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giovedì 9 gennaio 2025

Maledette feste: Isabella Pedicini potagonista della rassegna Una Somma di Libri al Castello D'Alagno

 Sabato 11 gennaio 2025, alle ore 17:30, presso lo storico Castello d’Alagno a Somma Vesuviana, prenderà il via il primo appuntamento del nuovo anno della rassegna letteraria "Una Somma di Libri", organizzata da Cultura A Colori e Cartolibromania Malva, con il patrocinio della Regione Campania e del Comune di Somma Vesuviana e il sostegno dell'Arci di Somma Vesuviana.


Protagonista della serata sarà la scrittrice Isabella Pedicini, con la presentazione del suo libro "Maledette Feste", edito da Fazi Editore. Un’opera che affronta con ironia e introspezione il tema delle festività, tra le loro contraddizioni e le aspettative imposte, regalando al lettore un ritratto vivido e spesso spiazzante di questi momenti così significativi.

Entusiasta Imma Malva, di Cartolibromania: «La rassegna “Una Somma di Libri” è diventata un punto di riferimento per gli amanti della letteratura, e la seconda parte del cartellone promette di sorprenderci ancora di più. Invitiamo tutti a partecipare per scoprire le novità che abbiamo in serbo!»

Durante la serata, infatti, verrà svelata la seconda parte del cartellone della rassegna, con appuntamenti che accompagneranno il pubblico fino al mese di aprile. Il programma prevede incontri imperdibili, che continueranno a celebrare la letteratura e i suoi protagonisti.






L’evento, moderato dalla giornalista Sonia Sodano, vedrà la partecipazione di illustri ospiti: Rosalinda Perna, Assessore alla Cultura del Comune di Somma Vesuviana; Antonio Benforte, giornalista e scrittore; Tonino Scala, scrittore; Tania Sabatino, sociologa e giornalista; Imma Malva, rappresentante di Cartolibromania.

«Con questo appuntamento non solo inauguriamo il nuovo anno, ma rinnoviamo il nostro impegno nel promuovere la cultura e la lettura a Somma Vesuviana. È un onore ospitare Isabella Pedicini, autrice di un libro che riflette con intelligenza e originalità su temi universali come le festività» – dichiara Sonia Sodano, direttrice del giornale “Cultura A Colori”.

A dare voce ad alcuni dei momenti più significativi del romanzo ci saranno le letture della compagnia teatrale “Il Valigione 2.0” ed in particolare delle attrici: Sara Pignatiello, Syria Russo, Luciana De Liguori. Si ringrazia Armando Rufolo e tutta la compagnia per la gentile collaborazione e disponibilità. Le foto dell'evento saranno realizzate dalla giornalista e fotografa Adele Monaco.




venerdì 29 ottobre 2021

La commedia delle donne: un inno alla fragilità che sa diventare forza

 Una nota canzone sosteneva che  <<siamo donne oltre le gambe c'è di più!>>

Le protagoniste della pièce teatrale La commedia delle donne, Isa e Bea,  hanno gambe e spalle che a volte non reggono il peso della vita quotidiana e dei loro problemi, perché troppo gracili. Non nascondono i segni e le ferite dentro e fuori. Tra di loro esiste un legame forte che ha retto alla distanza fisica ed emotiva. 
 

 
 
Si sono ritrovate per mettere in scena La casa Nova di Goldoni, ma le prove vanno a rilento per mancanza di mezzi economici e di tempo, un tempo continuamente rosicchiato dalle tante, troppe, incombenze della vita quotidiana.
 
Isa, infatti, deve crescere da sola, tra fatica e incertezze, due figli. Bea vorrebbe essere ancora posseduta dal fuoco sacro del teatro, puro e totalizzante, ma anche la sua mente spesso finisce per vagare lontana, tra quello che il suo cuore vorrebbe ma che non è, un pulsare emotivo imbrigliato, nei fatti, dai legacci di una dipendenza affettiva. E quello che poteva essere ma non è stato.
 

 
 
Finzione e realtà si mescolano, mentre il passato torna e minaccia il presente, tra antiche nostalgie e segreti inconfessati che creano fratture e minano la fiducia.
 

 
 
Sull'orlo del baratro e della perdita definitiva, però, le due donne trovano la strada del dialogo e di una condivisione più profonda, che permetterà loro di sanare ferite e incomprensioni e di proiettarsi nel futuro puntando finalmente sulla propria reciproca forza e sul proprio valore, chiudendo i conti con il passato, per quanto ingombrante esso sia. 
 

 

Lo spettacolo era inserito nel Variazioni di Genere Festival, all'interno del Castello dei Conti di Acerra.
Un festival dedicato al difficile processo che permette di essere davvero se stessi. 

***Foto di Gennaro Manzo

martedì 2 luglio 2019

Cenando sotto un cielo diverso: dieci candeline tra gusto d'autore e solidarietà

Prima dell'esordio ufficiale delle Universiadi, c'è stata una vera e propria "Olimpiade", con un intento profondamento educativo. Una staffetta del gusto, dei sapori e della solidarietà. Un passaggio di mano tra conoscenze, competenze ed abilità, ai fornelli ma non solo.

Si tratta dell'evento enogastronomico benefico Cenando sotto un cielo diverso, ideato dalla psicologa e sommelier Alfonsina Longobardi, che quest'anno ha spento le sue dieci candeline.


A duettare i sapori, la bellezza e  l'originalità delle composizioni e degli impiattamenti, che fanno assomigliare le pietanze ed opere d'arte. Il diktat è quello relativo alla valorizzazione territoriale, in un sapiente e gustoso melting pot di sensazioni ed emozioni, in un viaggio sensoriale che ha saputo dare risalto a realtà locali diversificate, che, all'insegna di sacrificio ed artigianalità, ogni giorno esistono e resistono, gemellati con il territorio d'appartenenza.


Obiettivo comune: gettare le basi per un laboratorio ludico per pazienti schizofrenici.
 
Non a caso “Il rispetto della diversità passa attraverso il buon gusto” è stato il claim di questa decima edizione che si è svolta domenica 30 giugno presso il Castello di Lettere, che ancora una volta si è confermato suggestiva location. 

Centotrenta professionisti dell’enogastronomia (chef, pizzaioli, pasticcieri, maestri panificatori, produttori) hanno allestito altrettante postazioni trasformando la roccaforte medievale in un borgo del gusto. 
Tra le proposte culinarie c’erano: piatti classici della tradizione napoletana come il “ciurillo imbuttunat e fritto” cucinato da “I dottori del fritto” (fiore di zucca fritto in olio extra vergine di oliva, imbottito con ricotta, basilico, provola di Agerola e ciccioli di maialino nero casertano); piatti tradizionali della regione Campania leggermente rivisti come gli spaghetti di riso alla Nerano (con fonduta di provolone del Monaco, cipolla rossa di Tropea caramellata e tartare di tonno, una ricetta dello chef Marco Nitride); la pizza nella sua versione più golosa, ovvero la montanara, che Aniello e Nicola Falanga hanno farcito con ricotta arricchita con gelsi e lavorata con menta, pepe e zeste di limoni del Vesuvio e spolverata con briciole di tarallo napoletano; pietanze dal profumo e dal sapore di mare come il salmone marinato allo zenzero con yogurt di bufala, aneto e lime, scarola riccia, ravanello e lampone, una ricetta dello chef Nunzio Spagnuolo al timone delle cucine del Rada di Positano; prodotti antichi come il “Panis Pompeii” di Carmelo Esposito, un pane dolce che veniva preparato dagli antichi romani per le occasioni importanti oppure mangiato a colazione; il cioccolato sottoforma di sofisticata pralina con ganache al nocino e ganache al cioccolato bianco racchiuse in un guscio fatto di cioccolato fondente e al caramello (la “Noce delle Streghe”, una creazione di Gianna Micco che si è classificata terza al concorso “Miglior pralina 2019”); la golosa torta del pasticciere Raffaele Caldarelli, una dolce miniatura del Castello di Lettere. 


Tante le special guest intervenute all’evento, tra le quali: Luigi Libra, cantautore napoletano il cui primo disco “Terra Viva” è un inno alla “Campania Felix”; Luca Volpe, l’unico mentalista italiano ad essere riconosciuto a livello internazionale nonché volto televisivo di molti programmi in onda sulle reti Rai; Michele Selillo, promessa della musica napoletana reduce dalle partecipazioni come protagonista a spettacoli teatrali e musicali diretti e organizzati da Gianfranco Gallo (come ” Quartieri Spagnoli”) e a spettacoli e varietà dove si è esibito con nomi quali Caterina De Santis, Lucia Cassini, Saverio Mattei, Rosario Ferro e tanti altri; Nicola Coletta, modello e attore attualmente impegnato in un progetto radiofonico di Radio Studio Emme. 



“Quest’anno “Cenando Sotto un Cielo Diverso” spegne 10 candeline – afferma Alfonsina Longobardi, ideatrice ed organizzatrice dell’evento -, in virtù di questa maturità anche l’obiettivo della manifestazione è diventato più importante: a partire da quest’edizione raccoglieremo i fondi necessari all’avvio di un laboratorio ludico – didattico per malati schizofrenici che sarà molto probabilmente allocato a Sant’Antonio Abate”.

Hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa: la show girl Ida Piccolo, che ha animato la serata intervistando ospiti e chef; il giornalista Antonio D’Addio in veste di direttore artistico; la delegazione campana della Fondazione Italiana Sommelier. Oltre all’associazione “Tra Cielo e Mare”, fondata da Alfonsina Longobardi, le altre associazioni coinvolte nel progetto sono: Disabili di Gragnano, L’Aliante, Abili alla Vita.



Il mio percorso enogastronomico 
Così come in molti parchi tematici è previsto un braccialetto per accedere al Paese dei balocchi, qui un braccialetto color lilla, calice al collo, ci ha trasportato in un tour del gusto e delle meraviglie con il rotolo di calamaro cotto al forno, frullato e steso, ripieno di baccalà e spinaci. Una cucina resa fusion dall'aggiunta degli azuki verdi, dai micro ortaggi e dalla tapioca. Parola degli chef Salvatore Spuzzo, Alessandro Carella e Pietro Rota di Villa Alma Plena di Casagiove.
Dallo chef Stefano Cavaliere della Trattoria Alici come prima (Cetara) un misto di fagioli con pesto di alici su un letto di crostini fritti.
Un panino alla curcuma, ed il suo gemello alla rapa rossa, farciti con un filetto di tonno dalla copertura croccante ai semi di sesamo (tataki di tonno), nati dalle mani degli chef Rosario Consalvo e Gianluca Centomani della posillipina Villa imperiale.

Ed ancora gli spaghetti di riso alla Nerano (con fonduta di provolone del Monaco, cipolla rossa di Tropea caramellata e tartare di tonno, una ricetta dello chef Marco Nitride); il salmone marinato allo zenzero con yogurt di bufala, aneto e lime, scarola riccia, ravanello e lampone, una ricetta dello chef Nunzio Spagnuolo al timone delle cucine del Rada di Positano.
Si torna poi ai panini con il panino Bao farcito con carne di maiale, e lupini (di terra) che ne aumentano la croccantezza del partenopeo ristorante Tre Piani con lo chef Carlo Spina.
Il Black Cod glassato alla scapece con riflessi di burrata, tarallo alle mandorle e chips di zucchine del ristorante Marea.
Il baccalà  con alghe e  albicocche del Ristorante San Cristoforo.

Dai paesi vesuviani, ed in particolare da San Giuseppe, arriva la pasta mista con spuma di impepata di cozze, peperoncini verdi di fiume e granella di mandorle del Ristorante Mamma Elena.
Il babà al vino e pesche gustose di Tommaso di Palma dell'Impasta  Bistrot di San Giorgio a Cremano. 
Ed ancora il tonno crudo con copertura di mozzarella e pomodoro. Il pane all'acqua di mare. La pizza pasquale ricoperta, tra le altre, di borragine e scarola. Il tonno, poi, ridiventa protagonista e si adagia su un letto di verdurine. La sfoglia di riso con un prosciutto nostrano ed una spruzzata di aglio e cipolla o ricoperta da una rivisitazione del risotto zucchine e gamberetti.
Sul versante dei vini ce n'è davvero per tutti i gusti ed i palati, ma mi ha conquistata lo spumante rosè dei Tre Mori.
Per chiudere in bellezza un amaro, leggero e gustoso, prodotto con erbe e radici, targato Amaro del rosso ed un freschissimo liquore alla mela annurca. 

 
Ph. Gianni Cesariello

martedì 12 giugno 2018

Cenando sotto un cielo diverso: la valorizzazione del territorio è servita

Superare le difficoltà lanciando il cuore oltre l'ostacolo, per raggiungere l'obiettivo di includere la diversità.

Questo il motivo ispiratore che ha unito e spinto all'azione il team che ha collaborato, ognuno in base alle sue competenze, alla realizzazione dell'ottava edizione del galà benefico Cenando sotto un cielo diverso ospitato dal Parco Archeologico del Castello di Lettere ed in programma per la serata del 24 giugno.

"L'obiettivo - spiega l'ideatrice ed organizzatrice Alfonsina Longobardi dell'Associazione Tra Cielo e Mare - è la valorizzazione delle bellezze culturali, la promozione del territorio e il contrasto al disagio. E' necessario aprire le braccia al disagio".

Un triplice obiettivo che ha permesso allo splendido Castello di Lettere di uscire dal cono d'ombra dove era relegato, per splendere alla luce del sole, grazie anche alla neonata attribuzione della denominazione di sito archeologico.

"Per l'edizione estiva - continua l'art director - siamo arrivati ben all'ottava edizione. Molte manifestazioni, purtroppo, sono costrette a fermarsi alla seconda o alla terza edizione a causa degli ostacoli che si frappongono sulla loro strada. In questo caso è stata premiata ed ha vinto la tenacia, unita alla determinazione. Mentre l'edizione estiva sigla un duraturo gemellaggio con il Castello di Lettere, quella invernale è in formula itinerante, on the road".

In questa manifestazione, come evidenzia l'organizzatrice, culminano gli sforzi e l'impegno che si snodano lungo tutto l'arco di un anno, volti a "scovare" luoghi della Campania da valorizzare e attività nascenti ed emergenti da promuovere, che si affiancheranno a quelle degli chef stellati.

Molti ragazzi "a rischio", provenienti da varie associazioni, affiancheranno gli chef.

In quest'ottava edizione estiva nevralgica la collaborazione, siglata per la prima volta, con la Soprintendenza, e la raccolta fondi a favore dell'A.O.R.N. Santobono - Pausilipon, unico polo pediatrico per l'assistenza e la ricerca di tutto il Centro - Sud e centro di riferimento d'eccellenza per tutto lo Stivale.

"Siano molto grati di questa opportunità - spiega Carmine Pecoraro, direttore del Reparto di Nefrologia Pediatrica e Dialisi -. Attualmente stiamo lavorando alacremente per riuscire ad ottenere il riconoscimento ufficiale di Istituto di Ricovero e Cura (IRCCS). L'ecografo che attualmente utilizziamo è stato frutto di una precedente donazione, ma adesso ne occorrerebbe uno più avanzato e di ultima generazione, per allargare gli orizzonti dell'esame obiettivo e guardare dentro al corpo.  Il nostro prossimo, obiettivo, infatti, è avviare un centro trapianti partenopeo e poter effettuare i trapianti a Napoli. Attualmente seguiamo già oltre 150 bambini trapiantati. Inoltre siamo accreditati come Centro di ricerca per le malattie rare nefrologiche".

Grandi progetti crescono dunque.


Anche quello relativo alla valorizzazione archeologica e culturale del Castello di Lettere.

Nel 2015, infatti, si avvia il nuovo progetto di valorizzazione della struttura, che ne prevede il restauro ultimato nel 2016.

"Abbiamo speso totalmente il finanziamento concessoci - ribadisce l'architetto Paola Marzullo - ed abbiamo realizzato il progetto nei tempi previsti dalla Regione Campania. Il Castello, che attualmente è stato riconosciuto Parco Archeologico, rappresenta un'eccellenza paesaggistica, archeologica, culturale ed enogastronomica per tutti i Monti Lattari. Da soli, però, non si va da nessuna parte. In tal senso è stata nevralgica la partnership con la Parco Archeologico di Pompei".

Attraverso la fase attuale, che sta realizzando scavi importanti, gli addetti ai lavori si propongono di realizzare il Polo Museale del Mediterraneo che, come evidenzia la Marzullo, costituirà la memoria storica dell'area, con l'obiettivo di creare un indotto che faccia dialogare la parte scientifica, archeologica e culturale con quella ludica, attraverso eventi di spessore com'è, appunto, Cenando sotto un Cielo diverso.

In cantiere, secondo quanto ribadiscono i referenti, anche un altro progetto ambizioso. con il fine di "realizzare qualcosa di meraviglioso dal punto di vista storico e storiografico: la valorizzazione della parte antica", da realizzarsi attraverso la partnership con  l'Università di Macerata e quella delle Cicladi.

"Ho voluto e creduto fortemente in questa squadra coesa al femminile - dice il sindaco Sebastiano Giordano -. Per realizzare questo progetto abbiamo ottenuto un finanziamento europeo da due milioni di euro. L'obiettivo è quello di portare Lettere fuori da confini geografici angusti, dando vita a eventi dentro e fuori il Castello. Nel 2016, il Ministro ha dichiarato Il Castello di Lettere un grande attrattore turistico di rilievo nazionale".

Dopo l'inaugurazione della prima sala, quella medievale, ora il percorso è costellato da numerosi obiettivi: è necessario superare i confini ed andare oltre l'ostacolo.

Confini che devono diventare ponti per realizzare anche processi di inclusione concreti, con strumenti idonei, come ribadisce il sindaco di Lettere.

"Vivere un momento o una condizione di disagio - evidenzia Giordano - non dev'essere motivo di esclusione. Un'inclusione concreta è l'obiettivo che un amministratore deve perseguire nei confronti di una cittadinanza che ha deciso di metterlo a capo di una comunità".

Lo strumento per realizzare questo fine ambizioso è quello della valorizzazione territoriale.

"Il turismo è la prima fonte idonea a sostenere lo sviluppo economico e sociale - ribadisce Elvira Pentangelo, assessore al Turismo del Comune di Lettere - che permetta di reagire alla crisi socio-economica e consenta di contrastare i momenti di difficoltà. Un turismo destagionalizzato e non mordi e fuggi. Lettere può e dev'essere l'asse trainante per lo sviluppo di tutto il territorio dei Monti Lattari, in particolare per Castellammare di Stabia, onde consentire alla città una fioritura occupazionale, economica, sociale e civile, che passi attraverso le direttrici della valorizzazione culturale, artistica ed enogastronomica".

Cenando sotto un cielo diverso riunisce sotto la propria egida oltre 90 addetti alla ristorazione, tra panificatori, pizzaioli e chef, che allieteranno, con le loro pietanze, i palati degli ospiti presenti al galà del 24 giugno, capitanati dallo chef stellato Michele De Leo.

Tra questi, lo chef  Lello Iovine della Tenuta Iovine - Produzione Vini in Campania, maestri del Gragnano

"Per noi - dice - azienda vuol dire famiglia. Produciamo vini da quattro generazioni, a partire dal 1890".

Fiore all'occhiello per l'azienda Iovine un Gragnano frizzante, prodotto dalle uve della zona doc della Penisola Sorrentina che comprende Gragnano, Castellammare e Pimonte. Un vino il cui gusto è esaltato se servito freddo.

A fargli eco Raffaele Lamura del Poggio delle Baccanti.

"Per il vino la diversità non esiste. Il vino è il più grande testimonial di un territorio, poiché il suo gusto è legato al tipo di uva utilizzato, le cui caratteristiche dipendono dal terreno specifico della zona. Ecco perché proprio al vino dev'essere demandata la difesa del territorio stesso".

Pronto a far conoscere le loro bontà a metri zero, poiché frutto di un processo di auto-produzione, anche il team della Masseria Gabriele.

"Siamo un'attività giovanissima - racconta Raffaele Ingenito - aperta da circa un anno. Siamo pronti a farvi assaggiare le nostre leccornie".






venerdì 28 febbraio 2014

Scambio di visioni: imparare a guardare se stessi attraverso la propria storia culturale


Domani, 1 marzo, sarà l'ultimo giorno per visitare la Mostra "Scambio di visioni/Arti e Beni Culturali", allestita presso la Sala delle Terrazze di Castel dell'Ovo ed inaugurata il 18 marzo scorso.

Una sala da cui si domina, in visione aerea, lo specchio d'acqua ed il panorama che circonda Castel dell'Ovo. 

Una città che mostra se stessa, al naturale, trovando un rispecchiamento all'interno di un'esposizione sui suoi beni  culturali ed i suoi scorci (ma l'esposizione rinvia riflessi anche di altri luoghi d'Italia).

Una bussola orientata alla ricerca di visioni alternative, inedite, capaci di andare oltre l'apparenza e, mettendo in discussione ottiche consolidate, disvelare nuovi universi di senso e significato, restituendo anche quella dignità che a volte viene lesa o negata...

PROTAGONISTI INCROCIATI

Protagonisti sono monumenti poco conosciuti, come la chiesa di San Rufo Martire di Piedimonte di Casolla a Caserta, la basilica di San Giuseppe delle Scalze a Montesanto a Napoli o il Cimitero Monumentale di Staglieno a Genova, ma anche le più note Scalinate di Trinità dei Monti a Roma, la Casina Vanvitelliana al lago Fusaro o la basilica di San Francesco di Paola, che domina piazza del Plebiscito.

La mostra “Scambio di Visioni/Arti e beni culturali” racconta le contraddizioni del patrimonio artistico e culturale della Città delle Sirene tanto prezioso quanto poco valorizzato, apprezzato in tutto il mondo eppure oggetto, in molti casi, di degrado e incuria.



Ne nasce un'istantanea di luoghi fisici e dell'anima.

Un dialogo tra vari luoghi d'Italia, con le loro specificità territoriali e culturali, con la storia che ognuno custodisce dentro di sè.

Ventisei foto di autori, molti dei quali professionisti (ma anche di appassionati di fotografia che trovano in questo strumento un modo per guardare il mondo in maniera diversa, appuntando l'attenzione sui  particolari), selezionate attraverso l’omonimo concorso fotografico internazionale e scelte da una giuria di esperti, con la direzione artistica della fotoreporter Eliana Esposito.

La giuria: il docente all’Accademia delle Belle Arti Aniello Barone, i docenti dell’Università Federico II Clementina Gily e Giulio Fabricatore, il fotografo Martin Errichiello, la giornalista Ida Palisi.

Ad essere valutata una gran messe di foto: un totale di ben 150 foto visionate, scattate da  31 autori,  provenienti dall’Italia e dell’estero.

Foto che non si limitano a ritrarre frammenti del patrimonio architettonico - storico e architettonico, cui fa da cornice il panorama naturale partenopeo, ma che mette al centro la funzione sociale della fotografia.

Quella di riannodare i fili spezzati della memoria, di trovare risposte a domande inespresse o lasciate cadere nell'oblio, di sollevare il velo  su cose troppo spesso nascoste, di essere promotrice di cambiamento sociale,  come ricorda Alessandra del Giudice, tra i partecipanti al concorso, vincitrice di una menzione sociale per l'autore.

Le foto non sono solo specchio dei luoghi ma anche e soprattutto delle persone che  li abitano e di coloro a cui l'accesso, per precisa volontà o per colpevole incuria, è negato (si pensi in tal senso al valore, o disvalore, architettonico e sociale delle cosiddette barriere architettoniche).

Le foto sono la storia raccontata dall'occhio che su quei luoghi si è posato e consentono di forzare, a volte, lucchetti, chiusure forzate e di spazzare via, dun colpo, strati e strati di polvere accumulata sulle cose e sulla memoria delle stesse.

Storie di relazioni intense e di spiritualità diffuse.



I vincitori

1° classificato - Renato Orsini – Napul’è
2° classificato – Maura Ghiselli - Sacral
3° classificato - Daniele D’Ari - San Gaetano e San Paolo



Menzioni speciali per la scelta delle foto:
Daniele D’Ari - Sant'Elmo
Celine Vignacq - Contessa Scalza banda
Teresa Mangiacapra - Palazzo di storia

Menzioni speciali per l’autore:
Ciro Iacobelli
Alessandra del Giudice
Antonietta Lombardi
Marco Sorrentino

Le foto vincitrici si aggiudicano un premio-mostra.

Infatti, dopo che nella suggestiva sala di Castel dell’Ovo, saranno esposte in altre prestigiose location del capoluogo partenopeo.

Gli autori delle foto, in particolar modo di quelle vincintrici, provengono dalla campania, ma tra i selezionati vi sono rappresentanti nazionali ed internazionali.

Alcuni vengono dal Nord Italia (Genova e Cremona), una fotografa è di Tirana, un’altra ancora è italo-francese.



I promotori

L’iniziativa complessiva è promossa dal gruppo di imprese sociali Gesco, con le associazioni culturali Campo Libero, Megaris e Nakote, la cooperativa sociale Parteneapolis, l’Intercral Campania e la Fondazione Idis/Città della Scienza, e con il patrocinio morale del Comune di Napoli e del Forum Universale delle Culture.

Per maggiori informazioni sui protagonisti della mostra: