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sabato 1 luglio 2023

Cenando sotto un cielo diverso: bellezza e buon gusto le parole d'ordine per fare inclusione

Il buon gusto e la bellezza, declinati secondo i loro multiformi volti : questi gli ingredienti dell'appuntamento con la quindicesima edizione di “Cenando Sotto un Cielo Diverso”, in programma per martedì 4 luglio 2023 presso Villa Tony (splendida struttura ubicata all’interno del Complesso Zeno, alle falde del Vesuvio).



 Il ricavato dell’iniziativa sarà in parte utilizzato per l’acquisto di un acquario che sarà collocato presso il reparto di Diabetologia pediatrica dell’Azienda Ospedaliera Universitaria Luigi Vanvitelli di Napoli ha (responsabile: prof. Dario Iafusco). Tale reparto, afferente al DAI Materno Infantile, è Centro di Riferimento Regionale per la Diabetologia Pediatrica e Centro di eccellenza nazionale per lo studio e l’applicazione delle tecnologie nella terapia e nella gestione del diabete. La parte rimanente del ricavato dell’evento sarà destinata alla costruzione di un centro ludico – didattico per malati schizofrenici. A promuovere la kermesse l’associazione “Tra Cielo e Mare”, fondata nel 2013 da Alfonsina Longobardi – psicologa, sommelier ed esperta di food & beverage . L'iniziativa sarà realizzata anche grazie alla rinnovata collaborazione di alcuni volontari, che garantiscono il loro impegno attraverso gli anni, tra i quali i ragazzi del Centro Don Orione e le persone con disabilità sensoriale provenienti da Gragnano. C’è anche la cooperativa Sociale SIRIO che opera dal 2020 nel campo dell’impegno sociale, socio-sanitario ed educativo gestendo servizi a carattere territoriale e domiciliare. Infine, 14 alunni dell’Istituto “Raffaele Viviani” di Castellammare di Stabia saranno ai fornelli con gli chef stellati.

"Vogliamo agire sull'inclusione a 360 gradi - spiega l'ideatrice dell'evento -. Quindi gli alunni dell'istituto Viviani lavoreranno a supporto degli chef. Per loro è una grande occasione di imparare da professionisti che hanno un consolidato percorso professionale. Inoltre, sosterranno i loro compagni più fragili, così come fanno ogni giorno a scuola".

Il motivo ispiratore

Richiamando le parole di Alfonsina Longobardi il leitmotiv di questa edizione è la bellezza. Quella trasversale e divergente, baluardo dell'unicità dei territori e dell'individuo, non incline a piegarsi ai canoni dello stereotipo imperante del perfezionismo fisico. Lo stesso che spinge tanti adolescenti, per esempio, a ricorrere alla chirurgia estetica pur di conformarvisi, nella speranza di essere accettati e di fugare paure e insicurezze che hanno radici molto più profonde.

"La bellezza - evidenzia l'esperta di food & beverage - è un concetto molto più ampio e diversificato. Siamo corpi e anime. Noi puntiamo a valorizzarne le potenzialità, così come facciamo con gli odori, i sapori e i colori delle nostre realtà produttrici e delle nostre cantine".

Un cast stellare

Nel mondo dei riflettori e delle passerelle, le celebrità spesso sono oggetto di ammirazione per il loro talento artistico, la bellezza e lo stile di vita glamour. Tuttavia, c’è un lato di queste figure iconiche che spesso passa inosservato: il loro impegno per le cause benefiche e la volontà di utilizzare la loro influenza per fare la differenza.

Per l’evento di beneficenza “Cenando sotto un Cielo diverso” alcuni dei volti più noti e rispettati del panorama delle celebrità si sono uniti per sostenere una causa meritevole: attori, cabarettisti, scrittori, cantanti, influencer saliranno sul palco dell’evento introdotti dalla sua storica presentatrice, ovvero Ida Piccolo.

Anna CapassoCiro TorloDiletta AcanforaEnzo FichettiFrancesco AlbaneseGaia ZucchiGianluca ZeffiroGiuseppe MoscarellaLudo BruscoLuis NavarroMassimiliano CiminoMichele SelilloPeppe LauratoRebus ManRico FemianoRosa MirandaStefano De Clemente: sono solo alcuni nomi di questa straordinaria raccolta di ospiti VIP che sta generando un entusiasmo travolgente attorno a “Cenando sotto un Cielo diverso”. Un segno tangibile che il mondo dello spettacolo può essere un catalizzatore per una società più giusta e inclusiva.

Eccellenze culinarie al servizio della beneficenza

L’arte culinaria, con la sua capacità di deliziare i palati e creare esperienze indimenticabili, si unisce al nobilissimo scopo della beneficenza in un’occasione unica. Il connubio tra eccellenza culinaria e solidarietà promette di regalare una serata indimenticabile, in cui il piacere del gusto si fonde con la generosità di coloro che hanno fatto della loro arte una vera e propria missione. Saranno 150 gli chef, pasticcieri, pizzaioli, panificatori e produttori che delizieranno i numerosi avventori della quindicesima edizione di “Cenando Sotto un Cielo diverso”. 

Tante le novità: per esempio un vero e proprio angolo delle carni o i forni a legna dove verranno infornate molteplici pizze, fragranti nella pasta e gustose e creative nel topping.

In questa prestigiosa lista di artisti del gusto che parteciperanno all’evento si trovano nomi di spicco nel panorama gastronomico internazionale, ovvero gli stellati Domenico IavaroneMichele De LeoGiuseppe AversaCiro SicignanoLuigi SalomoneIgles Corelli. Le loro creazioni hanno incantato i commensali di tutto il mondo e il 4 luglio saranno protagoniste di una serata che resterà impressa nella memoria di tutti coloro che avranno la fortuna di parteciparvi.

venerdì 14 febbraio 2020

La paura siCura di Vacis: viaggio tra le paure nelle periferie urbane e dell'anima


Il documentario “La paura siCura”, diretto da Gabriele Vacis racconta e interpreta le paure del presente attraverso la raccolta di storie personali capaci di agganciare sentimenti collettivi e generali. 

Il progetto de “La paura siCura”, promosso dal Forum Italiano per la Sicurezza Urbana in coproduzione con il Centro Internazionale di ricerca teatrale Inteatro, costruisce idealmente e materialmente un viaggio in Italia attraverso sei laboratori teatrali in altrettante città del Paese: Catania, Genova, Montegranaro, Ravenna, Schio, Settimo Torinese, disegnando la mappa delle maggiori paure nei diversi contesti, per le diverse età dei soggetti coinvolti, in riferimento alle diverse criticità che vengono affrontate.

Da quelle più intime, esistenziali e adolescenziali di tanti ragazzi; a quelle derivanti dai mutamenti in cui le nostre città grandi, medie e piccole sono state coinvolte in questi anni; a quelle, drammatiche, del degrado e della criminalità diffusa e organizzata. 

“Questo progetto – racconta il maestro di strada Nicola Laieta -   vede il coinvolgimento di almeno 50 ragazzi tra alunni della scuola media Aldo Moro di Ponticelli e trenta ragazzi che frequentano i laboratori territoriali delle arti dei maestri di strada. Coinvolge anche studenti universitari di psicologia, di scienze della formazione, e in generale studenti universitari che amano il teatro, come vero e proprio espediente sociale per creare una diversità che non è solo territoriale ma è soprattutto mentale. Aò centro vi è l'apprendimento che avviene in contemporanea tra piccoli e grandi: la mente degli adulti si mette al servizio della mente dei piccoli per vivere assieme questa avventura dell’apprendimento. E’ necessario ripensare la scuola in relazione non solo ai contenuti ma anche e soprattutto alle persone che vanno accompagnate nella conoscenza del mondo. Per fortuna l’associazione Maestri di strada mette al centro della sua metodologia proprio le persone”.



Da Montegranaro nelle Marche ad una Ravenna tranquilla e bizantina, passando per Schio, Settimo Torinese ed altri centri urbani, vari esseri umani si incontrano, restando a distanza di sicurezza o correndo il rischio, di  toccarsi reciprocamente, facendosi così esistere, scegliendo di accogliere, ritrovando l’umanità, riconoscendosi simile all’altro da sé, e percorrendo la via della tenerezza. La vera vittoria, infatti, è scegliere questo sentimento dentro qualcosa, come viene ribadito nel documentario, come la paura e l’angoscia che non prevedono la tenerezza.

 E’ questo gesto fondatore a fugare la paura ed a umanizzare colui che prima era percepito solo come ostile e diverso, privo di quei sentimenti di auto-miglioramento che possono rendercelo affine.
Settimo Torinese è una periferia che poteva diventare delinquenziale, facilmente esposta al degrado, ma che invece, attraverso una serie di azioni improntate al senso civico ed alla convivenza serena, è diventata sana.

Il documentario mostra come tutti si siano sentiti e siano stati trattati come  stranieri in un certo momento del loro percorso.

“Vai a casa tua che mi stai mangiando il pane… e venivo dal Veneto”, ricorda un’anziana signora.

Il regista, richiamando il libro di un noto psichiatra, ricorda come la forma di follia più grande  è quella che viene dall’interno, dalle proprie paure, angosce, fobie. Dai pericoli e dalle strade esterne che ci fanno paura si può fuggire, si possono evitare, si possono scegliere deviazioni… da quelle interne non si può fuggire mai e ci perseguitano.

La paura, come ricorda una ragazza, a proposito dell’atteggiamento materno,  ci porta a stare sempre attenti, vigili, in guardia. In questo documentario vengono presentati i vari volti che può assumere la paura. 



Richiamando le teorizzazioni del sociologo Zygmunt Bauman che parla del Significato della paura nella società liquida, c’è una paura simile all’ansia, una sensazione persistente e incessante di allarme, che mette in dubbio, attraverso un costante processo di erosione, il senso ed il significato del nostro io. Quando, poi, la paura incontra e si mischia con la sfiducia parrebbe esserci la frantumazione dei legami umani, mentre la solidarietà si indebolisce e la diffidenza e l’isolamento prendono il posto della fiducia e della cooperazione.

Ne Il Demone della paura Bauman ci fa presente come la paura sia una compagna costante nella nostra “società aperta”, così come lo spettro della morte. Per sottrarvisi, come all’insicurezza che procura, rafforziamo confini e cesure, ma questi rimangono sfuggenti.

Siamo  esposti si colpi del destino, un’umanità vulnerabile sventurata alla mercé di forze che non comprende e non controlla fino in fondo che di fronte all’incapacità di difendersi, tenta di erigere nuovi muri divisori.

Secondo Adam Curtis non ci sono nuovi mostri terrificanti ma è il veleno della paura che trasuda, fino a saturare quotidianamente l’esistenza umana attraverso la crescente preoccupazione per l’incolumità personale.

Anche secondo l’antropologo Marc Augè , ne Le nuove paure, attualmente gli esseri umani hanno l’oppressiva impressione di vivere immersi nella paura, nell’angoscia e nell’inquietudine, che hanno la sinistra capacità di rendere gli orizzonti più cupi, in maniera indifferenziata, disegnando scenari apocalittici, tra nuove paure, spesso fomentate da media ansiogeni, e sgomenti atavici che riaffiorano alla coscienza.

Viviamo, come evidenzia Vacis, attraverso le parole degli intervistati, in società opulente ma insicure, abitate da una popolazione paurosa, assillate dal timore dello sconosciuto, dell’estraneo ignorante, manipolabile. Non si cerca più il benessere, forse perché lo si ha già, bensì la sicurezza.

“Questo docufilm – evidenzia il giornalista Giulio Baffi, testimonianza del teatro in città – è un altro modo di delineare il suo essere uomo di teatro di Gabriele Vacis e si pone in una soluzione di ideale continuità con uno spettacolo ed una rivelazione straordinarie  Elementi di struttura del sentimento  che significò la possibilità di tradurre il linguaggio letterario in linguaggio teatrale, all’insegna della legittimazione dell’uso di alcuni linguaggi che non avevamo immaginato si potessero adoperare, sancendo il superamento di certe barriere. Rappresentano un’apertura che rende possibile delle poetiche teatrali”.



Secondo quanto evidenziato da Baffi, Vacis, assieme, ad alcuni suoi collaboratori tra i quali una straordinaria Laura Curino, con il suo Olivetti, costruiscono il racconto teatrale, non per letteratura, ma per rappresentazione. Nella convinzione di Baffi,  il teatro è permanenza di un’esperienza che si supera e si riafferma continuamente.

 In tal senso, c’è necessità della memoria del teatro e del repertorio teatrale, in un momento in cui il teatro e il modo di fare teatro è incentrato sulla cancellazione della memoria e il superamento di quello che si fa e caratterizza uno specifico momento. 

“In un momento – continua Baffi -  in cui ad un attore veniva richiesta o la grande interpretazione o l’immiserimento dell’attore che racconta se stesso, proporre una poetica del teatro in cui l’attore racconta, come se stesso, ma attraverso una drammaturgia, pezzi della storia, pezzi della letteratura, da solo, ma in scena moltiplicandosi, è stata un’indicazione per fare teatro molto importante che ha avuto il suo seguito con altri attori interessanti ed importanti che hanno continuato a percorrere questa strada. E’ un’osservazione della realtà rappresentata che troviamo anche in questo docufilm, a parte la bellezza della ripresa, dell’immagine, l’attenzione dei giovani presenti che diventano attori, la gioia della confusione, la grande capacità di coinvolgimento, di  emozionare, che è poi il punto di partenza del fare teatro e del fare spettacolo, di documentare qualcosa che ci appartiene”.

mercoledì 27 novembre 2019

Cenando sotto un cielo diverso on the road: valorizzare il territorio ed includere ogni differenza


L’appuntamento con Cenando sotto un cielo diverso versione winter (on the road)  si avvicina.
Infatti, è previsto per domenica 1 dicembre lo street food stellato ospitato nelle stanze di una delle più belle ville napoletane: Villa Domi.

Ottantacinque professionisti della cultura del buon cibo, tra chef stellati, cuochi la cui bravura si è ampiamente espressa sul campo, dal valore acclarato e riconosciuto, maestri panificatori, pizzaioli, pasticceri e produttori locali, a configurare le strade e le geometrie del gusto che connotano un evento di beneficenza che parla il linguaggio della valorizzazione territoriale e dell’inclusione concreta. 

Spazio, poi, ad aziende alimentari d’eccellenza, cantine vitivinicole, bar tender.

Hanno già dato conferma della loro presenza Ciro Sicignano, Domenico Stile, Gianluca D’Agostino.
Come di consuetudine, l’edizione invernale di Cenando sotto un Cielo Diverso prevede anche lo svolgimento di un galà di beneficenza che si terrà il 12 dicembre presso un’altra bellissima location, ubicata nel casertano, ovvero Tenuta San Domenico.

“Vogliamo valorizzare e promuovere – racconta Alfonsina Longobardi, ideatrice del progetto, psicologa, sommelier ed esperta di food & beverage, che ha voluto coniugare il suo impegno nel sociale alla sue competenze nel mondo del food – la Campania, i territori di provenienza, la stagionalità, il lavoro dei piccoli produttori. C’è un clima familiare: la filosofia è quella di non sostituire gli chef, ma di andare ad ampliare progressivamente la squadra. Molti chef, infatti, sono presenti fin dalla prima edizione e chi, per vari motivi, non può essere presente a quella in programma, già è pronto a dare la propria adesione ad un’edizione successiva”.

In questa occasione, oltre a un parterre artistico d’eccezione, che animerà la serata, saranno protagonisti ai fornelli: gli chef stellati Danilo Di Vuolo, Giuseppe Aversa, Michele de Blasio, Michele De Leo e Raffaele Vitale; i maestri panificatori Domenico Fioretti e Filippo Cascone; e il pastry chef Marco Aliberti.

                                         (grafica a cura di Alfasistem Creative Agency)

Cenando sotto un Cielo diverso è un evento con una triplice finalità: beneficenza, valorizzazione del territorio, e corretta comunicazione delle caratteristiche d’eccellenza dei suoi prodotti (e, dunque, della buona cucina ad essi direttamente legata).

Valorizzazione delle differenze dunque, sia umane sia territorial, e inclusione, da intendersi sia come possibilità di partecipazione, fattuale e legittima, di ogni essere umano alla vita sociale sia come recupero di territori troppo spesso abbandonati all’incuria e poco conosciuti o misconosciuti, che meritano di essere inclusi, a pieno titolo, nel circuito storico-archeologico, turistico ed in quello produttivo.

La possente macchina organizzativa, che coinvolge anche personaggi del mondo dello spettacolo e professionisti del mondo della comunicazione, è stata creata dall’Associazione “Tra cielo e mare” fondata da Alfonsina  Longobardi nel marzo 2013.

La finalità è offrire sostegno alle persone con disagi psichici e di altra natura avvicinando, al contempo, le persone cosiddette “normali” a coloro  che purtroppo vivono situazioni di disagio, abbattendo la barriera della “paura” che è causa dell’incomunicabilità. Obiettivi gemellati, in maniera virtuosa, con la valorizzazione del territorio campano, sia delle sue bellezze sia del suo potenziale umano (perciò l’evento si tiene in luoghi di interesse storico – culturale e perciò coinvolge chef e produttori, in primis campani) sia dei suoi prodotti.

“Si tratta – racconta l’organizzatrice – di ragazzi schizofrenici. In loro c’è tanto impegno, tenacia, voglia di fare, forza di volontà. Fondamentale è anche la proattività dei genitori che lottano strenuamente per tutelare la dignità dei figli”.

La parola d’ordine è dunque dignità che cammina a braccetto con un altro concetto, quello di valore. Il valore di ogni essere umano, di ogni territorio e del tempo da condividere.

“Bisognerebbe -  ribadisce Longobardi – fermarsi e dedicare tempo a se stessi ed agli altri”.
Come sottolinea l’organizzatrice si tratta di un evento in cui si fondono i valori dell’inclusione sociale sul campo, della valorizzazione dei prodotti locali e del recupero di antiche tradizioni che si stanno perdendo.

“Penso ad esempio – continua l’esperta di food & beverage -  al recupero di un piatto tipico come la braciola di capra, solo per fare un esempio”.

UN CRESCENDO

La prima edizione di Cenando sotto un Cielo diverso si è svolta nel 2014 nel Castello Medioevale di Lettere, incastonato nell’incantevole cornice dei Monti Lattari.
L’evento ogni anno ha registrato un consenso sempre maggiore: oggi è divenuto uno degli appuntamenti legati al mondo della beneficenza e a quello dell’enogastronomia più grandi del centro – sud Italia.

“Siamo partiti in 13 – ricorda Longobardi -. A Lettere, nell’ultima edizione estiva, eravamo in 130, all’insegna di un grande lavoro di squadra. La nostra forza è rappresentata proprio dall’unione, dalla fidelizzazione, dall’essere una famiglia, il cui nucleo primario è costituito dalle stesse persone, cui si sono aggiunti progressivamente sempre nuovi professionisti e dal clima di collaborazione che regna. Si va avanti e si cresce tutti insieme. Nessuno è lasciato indietro: da soli non si va da nessuna parte ed infatti ogni partecipante sente quest’evento un po’ suo”.

Coinvolti, per dare una mano, anche i ragazzi de La locanda degli amori e… Sapori. 
“Questa realtà, a conduzione familiare – spiegano gli organizzatori – nasce dalla volontà di alcuni genitori di ragazzi affetti dalla sindrome di down, pieni di voglia e di capacità di fare, di dare un futuro sereno ai loro figli”.

Due le mission della prossima edizione dell’evento: raccogliere il denaro necessario all’acquisto di giochi da donare durante il periodo natalizio ai bambini ospedalizzati presso il Santobono Pausilipon (obiettivo ormai storico dell’edizione invernale di Cenando sotto un Cielo Diverso) e presso l’ospedale Monaldi, in particolare per il reparto di cardiochirurgia pediatrica, diretto da Guido Oppido, e per quello di nefrologia pediatrica. I regali verranno rigorosamente consegnati da Babbo Natale ed i reparti allietati dai sorrisi della clownterapia. Senza dimenticare il sostegno ad alcune case famiglia ed il prosieguo della raccolta fondi per la costituzione di un laboratorio ludico-didattico per persone affette da sindromi schizofreniche.

Le mission perseguite sono accomunate dalla riscoperta di valori profondi, quelli della cura delle relazioni che, come ribadisce la psicologa, nell’epoca contemporanea è spesso offuscata dall’abuso della tecnologia, che anziché contrarre tempi e distanze fisiche finisce per allontanare, facendo dimenticare l’importanza di un incontro autentico e di un tocco lieve, che sa farsi carezza leggera e mano salda che sostiene.

Antesignana del concept di Cenando sotto un Cielo diverso è stata la Serata Magie D’Autunno con Slow Food del 2013.

A partire da questa edizione l’associazione “Tra Cielo e Mare” si avvale anche dell’affiancamento del dott. Ciro Langella, ricercatore in ambito medico nel campo della Nutraceutica – ossia del food quale principale arma di prevenzione e salute -, e ideatore e fondatore del progetto SANA FOOD (realizzato nel 2017), la prima rete di aziende alimentari di eccellenza italiane, di operatori del food (chef, mense, nutrizionisti, etc.), e di istituzioni pubbliche e private (università, strutture sanitarie, scuole, realtà legate al benessere e allo sport, etc.) che hanno come obiettivo comune la costituzione di un paniere di “alimenti per la salute”.

Perché la cucina italiana è anche uno strumento di health prevention , ovvero di prevenzione della salute.

Altra novità di quest’anno sarà un momento dedicato all’arte, che si svolgerà l’1 dicembre, grazie alla perizia di  Davide Montuori, noto writer napoletano, che realizza quadri utilizzando le mille sfumature del vino. L’artista realizzerà un quadro in estemporanea e metterà all’asta le sue prime opere realizzate in wine art

Il ricavato sarà devoluto per gli scopi sociali dell’evento di beneficenza. Banditore d’eccezione sarà l’attrice Annalisa Insardà, nota per il suo impegno nel settore antimafia.

Testimonial della kermesse sono Floriana Messina – ex concorrente del Grande Fratello, ed oggi presentatrice, influencer, e nominata dai tifosi napoletani madrina della loro squadra del cuore – e l’attore Francesco Albanese. Durante le due serate interverranno numerosi personaggi legati mondo della musica e dello spettacolo, come il cantautore Michele Selillo ed il modello e attore Nicola Coletta.

“E’ la società che crea la disabilità – evidenzia Alfonsina Longobardi -. Ritengo che il gesto del donare sia davvero bello. Io ho voglia di realizzare cose belle senza retropensieri, con gioia ed emozione piena, ponendomi obiettivi importanti: infatti, chi tiene le cose per sé non va da nessuna parte”.

Evento Facebook: qui
Lista chef aderenti: qui

martedì 2 luglio 2019

Cenando sotto un cielo diverso: dieci candeline tra gusto d'autore e solidarietà

Prima dell'esordio ufficiale delle Universiadi, c'è stata una vera e propria "Olimpiade", con un intento profondamento educativo. Una staffetta del gusto, dei sapori e della solidarietà. Un passaggio di mano tra conoscenze, competenze ed abilità, ai fornelli ma non solo.

Si tratta dell'evento enogastronomico benefico Cenando sotto un cielo diverso, ideato dalla psicologa e sommelier Alfonsina Longobardi, che quest'anno ha spento le sue dieci candeline.


A duettare i sapori, la bellezza e  l'originalità delle composizioni e degli impiattamenti, che fanno assomigliare le pietanze ed opere d'arte. Il diktat è quello relativo alla valorizzazione territoriale, in un sapiente e gustoso melting pot di sensazioni ed emozioni, in un viaggio sensoriale che ha saputo dare risalto a realtà locali diversificate, che, all'insegna di sacrificio ed artigianalità, ogni giorno esistono e resistono, gemellati con il territorio d'appartenenza.


Obiettivo comune: gettare le basi per un laboratorio ludico per pazienti schizofrenici.
 
Non a caso “Il rispetto della diversità passa attraverso il buon gusto” è stato il claim di questa decima edizione che si è svolta domenica 30 giugno presso il Castello di Lettere, che ancora una volta si è confermato suggestiva location. 

Centotrenta professionisti dell’enogastronomia (chef, pizzaioli, pasticcieri, maestri panificatori, produttori) hanno allestito altrettante postazioni trasformando la roccaforte medievale in un borgo del gusto. 
Tra le proposte culinarie c’erano: piatti classici della tradizione napoletana come il “ciurillo imbuttunat e fritto” cucinato da “I dottori del fritto” (fiore di zucca fritto in olio extra vergine di oliva, imbottito con ricotta, basilico, provola di Agerola e ciccioli di maialino nero casertano); piatti tradizionali della regione Campania leggermente rivisti come gli spaghetti di riso alla Nerano (con fonduta di provolone del Monaco, cipolla rossa di Tropea caramellata e tartare di tonno, una ricetta dello chef Marco Nitride); la pizza nella sua versione più golosa, ovvero la montanara, che Aniello e Nicola Falanga hanno farcito con ricotta arricchita con gelsi e lavorata con menta, pepe e zeste di limoni del Vesuvio e spolverata con briciole di tarallo napoletano; pietanze dal profumo e dal sapore di mare come il salmone marinato allo zenzero con yogurt di bufala, aneto e lime, scarola riccia, ravanello e lampone, una ricetta dello chef Nunzio Spagnuolo al timone delle cucine del Rada di Positano; prodotti antichi come il “Panis Pompeii” di Carmelo Esposito, un pane dolce che veniva preparato dagli antichi romani per le occasioni importanti oppure mangiato a colazione; il cioccolato sottoforma di sofisticata pralina con ganache al nocino e ganache al cioccolato bianco racchiuse in un guscio fatto di cioccolato fondente e al caramello (la “Noce delle Streghe”, una creazione di Gianna Micco che si è classificata terza al concorso “Miglior pralina 2019”); la golosa torta del pasticciere Raffaele Caldarelli, una dolce miniatura del Castello di Lettere. 


Tante le special guest intervenute all’evento, tra le quali: Luigi Libra, cantautore napoletano il cui primo disco “Terra Viva” è un inno alla “Campania Felix”; Luca Volpe, l’unico mentalista italiano ad essere riconosciuto a livello internazionale nonché volto televisivo di molti programmi in onda sulle reti Rai; Michele Selillo, promessa della musica napoletana reduce dalle partecipazioni come protagonista a spettacoli teatrali e musicali diretti e organizzati da Gianfranco Gallo (come ” Quartieri Spagnoli”) e a spettacoli e varietà dove si è esibito con nomi quali Caterina De Santis, Lucia Cassini, Saverio Mattei, Rosario Ferro e tanti altri; Nicola Coletta, modello e attore attualmente impegnato in un progetto radiofonico di Radio Studio Emme. 



Quest’anno “Cenando Sotto un Cielo Diverso” spegne 10 candeline – afferma Alfonsina Longobardi, ideatrice ed organizzatrice dell’evento -, in virtù di questa maturità anche l’obiettivo della manifestazione è diventato più importante: a partire da quest’edizione raccoglieremo i fondi necessari all’avvio di un laboratorio ludico – didattico per malati schizofrenici che sarà molto probabilmente allocato a Sant’Antonio Abate”.

Hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa: la show girl Ida Piccolo, che ha animato la serata intervistando ospiti e chef; il giornalista Antonio D’Addio in veste di direttore artistico; la delegazione campana della Fondazione Italiana Sommelier. Oltre all’associazione “Tra Cielo e Mare”, fondata da Alfonsina Longobardi, le altre associazioni coinvolte nel progetto sono: Disabili di Gragnano, L’Aliante, Abili alla Vita.



Il mio percorso enogastronomico 
Così come in molti parchi tematici è previsto un braccialetto per accedere al Paese dei balocchi, qui un braccialetto color lilla, calice al collo, ci ha trasportato in un tour del gusto e delle meraviglie con il rotolo di calamaro cotto al forno, frullato e steso, ripieno di baccalà e spinaci. Una cucina resa fusion dall'aggiunta degli azuki verdi, dai micro ortaggi e dalla tapioca. Parola degli chef Salvatore Spuzzo, Alessandro Carella e Pietro Rota di Villa Alma Plena di Casagiove.
Dallo chef Stefano Cavaliere della Trattoria Alici come prima (Cetara) un misto di fagioli con pesto di alici su un letto di crostini fritti.
Un panino alla curcuma, ed il suo gemello alla rapa rossa, farciti con un filetto di tonno dalla copertura croccante ai semi di sesamo (tataki di tonno), nati dalle mani degli chef Rosario Consalvo e Gianluca Centomani della posillipina Villa imperiale.

Ed ancora gli spaghetti di riso alla Nerano (con fonduta di provolone del Monaco, cipolla rossa di Tropea caramellata e tartare di tonno, una ricetta dello chef Marco Nitride); il salmone marinato allo zenzero con yogurt di bufala, aneto e lime, scarola riccia, ravanello e lampone, una ricetta dello chef Nunzio Spagnuolo al timone delle cucine del Rada di Positano.
Si torna poi ai panini con il panino Bao farcito con carne di maiale, e lupini (di terra) che ne aumentano la croccantezza del partenopeo ristorante Tre Piani con lo chef Carlo Spina.
Il Black Cod glassato alla scapece con riflessi di burrata, tarallo alle mandorle e chips di zucchine del ristorante Marea.
Il baccalà  con alghe e  albicocche del Ristorante San Cristoforo.

Dai paesi vesuviani, ed in particolare da San Giuseppe, arriva la pasta mista con spuma di impepata di cozze, peperoncini verdi di fiume e granella di mandorle del Ristorante Mamma Elena.
Il babà al vino e pesche gustose di Tommaso di Palma dell'Impasta  Bistrot di San Giorgio a Cremano. 
Ed ancora il tonno crudo con copertura di mozzarella e pomodoro. Il pane all'acqua di mare. La pizza pasquale ricoperta, tra le altre, di borragine e scarola. Il tonno, poi, ridiventa protagonista e si adagia su un letto di verdurine. La sfoglia di riso con un prosciutto nostrano ed una spruzzata di aglio e cipolla o ricoperta da una rivisitazione del risotto zucchine e gamberetti.
Sul versante dei vini ce n'è davvero per tutti i gusti ed i palati, ma mi ha conquistata lo spumante rosè dei Tre Mori.
Per chiudere in bellezza un amaro, leggero e gustoso, prodotto con erbe e radici, targato Amaro del rosso ed un freschissimo liquore alla mela annurca. 

 
Ph. Gianni Cesariello