nomi quali Caterina De Santis, Lucia Cassini, Saverio Mattei, Rosario Ferro e tanti altri; Nicola Coletta, modello e attore attualmente impegnato in un progetto radiofonico di Radio Studio Emme. 



Quest’anno “Cenando Sotto un Cielo Diverso” spegne 10 candeline – afferma Alfonsina Longobardi, ideatrice ed organizzatrice dell’evento -, in virtù di questa maturità anche l’obiettivo della manifestazione è diventato più importante: a partire da quest’edizione raccoglieremo i fondi necessari all’avvio di un laboratorio ludico – didattico per malati schizofrenici che sarà molto probabilmente allocato a Sant’Antonio Abate”.

Hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa: la show girl Ida Piccolo, che ha animato la serata intervistando ospiti e chef; il giornalista Antonio D’Addio in veste di direttore artistico; la delegazione campana della Fondazione Italiana Sommelier. Oltre all’associazione “Tra Cielo e Mare”, fondata da Alfonsina Longobardi, le altre associazioni coinvolte nel progetto sono: Disabili di Gragnano, L’Aliante, Abili alla Vita.



Il mio percorso enogastronomico 
Così come in molti parchi tematici è previsto un braccialetto per accedere al Paese dei balocchi, qui un braccialetto color lilla, calice al collo, ci ha trasportato in un tour del gusto e delle meraviglie con il rotolo di calamaro cotto al forno, frullato e steso, ripieno di baccalà e spinaci. Una cucina resa fusion dall'aggiunta degli azuki verdi, dai micro ortaggi e dalla tapioca. Parola degli chef Salvatore Spuzzo, Alessandro Carella e Pietro Rota di Villa Alma Plena di Casagiove.
Dallo chef Stefano Cavaliere della Trattoria Alici come prima (Cetara) un misto di fagioli con pesto di alici su un letto di crostini fritti.
Un panino alla curcuma, ed il suo gemello alla rapa rossa, farciti con un filetto di tonno dalla copertura croccante ai semi di sesamo (tataki di tonno), nati dalle mani degli chef Rosario Consalvo e Gianluca Centomani della posillipina Villa imperiale.

Ed ancora gli spaghetti di riso alla Nerano (con fonduta di provolone del Monaco, cipolla rossa di Tropea caramellata e tartare di tonno, una ricetta dello chef Marco Nitride); il salmone marinato allo zenzero con yogurt di bufala, aneto e lime, scarola riccia, ravanello e lampone, una ricetta dello chef Nunzio Spagnuolo al timone delle cucine del Rada di Positano.
Si torna poi ai panini con il panino Bao farcito con carne di maiale, e lupini (di terra) che ne aumentano la croccantezza del partenopeo ristorante Tre Piani con lo chef Carlo Spina.
Il Black Cod glassato alla scapece con riflessi di burrata, tarallo alle mandorle e chips di zucchine del ristorante Marea.
Il baccalà  con alghe e  albicocche del Ristorante San Cristoforo.

Dai paesi vesuviani, ed in particolare da San Giuseppe, arriva la pasta mista con spuma di impepata di cozze, peperoncini verdi di fiume e granella di mandorle del Ristorante Mamma Elena.
Il babà al vino e pesche gustose di Tommaso di Palma dell'Impasta  Bistrot di San Giorgio a Cremano. 
Ed ancora il tonno crudo con copertura di mozzarella e pomodoro. Il pane all'acqua di mare. La pizza pasquale ricoperta, tra le altre, di borragine e scarola. Il tonno, poi, ridiventa protagonista e si adagia su un letto di verdurine. La sfoglia di riso con un prosciutto nostrano ed una spruzzata di aglio e cipolla o ricoperta da una rivisitazione del risotto zucchine e gamberetti.
Sul versante dei vini ce n'è davvero per tutti i gusti ed i palati, ma mi ha conquistata lo spumante rosè dei Tre Mori.
Per chiudere in bellezza un amaro, leggero e gustoso, prodotto con erbe e radici, targato Amaro del rosso ed un freschissimo liquore alla mela annurca. 

 
Ph. Gianni Cesariello

venerdì 21 febbraio 2014

Musica dal vivo e gusto partenopeo al Museo del Sottosuolo di Napoli

Ho chiamato questo blog crederci è potere... Già perchè un vecchio adagio recita che Volere (volli sempre volli fortissimamente voli... ) è potere e perchè mi ricordo sempre che per le leggi della fisica e per la loro conformazione anatomica i calabroni non potrebbero volare ma loro non conoscono la fisica però sanno che desiderano volare e così... si librano in aria e sfrecciano veloci...

Una storia di coraggio e tenacia è quella del Museo del Sottosuolo, gestito da un associazione, La Macchina del Tempo, che sta regalando bellezza e sicurezza alla Città di Napoli, anche se non tutti lo sanno.

Bellezza perchè attraverso le spedizioni di speleologia urbana l'associazione ha scoperto piccole e grandi testimonianze di vita ed identità terrritoriale e scorci di insospettata e rara suggestione (si pensi al ritrovamento dei fucili che presumibilmente servirono ad organizzare le quatro giornate di Napoli ed alla scoperta del vano dotato di nicchie di un antico ipogeo greco - romano).

Tutela perchè le esplorazioni ipogee servono anche a monitorare lo stato delle cavità ed a segnalare tempestivamente agli uffici preposti fenomeni sospetti come percolamenti ed infiltrazioni, in maniera tale che le autorità competenti possano intervenire e che non si debba più, mai più, parlare di tragedia annunciata. 

Il buono stato di salute del sottosuolo, insomma, tutela quello della città che vive in superficie.

Poi c'è un altro percorso quello di un ragazzo, Mario Romano, nato e cresciuto nei quartieri, in quella Spaccanapoli vociante ed a tratti eccessiva, ma ricolma e traboccante di vita.

Mario non si arrende ad un destino già scritto, lui non vuole usare le sue mani per fare il manovale nè cedere ai richiami della malavita organizzata, così le mani le piazza su una chitarra, e prima da autodidatta, poi studiando al conservatorio, trasforma il suo sogno in un obiettivo concreto, a suon di passione e sacrifici quotidiani. 

Coagula intorno a sè un gruppo di musicisti, tutti provenienti da aee off limits della campania, le cosiddette aree a rischio, e crea una band (che di volta in volta si presenta in formazione diversa). i Quartieri Jazz.

Caparbio, tenace e battagliero studia e sperimenta, si guarda intorno, esce dalle regole canonizzate, dai ritmi di New Orleans arriva a quelli suonati in Sud Amertica, in Africa, nell'Europa Centrale, nella malinconica Provenza.

Nasce così un genere nuovo. Filiazione del jazz manouche esso ha in sè molto di più: si tratta del cuore partenopeo con una pulsazione tutta mediterranea.

Mario Romano tiene così a battesimo il neapolitan jipsy jazz.

Ed oggi?

Due realtà così tenaci e coraggiose non potevano non incontrarsi, unite dall'amore per la città e dall'obiettivo di farla emergere dal limbo in cui troppo spesso affonda.

Incontratisi una volta l'alchimia è scattata e si rinnova progressivamente.

Ecco perche, dopo la tappa londinese presso il prestigioso Club Roof Gardens al 99 di Kensington High Street (di cui è event manager ed organizzatore Craig Nightingale per conto del prestigioso marchio di lusso Virgin Limited Edition) il viaggio di Mario Romano Quartieri Jazz fa di nuovo scalo al Museo del Sottosuolo di Napoli (piazza Cavour, 140).

Dopo aver portato un pezzo di Napoli, delle sue atmosfere, del suo cuore caloroso, nella Londra multietnica, in uno dei più prestigiosi club della city, rinsaldando antichi legami e creandone di nuovi alimentati dalla musica e da un comune sentire, i Mario Romano Quartieri Jazz suoneranno nella loro città natia.
Il giorno da appuntare sull’agenda è sabato 22 febbraio alle ore 21.00.

Si preannuncia un’alchimia tra sapori e suoni.

Infatti, il Museo del Sottosuolo, gestito dall’associazione speleo archeologica culturale La Macchina del Tempo, presieduta da Luca Cuttitta, è sede del primo esperimento di Museo del Vino ubicato nelle viscere della terra partenopea all’interno dello spazio dell’area ristoro realizzata dal Wine Bar Scagliola di Nicola Scagliola e Pasquale Brillante.

Il Wine Bar Scagliola è main partner del Museo del Sottosuolo e cura il versante enogastronomico degli  eventi con degustazione di vini, cocktail e prodotti tipici serviti da barman Aibes e Sommelier Ais.
Reduci dal successo londinese i Mario Romano Quartieri Jazz torneranno nelle viscere della terra partenopea in trio, con Mario Romano alla  chitarra manouche, Gianluca Capurro alla classica e Ciro Imperato basso.  

Ancora una volta il Museo del Sottosuolo mescolerà la sua atavica energia vitale, custodita nelle spesse pareti di tufo giallo, con il calore sprigionato dalle note di questa band che affonda le radici nei vicoli di Napoli ma si proietta verso il resto del mondo.

Un caleidoscopio di note che miscela elementi di latin jazz, bossanova, flamenco, rumba, fado e bolero. 

L’armonia affonda le sue radici nell'universo variegato del jazz con una pulsazione ritmica che emerge dal cuore del Mediterraneo. 
Il linguaggio dell'improvvisazione, poi, è quello tipico del jazz manouche, sprigionato da una chitarra dalla forma asimmetrica e dalle corde ben tese che danno vita ad un accompagnamento serrato definito “pompe”. 

I PERCORSI MUSICALI SI INTRECCIANO A  QUELLI DEL GUSTO

Nella serata del 22 febbraio si potranno centellinare da un tintinnante calice di vetro, serviti da barman Aibes e sommelier Ais, i frutti di due importanti vitigni autoctoni della Campani, Falanghina e Aglianico dell'azienda Santacosta.


I vini degustati di volta in volta, tra cui un’etichetta dedicata proprio al Museo del Sottosuolo di Napoli, sono i preziosi tesori custoditi  all’interno del Museo del Vino, partito in via sperimentale.
L’obiettivo è di creare una cantina di vini campani nelle viscere della terra, per far conoscere e diffondere i tanti vitigni autoctoni presenti nella nostra regione e la loro storia.

Un’esposizione delle più importanti etichette prodotte a livello territoriale riunite e valorizzate in un progetto di esposizione permanente a 25 metri sottoterra.

Un’alchimia di flavour di Aglianico e Piedirosso, Falanghina, Greco, Fiano ,Coda di volpe.  Ed  ancora Pallagrello (o Pallarello) Asprino, Catalanesca, Casavecchia, Tintore,  Biancolella.

I PERCORSI ENOGASTRONOMICI

Sono in programma percorsi enogastronimici e sensoriali “a tema” che abbinano vini a prodotti tipici e tradizionali. Percorsi sensoriali e di degustazione studiati per diversi tipi di target. I primi partiranno già dalla fine di febbraio.

Al Museo del Sottosuolo di Napoli, grazie alla partnership con il Wine Bar Scagliola, storia e sapori si fondono per raccontare la peculiare identità  del capoluogo partenopeo, tra passato e presente, in un modo diverso e unico.

Un crescente numero di case vitivinicole hanno accettato con piacere la sfida portando pregiati vini ad invecchiare nel caveau del Museo del Sottosuolo. 


Napoli, patrimonio dell’umanità da far scoprire ai visitatori sotto un duplice aspetto: enogastronomia e bellezza di tesori storico-artistici inediti, fantastici e romantici custoditi e celati una città parallela ed invisibile.

Atmosfere magiche, poi, con le proiezioni di filmati e foto in 3D realizzati in collaborazione con  l’International team photo 3D La Salle di cui La Macchina del Tempo è partner con i propri autori.

Per condividere le suggestioni sonore direttamente da Londra:


Ed ecco la dolce intensità di Cammen:

http://www.youtube.com/watch?v=rgLZqan66ek                               

La  serata di musica live + calice di vino prevede una quota di partecipazione di 12 euro

Per maggiori informazioni e prenotazione obbligatoria fino ad esaurimento posti

Piazza Cavour, 140 – 80137 | Napoli
booking@ilmuseodelsottosuolo.com (indicando un nome e cognome di riferimento, un numero di cellulare valido un’e-mail di contatto ed il numero totale dei partecipanti)















Per maggiori informazioni sulle attività, i percorsi e le visite al Museo del Sottosuolo: